« Ricordate sempre, e ditelo ai vostri successori, perché questa verità sia conosciuta nei secoli. È meno pauroso il cadere di un pianeta che il cadere della religione. Se il cielo rimanesse spopolato d'astri e pianeti non sarebbe per i popoli sventura uguale a quella di rimanere senza una reale religione. Dio sopperirebbe con provvida potenza ai bisogni umani, perché tutto può Dio per coloro che sulla via sapiente, o sulla via che la loro ignoranza conosce, cercano, amano la Divinità con spirito retto. Ma se venisse un giorno in cui gli uomini non amassero più Dio, perché i sacerdoti di ogni religione avessero fatto di essa unicamente una vuota pantomima, non credendo essi per primi alla religione, guai alla Terra! Ora, se così dico anche per quelle religioni che sono impure, alcune venute per rivelazioni parziali ad un saggio, altre dal bisogno istintivo dell'uomo di crearsi una fede per dare pascolo all'anima di amare un dio, essendo questo bisogno lo stimolo più forte dell'uomo, lo stato permanente di ricerca di Colui che è, voluto dallo spirito anche se l'intelletto superbo nega ossequio a qualsiasi dio, anche, se l'uomo, ignorando l'anima, non sa dare nome a questo bisogno che, entro lui si agita, che dovrò dire per questa che Io vi ho data [...]»