« L'anima? Cosa è? » « Quando tu morrai, dove andrai? » « Mah!... non so. Se morrò da eroe, sul rogo degli eroi... se sarò un povero vecchio, un niente, forse marcirò nella mia tana o sul bordo di una via. » « Questo per il corpo. Ma l'anima dove andrà? » « Non so se tutti gli uomini hanno l'anima o se l'hanno solo quelli che Giove destina ai Campi Elisi dopo una vita portentosa, seppure non li trae all'Olimpo come fu di Romolo. » « Tutti gli uomini hanno un'anima 2. E questa è quella cosa che distingue l'uomo dall'animale. Vorresti essere simile ad un ca vallo? Ad un uccello? Ad un pesce? Carne che, morendo, è solo, marciume? » « Oh! no. Io sono 'uomo e preferisco essere tale. » « Ebbene : ciò che ti fa uomo è l'anima. Senza questa tu sa resti nulla più che un animale parlante. » « E dove è? Come è? » « Non ha corpo. Ma è. E' in te. Viene da Chi ha creato il mondo e a Lui ritorna dopo la morte del corpo. » « Dal Dio d'Israele, secondo voi. » « Dal Dio Solo, Uno, Eterno, Supremo Signore e Creatore dell'universo. » « E anche un povero soldato, come me, ha l'anima e questa torna a Dio? » « Sì. Anche un povero soldato, e la sua anima avrà Dio ad Amico se fu sempre buona, o Dio a Punitore se fu malvagia. » (Vol. II, pag 300-301)
« L'anima non è il pensiero, uomo. L'anima è lo spirito, è il principio immateriale della vita, il principio impalpabile, ma vero, che anima tutto l'uomo e che dura dopo l'uomo. Perciò è detta immortale. E' tanto sublime cosa che il pensiero anche più potente è un nulla rispetto ad essa. Il pensiero ha fine. Mentre l'anima ha bensì un principio, ma non ha più fine. Beata o dannata continua ad essere. Beati quelli che sanno conservarla pura, o ritornarla pura dopo averla resa impura, per renderla al suo Creatore così come Egli la diede all'uomo per animare la sua umanità» « Ma è essa in noi, o sopra noi, come l'occhio di Dio? » « In noi. » « Prigione in noi sino alla morte, allora? Schiava? » « No. Regina. Nel pensiero eterno l'anima, lo spirito è là cosa che regna nell'uomo, nell'animale creato detto : uomo. Essa, venuta dal Re e Padre di tutti i re e padri, suo soffid 1 e sua immagine, suo dono e suo diritto, avente per missione quella di fare della creatura detta uomo un re del gran regno eterno, di fare della creatura detta uomo un dio' oltre la vita, un " vivente " nella Dimora del sublimissimo, unico Dio, è creata regina, e con autorità e destino di regina. Sue ancelle tutte le virtù e le facoltà dell'uomo, sua ministra la buona volontà dell'uomo, suo servo il pensiero, servo e alunno il pensiero dell'uomo. E' dallo spirito che il pensiero acquista potenza e verità, acquista giustizia e sapienza, e può assurgere a perfezione regale. Un pensiero privo della luce dello spirito sarà sempre con lacune e tenebre, non potrà mai darsi ragione di verità che, per chi è scisso da Dio avendo perduta la regalità dell'anima, sono più incomprensibili di misteri. Sarà cieco il pensiero dell'uomo, ebete sarà, se mancherà del punto base, della leva indispensabile per comprendere, per alzarsi lasciando la Terra e lanciandosi all'alto, incontro all'Intelligenza, alla Potenza; alla Divinità in una parola. Parlo così a te, Demete, perchè tu non sei sempre stato solamente un cambiavalute, e puoi capire, e spiegare agli altri.» « Sei veramente un veggente, Maestro. No, non sono stato soltanto un cambiavalute... Anzi questo è stato l'ultimo scalino della mia discesa... Dimmi, Maestro. Ma se l'anima è regina, perchè allora non regna e non doma il mal pensiero e la mala carne dell'uomo? » « Domare non sarebbe nè libertà nè merito; sarebbe oppressione. » « Ma il pensiero e la carne sopraffanno pure l'anima, parlo di me, di noi, e la fanno schiava troppe volte. Per questo dicevo se era in noi in forma di schiava. Come può Dio permettere che cosa tanto sublime -Tu l'hai definita " soffio di Dio e sua immagine "sia avvilita da ciò che è inferiore? » « Nel Pensiero divino era che l'anima non conoscesse schiavitù. Ma dimentichi tu il nemico di Dio e dell'uomo? Gli spiriti inferi sono noti a voi pure. »(Vol. VII, pag. 1689)