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Embrione

Vita non è esistenza. Esistenza non è vita. Esiste anche questa vigna che si lega a queste colonne. Ma non ha la vita di cui Io parlo. Esiste anche quella pecora che bela legata a quell'albero lontano. Ma non ha la vita di cui Io parlo. La vita di cui Io parlo non comincia con l'esistenza e non ha termine col finire della carne. La vita di cui Io parlo ha inizio non in un seno materno. Ha inizio quando dal Pensiero di Dio nasce creata un'anima per abitare una carne, ha termine quando il peccato la uccide[1]! Prima l'uomo non è che un seme che cresce, seme di carne, invece che di glutine o di midollo come lo è quello delle biade o quello delle frutta. Prima non è che un animale che si forma, un embrione di animale non dissimile da quello che ora gonfia nel seno di quella pecora. Ma dal momento che in questo concepimento d'uomo si infonde questa parte incorporea, e che pure è la più potente nella sua incorporeità Che sublima, ecco che allora l'embrione animale non solo esiste come cuore pulsante, ma “vive” secondo il Pensiero Creatore, e diviene l'uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio, il figlio di Dio, il cittadino futuro dei Cieli. (p. 517, Vol. II, “L’evangelo come mi è stato rivelato”, 1975).

 

L'anima non è bruta, Plautina. L'embrione sì. Tanto vero che l'anima viene data quando il feto è già formato. (p. 433, Vol. III, “L’evangelo come mi è stato rivelato”).

 

Egli (Dio) è un Padre. Perfetto nella sua paternità, come in ogni altra cosa. Come può allora fare distinzioni, e quando un uomo viene concepito maledirlo mentre è innocente embrione? Sin da quando è incapace di peccare? » (pp. 568-569, Vol. V, “L’evangelo come mi è stato rivelato”, 1975).

 

Dio è Carità. Perciò chi ama è in Dio''. Chi è Colui che dà o rende la vita? Dio. Sia che dal limo tragga l'uomo, e lo vivifichi con l'alito divino spirato sulla forma di creta, sia che cooperi alla procreazione degli uomini col creare un'anima per l'embrione animale che si è concepito in un seno; (p.183, Libro di Azaria, 1972)


 

[1] « ... La vita... la uccide » < Questa affermazione (e qualche altra del genere) si spiega parafrasandola alla luce della dottrina esposta dalla scrittrice altrove e qui: « La vita di cui Io parlo < vita non carnale ma spirituale, vita non semplicemente umana ma divina > non comincia con l'esistenza < cioè in virtù e dall'istante del concepimento > e non ha termine col finire della carne < cioè con la morte terrena >. La vita di cui Io parlo ha inizio non in un seno materno < ivi, infatti, ha inizio la vita carnale e puramente terrena >. Ha inizio < questa vita spirituale e divina > quando dal Pensiero < creante >.. di Dio nasce creata un'anima <la quale, nascendo da Dio, non può nascere se non senza peccato, quantunque, passato il fulmineo istante creativo, immediatamente contragga il peccato originale > per abitare una carne; ha termine quando il peccato < originale contratto o attuale commesso-> la uccide »