il seguente brano è tratto da " L'evangelo come mi è stato Rivelato", di Maria Valtorta, ed. CEV, 1996
Si narra la vicenda del vecchio Anania abbadonato dalla nuora alla morte del marito e della crudele negazione da parte di essa dei naturali rapporti affettivi tra i nipoti e il nonno e come Gesù è intervenuto a difesa del vecchio Anania. La storia è raccontata in diversi episodi. Per facilitare il ritrovamento dei brani nell'opera della Valtorta, abbiamo fatto precedere ognuno di essi da un titolo riportante il numero dell'episodio (secondo la numerazione dell'edizione utilizzata) e il numero del versetto.
384.5
Entrano infatti Giacomo e Giovanni, Andrea e Tommaso, ca richi di canne, e Tommaso quasi porta di peso un povero vecchie rello tutto stracciato e dagli occhi bianchi per cataratte. « Maestro, egli cercava i radicchi sulle sponde e per poco ca deva in acqua. E' rimasto solo da qualche mese perchè il figlio che ló manteneva è morto, la nuora è tornata a casa e lui... vive come può. Vero, padre? » « Sì. Sì. Dove è il Signore? » dice girando gli occhi velati. a Qui è. Vedi quel biancore lungo? E' Lui. » Ma Gesù viene già avanti e lo prende per mano. « Sei solo, povero padre? E non ci vedi? » a No. Finchè ho visto intrecciavo cesti e nasse, e facevo reti. Ma ora... Vedo con le dita più che con gli occhi, e nel cercare erbe mi sbaglio, e delle volte mi faccio male al ventre per erbe nocive. » « Ma in paese... » « Oh! sono tutti poveri e pieni di figli, e io sono vecchio... Se muore un asino... spiace. Ma se muore un vecchio!... Che è un vecchio? Che sono? Mi ha levato tutto la nuora. Ma mi avesse almeno portato con sè, come una vecchia pecora, perchè avessi vicino i. nipotini... i figli del mio figlio... » piange abbandonato sul petto di Gesù che lo tiene fra le braccia e lo carezza. « Non hai casa? » « L'ha venduta. » « E come vivi? » « Come le bestie. I primi giorni mi aiutava il paese. Ma poi si è stancato... » « Salomon dirazza allora, perchè lui è generoso » - osserva Matteo. « Con noi, però. Perchè non ha dato la casa al vecchio? » chiede Filippo. « Perchè quando è passato di aui l'ultima volta io avevo ancora una casa. Salomon è buono. Ma il paese lo chiama " il pazzo " da qualche tempo, e non fa più quello che Salomon aveva insegnato di fare » dice il vecchio. « Staresti volentieri qui con Me? » « Oh! non rimpiangerei più i nipoti! » « Anche se rimanessi povero e cieco ti basterebbe di servirmi per essere felice? » « Sì! » Un sì tremulo, ma così sicuro... « Va bene, padre. Ascolta. Tu non puoi fare il camminò che lo faccio. Io non posso rimanere qui. Ma possiamo volerci bene e farci del bene l'uno coll'altro. » « Tu sì, a me. Ma io... Che può fare il vecchio Anania? » « Guardarmi la casa e l'orto perchè la trovi ad ogni ritorno ordinata. Ti piace? » « Oh! si! Ma sono cieco... La casa... mi abituerò alle mura. Ma l'orto... Che fare per curarlo, se non distinguo le erbe? Oh! che sarebbe così bello servirti, Signore! Finire la vita così... » Il vecchietto tiene le mani sul cuore sognando l'impossibile cosa. Gesù si china sorridendo e lo bacia sugli occhi appannati... «Ma io... comincio a vedere... Io vedo... Oh! Oh! Oh!... » Vacilla nella gioia e cadrebbe se Gesù non lo sorreggesse. «Eh! la gioia!... » dice Pietro con voce grossa di commozione. « E la fame, anche... Ha detto che sono giorni che vive con soli radicchi senz'olio nè sale... » termina Tommaso. «Sì, lo abbiamo portato per questo. Per sfamarlo... » « Povero vecchio! » tutti compiangono. Il vecchietto rinviene e piange, piange. Il povero pianto dei vecchi... così triste anche quando è di letizia, e mormora : « Ora sì, ora passo servirti, benedetto! Benedetto! Benedetto! » e vorrebbe chinarsi a baciare i piedi di Gesù. «No, padre. Ora andremo dentro, e mangeremo, e poi ti daremo una veste e tu sarai fra figli e noi avremo un padre che ci darà il benvenuto ad ogni ritorno e la benedizione ad ogni partenza. Andremo a cercare due colombi perchè tu abbia creature vive intorno. Cercheremo sementi per l'orto e tu seminerai semi nelle aiuole e la fede in Me nei cuori di auesto paese. » « La carità, insegnerò! Non ce l'hanno! » « Anche la carità. Ma sii dolce... » « Oh! lo sarò. Non ho detto una parola dura alla nuora che mi abbandonava. Ho capito e perdonato. » « Te l'ho visto in cuore. Per questo ti ho amato. Vieni. Vieni con Me... » E Gesù entra in casa tenendo per mano il vecchietto.
386.1
Gesù è di nuovo in cammino. Volte le spalle al nord, costeggia i meandri del fiume per cercare chi lo traghetti. I suoi gli sono tutti intorno e rievocano gli avvenimenti dei pochi giorni passati nel paesello di Salomon e nella sua casa. Da quanto comprendo, sono rimasti fino a che non si è sparsa presso ambienti nemici la voce della presenza colà del Maestro, e quando questo è avvenuto se ne sono andati, lasciando a custodia della casetta riordinata il vecchio Anania, sereno nella sua povertà non più desolata. « Speriamo che lo stato degli animi duri come al presente » dice Bartolomeo. « Se andremo e verremo come il Maestro dice, li terremo in quelle disposizioni » risponde Giuda d'Alfeo. « Piangeva, povero vecchio! Si era affezionato... » dice ancora commosso Andrea. « E mi è piaciuto il suo ultimo discorso. Vero, Maestro, che parlò da saggio? » dice Giacomo di Zebedeo. « Da santo parlò, io dico! » esclama Tommaso. « Sì. E terrò presente il suo desiderio » risponde Gesù. Ma che ha detto di preciso? Io ero via con Giovanni per dire alla madre di Micael di ricordarsi di fare ciò che il Maestro ha detto, e non so di preciso » dice l'Iscariota. « Ha detto : "Signore, se passerai dal paese di mia nuora, dille che io non le serbo rancore e che sono contento di essere non più un derelitto perchè in tal modo meno grande sarà per lei il giudizio di Dio. Dille che cresca i nipoti nella fede del Messia, chè così li avrò con me in Cielo, e appena sarò nella pace pregherò per loro e per la loro salute ". E lo dirò. Cercherò la donna e lo dirò perchè è bene così » dice Gesù. « Non una parola di rimprovero! Anzi si felicita che, non più morendo di fame e di derelizìone, diminuisca il peccato della donna. E' ammirevole! » osserva Giacomo d'Alfeo. « Ma agli occhi di Dio sminuirà proprio la colpa della nuora? Questo è da sapersi! » dice Giuda d'Alfeo. I pareri sono contrari. Matteo si rivolge a Gesù : « Tu che giudichi, Maestro? Le cose resteranno come erano prima o muteranno?» « Muteranno... » « Lo vedi che ho ragione io?... » trionfa Tommaso. Ma Gesù fa cenno di lasciarlo parlare e dice : « Muteranno per il vecchio, così in Cielo come mutarono in Terra per la sua dolcezza indulgente. Per la donna non muteranno. La sua colpa grida sempre agli occhi di Dio. Solo se si pentisse potrebbe mutarsi il giudizio severo. E glielo dirò ». « Dove abita? » « A Masada, presso i fratelli.»
392.3
Gesù bussa alla porta chiusa di una casa alta e stretta. Apre un fanciullo. «Sei parente di Anania? » « Ne porto il nome perchè è padre di mio padre. » « Chiama tua madre. Dille che vengo dal paese dove è Anania e il sepolcro dello sposo estinto. » Il fanciullo va e torna. « Ha detto che non le importa di sapere nulla del vecchio. Che puoi andare. » Gesù fa il volto molto severo. « Non andrò altro che dopo averle parlato. Fanciullo, va' e dille che Gesù di Nazaret, in cui credeva il marito suo, è qui, e le vuole parlare. Dille che non tema. Il vecchio non c'è... » Il ragazzo torna ad andare. L'attesa è lunga. Della gente si è fermata ad osservare e qualcuno interroga i discepoli. Ma vi è un'atmosfera dura o indifferente o ironica... Gli apostoli cercano di essere cortesi, ma sono visibilmente impressionati. E finiscono d'esserlo quando sopraggiungono i notabili del paese e degli armigeri. Gli uni e gli altri con certi visi da... galera che non danno punto fiducia. Gesù, sulla soglia, addossato allo stipite, a braccia conserte, attende, paziente, assorto. Finalmente ecco la donna. Alta, bruna, con l'occhio duro, il profilo tagliente. Non è brutta nè vecchia, ma l'espressione la fa parere vecchia e brutta. *Che vuoi? Fa' presto, -che ho da fare» dice altezzosa. « Nulla voglio. Nulla. Rassicurati. Soltanto ti porto il perdono di Anania, il suo affetto, la sua preghiera... » - « Non lo riprendo! Inutile pregare. Non voglio vecchi lamentosi. Tutto è finito fra noi. E del resto presto io vado a nuove nozze e non posso imporre in casa di un ricco il rozzo contadino che egli è. Ne ho avuto abbastanza del mio errore di avere accettato di sposare suo figlio! Ma allora ero una stolta fanciulla e guardai solo la bellezza dell'uomo. Sciagura a me! Sciagura a me! Sia maledetto il motivo che lo portò sui miei passi! Sia anatema anche il ricordo di... » pare una macchina... « Basta! Rispetta i vivi e i morti che non meritavi di avere, donna arida più della selce. Sciagura a te! Sì! Sciagura! Perchè in te non è amor di prossimo, e perciò Satana è in te. Ma trema, o donna! Trema che le lacrime del vecchio, che quelle dello sposo, che certo hai oppresso col tuo disamore, non divengano pioggia di fuoco su quanto ti è caro. Hai figli, o donna!... » « Figli! Magari non li avessi! Sarebbe spento anche l'ultimo legame! E del resto non voglio sentire nulla. Non voglio sentirti. Va' via! Sono in casa mia, in casa di mio fratello. Non ti conosco. Non voglio ricordare il vecchio. Non... » strilla come una gazza spennata viva. E' una vera arpia... « Bada! » dice Gesù. « Mi minacci? » « Ti richiamo a Dio, alla sua Legge, per pietà della tua anima. Che figli vuoi educare con -questi sentimenti? Non temi il giudizio di Dio? » « Oh! basta. Saul, va' a chiamare mio fratello e digli che venga con Gionata. Ti farò vedere! Ti....» « Oh! no. Non occorre. La tua anima non sarà forzata da Dio. Addio. » E Gesù se ne va, fendendo la gente.