L'evangelo come mi è stato Rivelato, di Maria Valtorta, ed CEV, 1996
Si narra la bellissima vicenda della famiglia di Abramo di Engaddi e della sua santa morte: bellissima. La storia è raccontata in diversi episodi. Per facilitare il ritrovamento dei brani nell'opera della Valtorta, abbiamo fatto precedere ognuno di essi da un titolo riportante il numero dell'episodio (secondo la numerazione dell'edizione utilizzata) e il numero del versetto.
390.4
Giuda d'Alfeo parla per tutti : «Ecco, Maestro e Signore. Abbiamo fatto ciò che ci hai detto e costoro sanno che oggi la Grazia di Dio è fra di loro. Ma essi vogliono anche la Parola. Molti ti conoscono per sentito dire. Alcuni per averti incontrato a Gerusalemme. Tutti, le donne in specie, desiderano conoscerti, essi, primo fra tutti, il sinagogo. Eccolo. Vieni avanti, Abramo. » L'uomo, molto, molto vecchio, viene avanti. E' commosso. Vorrebbe dire, dire, e nell'emozione non trova più una parola di quelle che si era preparate. Si curva per inginocchiarsi, appoggiandosi al suo bastone, ma Gesù glielo impedisce e lo abbraccia per il primo, dicendo: « Pace al vecchio e giusto servo di Dio! » e l'altro sempre più commosso non sa che rispondere : « Lode a Dio! I miei occhi hanno visto il Promesso! E che più devo io chiedere a Dio? » e alzando le braccia, con posa ieratica, intona il salmo di Davide (34e): « " Ho aspettato ansiosamente il Signore ed Egli a me si è rivolto ". » Ma non lo dice tutto. Lo dice nei punti più adatti all'evento « " Ha ascoltato il mio grido e mi ha tratto dall'abisso della miseria e dal fango del pantano... Mi ha messo in bocca un cantico nuovo. Beato l'uomo che ha posto la sua speranza nel. Signore. Molte cose meravigliose hai fatte, o Signore mio Dio, nè c'è chi ti uguagli nei tuoi disegni. Vorrei enunziarli, parlarne, ma la loro moltitudine sorpassa ogni numero. Non hai voluto sacrifizio, nè oblazione, ma mi hai aperto le orecchie... (si commuove sempre più). E' detto che devo fare la tua volontà... La tua Legge mi sta in mezzo al cuore. Ho annunziata la tua giustizia alla grande assemblea. Ecco, io non ho tenuto chiuse le labbra, Tu lo sai, o Signore. Non ho tenuta nascosta dentro di me la tua giustizia, ho proclamato la tua verità e la salvezza che da Te viene... Ma Tu, o Signore, non allontanare da me la tua compassione... Disgrazie senza numero (e piange proprio del tutto, dicendo le parole con voce ancor più vecchia e tremula per il pianto) mi sono venute addosso... Io son mendico e bisognoso, ma il Signore ha cura di me. Tu sei il mio aiuto, il mio protettore, o mio Dio, non. tardare!... " Questo è il salmo, mio Signore, e aggiungo di mio : " Dimmi "Vieni' ed io ti dirò ciò che il salmo dice : "Ecco, io vengo! ' ". » E tace, piangendo, con tutta la fede raccolta negli occhi offuscati dagli anni. La gente spiega : « Gli è morta la figlia lasciandogli dei piccoli nipoti. La moglie gli è divenuta cieca ed ebete per i molti dolori, e dell'unico maschio non ne sa nulla. E' scomparso così, dall'oggi al domani... » Gesù posa la mano sulla spalla del vecchio e gli dice : « Le ' sofferenze dei giusti hanno la rapidità di una rondine rispetto alla durata del premio eterno. Ma renderemo alla tua Sarai i suoi occhi di un tempo e la mente dei suoi vent'anni perchè conforti la tua vecchiaia. » « Si chiama Colomba » avverte uno del popolo... « Per lui è la sua principessa. Ma ora udite la parabola che vi propongo... » « Non libererai prima dalle tenebre gli occhi e la mente della moglie mia perchè possa ella pure gustare la Sapienza? » chiede ansioso il vecchio sinagogo. « Puoi credere che Dio può tutto, e che da uno all'altro mondo scorre il suo potere? » « Sì, o Signore. Io ricordo una sera di molti anni fa. Allora ero felice, ma credente anche nella gioia. Perchè così è! L'uomo, finchè è felice, può anche dimenticarsi di Dio. Io credevo in Dio anche in quel tempo di gioia in cui giovane e sana era la moglie, e mi cresceva Elisa, giovinetta bella come una palma, già promessa sposa, e Eliseo l'uguagliava in bellezza e superava in fortezza come ad uomo si conviene... Ero andato col fanciullo alle fonti presso le vigne che sono dote di Colomba, lasciando la moglie e la figlia ai telai su cui si tesseva il corredo nuziale... Ma forse ti annoio? Il misero sogna la passata gioia ricordando... ma agli altri non interessa...» « Parla, parla! » « Ero andato col fanciullo... Le fonti... Se sei venuto dalla via d'occidente sai dove sono... Le fonti erano al limite del luogo benedetto, e guardando si vedeva, oltre, il deserto, e la via biancheggiante per le pietre romane, allora ancora ben visibili nelle sabbie di Giuda... Dopo... finito anche quel segno! E nulla è che un segno si sperda nelle arene! Male è che si sia disfatto il segno di Dio, mandato a indicarti, negli spiriti d'Israele. Ín troppi spiriti! Il mio maschio disse : "Padre! Guarda! Una grande carovana, e cavalli, e cammelli, e servi e signori alla volta d'Engaddi. Forse vengono alle fonti prima che la sera cali..." Alzai gli occhi dai tralci che, curavo, tanchi dopo l'abbondante vendemmia, e vidi... Gli uomini venivano proprio alle fonti. E scesero e mi videro e chiesero se potevano accamparsi in quel luogo per una notte. " Engaddi ha case ospitali, e vicina è " risposi. " No. Vegliamo per essere pronti a fuggire, perchè ci ricerca Erode. Le guardie da quì vedranno ogni via, e facile sarà fuggire a chi ci ricerca ". " Quale peccato avete commesso? " chiesi stupito e pronto ad indicare le caverne dei nostri monti, come è sacro nostro costume verso i perseguitati. E aggiunsi : " Stranieri siete e di luoghi diversi... Io non so come possiate aver_ peccato contro Erode... " "Abbiamo adorato il Messia che è nato a Betlem di Giuda e al quale ci ha guidati la stella del Signore. Erode lo cerca, e perciò ci cerca perchè noi si indichi dove si trova. E lo cerca per dargli morte. Noi forse morte avremo, nei deserti, per lunga e ignota via, ma non denunceremo il Santo sceso dai Cieli! " Il Messia! Il sogno di ogni vero israelita! Il mio sogno! Ed era al mondo! Ed era a Betlemme di Giuda secondo il predetto!... Chiesi, tenendomi sul cuore il mio fanciullo, notizie e notizie, dicendo " Ascolta, Eliseo! Ricorda! Tu certo lo vedrai! " Io avevo già cinquanta anni e più non speravo vederlo... ne speravo campare tanto da vederlo uomo... Eliseo... non lo può più adorare... » Il vecchio piange di nuovo. Ma si riprende. Dice : « I tre Sapienti parlarono con dolcezza paziente e ti hanno descritto nella tua santità infante, e la Madre, e il padre... Avrei fatto la notte con loro... Ma Eliseo mi si addormiva in seno. Salutai i tre Sapienti dando promessa di tacere per non mettere possibili delazioni a loro danno. Ma a Colomba, nella stanza nuziale, narrai tutto, e questo fu il sole nelle nostre successive sventure. Poi si seppe l'eccidio... e per anni ho ignorato se Tu eri salvo. Ora lo so. Ma pio soltanto perchè Elisa è morta, Eliseo non c'è, e Colomba non può intendere la notizia felice... Ma la fede nel potere di Dio, già viva, si fece perfetta da quella sera lontana" in cui tre uomini, di razza diversa, testimoniarono la potenza di Dio col loro essere uniti, per voce d'astii e d'anime, sulla via di Dio, per adorare il suo Verbo. » « E premio avrà -la tua fede.. Ora udite. [...]
390.8
Gesù fa un ampio gesto di benedizione per congedare i suoi ascoltatori onde possano andare al pasto serale e al riposo, e fa per avviarsi quando una vecchierella, fino allora nascosta dall'angolo di una vietta, fende la folla che ancora vuole stare col Maestro, e fra il gridio stupito della stessa folla si va ad inginocchiare ai piedi di Gesù gridando: « Te benedetto! E l'Altissimo che ti manda! E le viscere che ti hanno generato, che più che di donna sono, se hanno potuto portare Te! » Un grido d'uomo si fonde al suo : «Colomba! Colomba! Oh! Tu vedi! Tu intendi! Tu parli con sapienza riconoscendo il Sianore! Oh! Dio! Dio dei miei padri! Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe! Dio dei profeti! Dio di Giovanni, il Profeta! Dio! Dio mio! Figlio del Padre! Re come il Padre! Salvatore in ubbidienza al Padre! Dio come il Padre, e Dio mio, Dio del tuo servo! Che Tu sia benedetto, amato, seguito, adorato in eterno! » E il vecchio sinagogo scivola in ginocchio di fianco alla sua vecchietta, e abbracciandola con il braccio sinistro, strineendosela al cuore, si curva e la fa curvare per baciare i piedi del Salvatore, mentre un gridio di gioia di tutta la gente fa vibrare i tronchi tanto è vivo e spaurire i colombi che, già posati ai loro nidi, si rialzano a volo, rotando su EnEaddi come a spargere a tutti i luoghi della città buona la novella che il Salvatore è fra le sue mura.
391.6
«Figlio di Abramo e del Padre dei Cieli, ascolta. Si compie ciò che il giusto tuo padre ti profetizzava. Qui è il' Salvatore, e con Lui sono i tuoi amici d'Engaddi e gli apostoli del Messia venuti a godere della tua risurrezione. Vieni senza paura! Vieni avanti fino al crepaccio, ed lo pure verrò, e ti toccherò, e sarai mondato. Vieni senza timore al Signore che ti ama! » I rami tornano a scostarsi e il lebbroso guarda fuori spaurito. Guarda Gesù, forma bianca che cammina sull'erba del pianoro e che si ferma ai limiti del crepaccio... Guarda gli altri... e specie il vecchio padre che come affascinato segue Gesù a braccia tese, con gli occhi fissi sul volto del figlio lebbroso. Viene avanti, rassicurato. Zoppica forte per le piaghe ai piedi... stende le braccia con le mani corrose... Viene di fronte a Gesù... Lo guarda... E Gesù protende le sue bellissime mani, alza gli occhi al cielo, raccoglie, pare raccogliere in Sè tutta la luce delle infinite stelle, e raggiarne lo splendore purissimo sulle carni impure, marciose, cadenti, che le fiaccole, agitate perchè facciano più luce, fanno apparire ancor più tremende nella luce rossa dei rami accesi. Gesù si sporge sul crepaccio, tocca col sommo delle sue dita il sommo delle dita lebbrose e dice : « Voglio! » e lo dice con un sorriso di una bellezza non descrivibile. Ripete : « Voglio! » altre due volte. Prega e comanda con quella parola... Poi si stacca, si arretra di un passo aprendo le braccia a croce e dice : « E quando sarai purificato predica il Signore perchè a Lui appartieni. Ricorda che Dio ti ha amato perchè fosti un buon israelita e un figlio buono. Abbi una sposa e dei figli, e crescili al Signore. Ecco che è annullata l'amarissima amarezza tua. Benedicine Iddio e sii beato! » Poi si volge e dice : « Voi, delle torce! Venite avanti e vedete ciò che può il Signore per coloro che lo meritano. » Abbassa le braccia che, così aperte e impaludate dal manto, facevano ostacolo alla visione del lebbroso, e si scosta. Il primo grido è quello del vecchio, inginocchiato dietro a Gesù : « Figlio! Figlio! Figlio quale eri nei tuoi vent'anni! Bello come allora! Sano come allora! Bello, oh! bello più di allora!... Oh! una tavola, un ramo, qualcosa per venire a te! » e fa per lanciarsi. Ma Gesù lo trattiene : « No! La gioia non ti faccia violare la Legge. Prima deve purificarsi'. Guardalo! Bacialo con gli occhi e il cuore, forte ora come lo fosti per tanti anni. E sii felice... » Infatti questo è un miracolo completo. Non è solo guarigione ma restaurazione di ciò che il male aveva distrutto, e l'uomo, sui quarant'anni, è intatto come nulla mai avesse avuto, soltanto resta di una forte magrezza che gli dà un aspetto ascetico di una bellezza non comune e soprannaturale. Ed egli agita le braccia, si inginocchia, benedice... non sa che fare per dire a Gesù che lo ringrazia. Infine vede dei fiori fra l'erba, li coglie, li bacia e li getta oltre il crepaccio ai piedi del Salvatore. « Andiamo! Voi di Engaddi rimanete col vostro sinagogo. Noi proseguiamo verso Masada. »
Gesù appare risorta ad Abramo di Engaddi. Morte di Abramo[1]
La piazza di Engaddi : tempio ipostilo di palme fruscianti. La fontana : specchio al cielo d'aprile. I colombi : murmure basso di organo. Il vecchio Abramo la traversa con gli arnesi del lavoro sulle spalle. Ancor più vecchio ma sereno come chi ha trovato ristoro dopo molta tempesta. Traversa anche il resto della città, va alle vìgne presso le fonti. Le belle vigne ubertose, già piene di promesse di raccolto dovizioso. Vi entra, si dà a sarchiare, a potare, a legare. Ogni tanto si rialza, si appoggia alla zappa, pensa. Si liscia la barba patriarcale, sospira, scrolla il capo, in un interno discorso. Un uomo molto ammantellato sale la strada verso le fonti e le vigne. Dico : un uomo. Ma è Gesù perché la veste è quella e quello è l'incesso. Ma per il vecchio è : un uomo. E l'Uomo interpella Abramo dicendo : « Posso sostare dui? » « Sacra è l'ospitalità. Non l'ho mai ricusata ad alcuno. Vieni. Entra. Ti sia dolce il riposo all'ombra delle mie viti. Vuoi latte-, Pane? Ti darò ciò che possiedo, qui. » « E Io che ti posso dare? Non ho nulla. » « Colui che è il Messia mi ha dato tutto, per tutti gli uomini, E per quanto io dia, nulla dò rispetto a quel che Egli mi ha dato. » « Lo sai che lo hanno crocifisso? » « So che. è risorto. Sei tu un crocifissore? Io non posso odiare perché Egli non vuole odio. Ma potessií ti odierei se tu lo fossi. » « Non sono un suo crocifissore. Sta' in pace. Tu dunque sai tu Lto di Lui. » « Tutto. Ed Eliseo... È mio figlio, sai? Eliseo non è più tornato da Gerusalemme dicendo : " Congedami, padre, perché io lascio ogni bene per predicare il Signore. Andrò a Cafarnao, a cercare di Giovanni, e mi unirò ai discepoli fedeli ". » « Tuo figlio ti ha dunque lasciato? Così vecchio e solo? » « È il mio gaudio _ sognato questo che tu. chiami abbandono. Non mi aveva fatto orbo di lui la lebbra? E chi me lo ha reso? Il Messia. E lo perdo forse perché egli predica il Signore? Ma no! Lo ritrovo anche nella vita eterna. Ma tu parli in un modo che mi dai sospetto. Sei un emissario del Tempio? Vieni a perseguitare chi crede nel Risorto? Colpisci! Non fuggo. Non .imito i tre saggi del tempo lontano. Io resto. Perché se cado per Lui, lo raggiungo in Cielo e si compie la mia preghiera dell'anno avanti questo.» « È vero. Tu hai detto allora : " Ho aspettato ansiosamente il Signore ed Egli a me si è rivolto "! » « Come lo sai? Sei uno dei suoi discepoli? Eri qui con Lui quando lo pregai? Oh! se tale sei, aiutami a fargli giungere il mio grido perché Egli lo ricordi » Si prostra credendo di parlare a un apostolo. « Sono Io, Abramo di Engaddi, e ti dico : " Vieni ". » Gli apre le braccia, Gesù, manifestandosi, e lo invita a precipitarsi in esse, ad abbandonarsi sul suo Cuore. Entra in quel momento nella vigna un fanciullo, seguito da un giovinetto, chiamando : « Padre! Padre! Eccoci a darti aiuto. » Ma il trillante grido del fanciullo è soverchiato dal grido possente del vecchio, un vero grido di liberazione : « Ecco! Io vengo! » E si getta Abramo fra le braccia di Gesù gridando ancora : « Gesù, Messia Santo! Nelle tue mani raccomando lo spirito mio!» Morte beata! Morte che invidio! Sul Cuore di Cristo, nella pace serena della campagna fiorente nell'aprile... Gesù depone con calma il vecchio sull'erba fiorita che ondeg. gia alla brezza, al piede di un filare, e dice ai fanciulli rimasti stupiti e spaventati, prossimi al pianto : « Non piangete. È morto rel Signore. Beati coloro che muoiono in Lui! Andate, fanciulli; ad avvisare quelli di Engaddi che il loro sinagogo ha visto il Risorto ed ha avuto da Lui esaudita la sua preghiera. Non piangete' Non piangete! » Li accarezza guidandoli all'uscita. Poi torna presso l'estinto e gli ravvia barba e capelli, gli abbassa le palpebre r~ maste socchiuse, gli compone le membra e gli stende sopra il mantello che Abramo si era levato per lavorare. Resta sinché sente delle voci sulla via. Allora sì raddrizza. Splendido... Quelli che accorrono lo vedono. Gridano. Aumentano la loro corsa per raggiungere Gesù. Ma Egli si invola ai loro sguardi nel fulgore di un raggio più vivo del sole.
Gesù gira lo sguardo su quei volti lì raccolti e chiama : « Vieni, Eliseo di Engaddi. Ho da dirti una cosa. » Non lo avevo riconosciuto l'ex lebbroso figlio del vecchio Abramo. Allora era uno scheletro spettrale, ora è un florido uomo nel fiore degli anni. Si avvicina prostrandosi ai piedi di Gesù che gli dice : « Una domanda ti trema sulle labbra da quando hai saputo che sono stato ad Engaddi. Ed è questa : " Hai consolato mio padre? " Io ti dico : " Più che consolato Io l'ho! L'ho preso con Me » « Con Te, mio Signore. E dove è che non lo vedo? » « Eliseo, Io sono qui per breve tempo ancora. Poi vado al Padre mio... » « Signore!... Vuoi dire... Mio padre è morto! » « Si è addormentato sul mio Cuore. Anche per lui è finito il dolore. Lo ha tutto consumato, e rimanendo sempre fedele al Signore. Non piangere. Non lo avevi forse lasciato per seguire Me? » « Sì, mio Signore... » « Ecco. Tuo padre è meco. Perciò seguendo Me ancor presso tuo padre vieni. » « Ma quando? Ma come? » « Nella sua vigna, là dove sentì parlare di Me la prima volta. Egli mi ha ricordato la sua preghiera del passato anno. Gli ho detto: "Vieni ". E' morto felice perché tu hai lasciato tutto per seguire Me. » « Perdona se piango... Era mio padre... » « So capire il dolore. » Gli posa la mano sul capo per confortarlo e dice ai discepoli : «Ecco un nuovo compagno. Abbiatelo caro perché Io l'ho tolto dal suo sepolcro perché mi serva. »