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 - Centro Editoriale valtortiano

 

 

Come portare frutto

I seguenti brani e le citazioni che si trovano in esso, sono tratti da "L'Evangelo come mi è stato rivelato ", di Maria Valtorta”, edizione dell'anno santo 1975 © Emilio Pisani

 

 

Il nostro dovere nella conversione

« [...] Sono un demonio. Un demonio io sono. Salvami, Maestro, come salvi tanti indemoniati. Salvami! Salvami! »

« Non sia inerte la tua volontà di esser salvato. »

« C'è. Lo vedi. Io voglio essere salvato. »

« Da Me. Pretendi che Io faccia tutto. Ma Io sono Dio e rispetto il tuo libero arbitrio. Ti darò le forze per giungere a " volere ". Ma volere non essere schiavo deve venire da te °. »

« Lo voglio! Lo voglio! Ma non andare a Cesarea! Non andare! Ascolta me come hai ascoltato Giovanni quando volevi andare ad Acor (vd p. 556, volV). Abbiamo tutti gli stessi diritti. Ti serviamo tutti ugualmente. Tu hai l'obbligo di accontentarci per quello che facciamo... Trattami come Giovanni! Lo voglio! Che. c'è di diverso fra me e lui? »

« L'animo c'è! Mio fratello non avrebbe mai parlato come tu parli. Mio fratello non... »

« Silenzio, Giacomo. Parlo lo. E a tutti. E tu alzati e procedi da uomo, quale Io ti tratto, non da schiavo gemente ai piedi del padrone. Sii uomo, posto che tanto ci tieni ad essere trattato come Giovanni, il quale, in verità, è da più di un uomo perchè è casto ed è saturo di Carità. (pp.869-870, Vol VI)

 

 

Il segreto di riuscire o meno

Dice Gesù:

« Vi è lievito e lievito. Vi è il lievito del Bene e quello del Male. Il lievito del Male, veleno satanico, fermenta con maggior facilità di quello del Bene, perchè trova la materia più adatta alla sua lievitazione nel cuore dell'uomo, nel pensiero dell'uomo, nella carne dell'uomo, sedotti tutti e tre da una volontà egoista, contraria perciò alla Volontà universale che è quella di Dio [...] che, per la sua origine, non può essere che Amore. Manca nella maggioranza degli uomini la volontà di Bene e perciò il Bene sterilisce e muore, o vive così stentato che non lievita: rimane lì. Non vi è colpa grave. Ma non vi è neppure sforzo a fare il massimo bene. Perciò lo spirito giace inerte. Non morto ma infruttifero.

Badate che non fare il male non basta che a evitare l'Inferno. Per godere subito del bel Paradiso occorre fare il bene. Assolutamente. Per quanto lo si riesce a fare. Lottando contro se stessi e contro gli altri. Perchè Io ho detto che Io ero venuto a mettere guerra e non pace anche fra padre e figli, fra fratelli e sorelle, quando questa guerra venisse dal fatto di difendere la Volontà di Dio e la sua Legge contro le sopraffazioni delle volontà umane volte in direzioni contrarie di quello che vuole Iddio.

In Zaccheo il piccolo pugno di lievito di bene era fermentato in grande massa. Nel suo cuore non ne era caduta che una briciola originaria: gli avevano riferito il mio Discorso della Montagna. Malamente anche, certo mutilato di tante sue parti, così come avviene dei discorsi riportati.

Pubblicano e peccatore Zaccheo. Ma non per mala volontà. Era come uno che con un velo di cataratta sulle pupille vedesse male le cose. Ma: sa che l'occhio, libero di quel velo, ritorna in grado di vedere bene. E quel malato desidera gli sia levato quel velo. Così Zaccheo. Non era persuaso nè felice. Non persuaso delle pratiche farisaiche, che ormai avevano sostituito la vera Legge. E non felice della sua maniera di vivere.

Cercava istintivamente la Luce. La vera Luce. Ne vide uno sprazzo in quel frammento di discorso e se lo chiuse in cuore come un tesoro. Poichè lo amava, nota, Maria, questo : poichè lo amava, lo sprazzo divenne sempre più vivo, vasto e impetuoso, e lo portò a vedere nettamente il Bene e il Male e a scegliere giustamente, recidendo con generosità tutti i tentacoli che prima: dalle cose al cuore e dal cuore alle cose, lo avevano avvolto in una rete di schiavitù maligna.

"Poichè lo amava".. Ecco il segreto del riuscire o meno. Si riesce quando si ama: Non si riesce che poco quando si ama stentatamente. Non si riesce affatto quando non si ama. In qualunque cosa. Con più ragione nelle cose di Dio dove, per essere Dio invisibile ai sensi corporali, occorre avere un amore, oso dire: perfetto, per quanto possa creatura toccare perfezione, per riuscire in un'impresa. Nella santità in questo caso.

Zaccheo, disgustato del mondo e della carne, come disgustato dalle meschinità delle pratiche farisaiche, così cavillose, intransigenti per gli altri, troppo condiscendenti per loro, amò quel piccolo tesoro di una mia parola, giunto a lui per puro caso 2, umanamente parlando, l'amò come la cosa più bella che la sua vita quarantenne avesse posseduto, e da quel momento polarizzò il suo cuore e il suo pensiero su questo punto. Non soltanto nel male, dove è il tesoro è il cuore dell'uomo. Anche nel bene. I santi non hanno avuto forse nella vita il loro cuore là dove era il loro tesoro : Dio? Sì. E per questo, guardando soltanto Iddio, seppero passare sulla Terra senza corrompere nel fango della Terra la loro anima.

Quella mattina, se Io non fossi comparso, avrei ugualmente fatto un proselite. Poichè il discorso del lebbroso aveva ultimato la metamorfosi di Zaccheo. Al banco della gabella, non era più il pubblicano frodatore e vizioso. Ma l'uomo pentito del suo passato e deciso a mutare vita. Se Io non fossi apparso a Gerico, egli avrebbe chiuso il suo banco, preso il suo denaro, e sarebbe venuto in cerca di Me, perchè non poteva più stare senza l'acqua della Verità, senza il pane dell'Amore, senza il bacio del Perdono.

Questo, i soliti censori che mi osservavano per rimproverarmi sempre, non lo vedevano e tanto meno lo capivano. E perciò si stupivano che Io mangiassi con un peccatore. Oh! se non giudicaste mai, lasciandone a Dio il compito, poveri ciechi incapaci di giudicare anche voi stessi!

Non sono mai andato coi peccatori per approvare il loro peccato. Andavo per trarli dal peccato, sovente perchè essi non avevano ormai più unicamente che l'esterno del peccato : l'anima contrita era già mutata in una nuova anima vivente per espiare. E allora ero Io con un peccatore? No. Con un redento che aveva unicamente bisogno di una guida per reggersi nella sua debolezza di risorto da morte.

Quanto vi può insegnare l'episodio di Zaccheo'! Il potere della retta intenzione che suscita il desiderio. Il desiderio retto che spinge a cercare una sempre maggior cognizione del Bene e a cercare Dio continuamente sino ad averlo raggiunto, un retto pentimento che dà il coraggio della rinuncia. Zaccheo aveva la retta intenzione di udire parole di vera Dottrina. Avutane qualcuna, il suo retto desiderio lo spinge a maggior desiderio e perciò a continua ricerca di questa Dottrina; la ricerca di Dio, celato nella vera Dottrina lo stacca dai meschini dèi del denaro e del senso e lo fa eroe di rinuncia.

Se vuoi essere perfetto va', vendi quanto hai e vieni dietro a Me" ho detto al giovane ricco, ed egli non l'ha saputo fare. Ma Zaccheo, sebbene più indurito nell'avarizia e nella sensualità, sa farlo. Poichè attraverso alla poca Parola che gli era stata riportata aveva, come il mendico cieco e il lebbroso risanato da Me, visto Dio.

Può mai uno spirito che ha visto Dio, trovare più attrazione alcuna nelle piccole cose della Terra? Lo può mai, mia piccola sposa? » (Vol VI, pp. 826-829)

 

 

Due punti capitali per avere Dio con sé

Ecco. Io vi indico due punti capitali per avere Dio con sè, ad aiuto nelle giuste imprese.

La prima: per averlo alleato, avere l'animo giusto dei nostri padri. Ricordate la santità, la prontezza dei patriarchi nell'ubbidire al Signore, sia che la cosa richiesta fosse di poco o di sommo valore. Ricordate con che fedeltà essi rimasero fedeli al Signore. Molto ci lamentiamo in Israele di non avere più.il Signore con noi, benigno come lo era un tempo. Ma Israele ha più l'animo dei suoi padri? Chi ruppe e rompe continuamente l'alleanza col Padre?

Seconda cosa capitale per avere Dio con sè : l'umiltà. Giuda Maccabeo era un grande israelita, ed era un grande soldato. Ma non dice : "Io oggi distruggerò quest'esercito e le genti conosceranno che io sono il salvatore di Israele". No. Dice : "E il Signore distruggerà quest'esercito davanti a noi, incapaci di farlo, deboli come siamo". Perchè Dio è Padre ed ha cura dei suoi piccoli e per non farli perire manda le sue potenti schiere a combattere con armi sovrumane i nemici dei figli suoi. Quando Dio è con noi chi può vincerci? Questo ditevi sempre ora e più in futuro, quando vorranno vincervi e non già per cosa relativa come è una battaglia nazionale, ma in una cosa molto più vasta nel tempo e nelle conseguenze come è per la vostra anima. Non lasciatevi prendere da sgomento o da superbia. Ambedue sono dannosi. Dio sarà con voi se sarete perseguitati a causa del mio Nome "e vi darà forza nelle persecuzioni. Dio sarà con voi se sarete umili, se riconoscerete che voi, per voi, non siete capaci di nulla, ma tutto potete se uniti al Padre. (pp. 727, 728, vol VI)