Tratto da p. 1642, Vol VII, di "Il Poema dell'uomo-Dio" di Maria Valtorta", Stampa della Tipografia Editrice M. Pisani Isola del Liri, 1975
[...] il prevedere più o meno esattamente il futuro di un cuore. non esonera nessuno dal perseverare sino alla fine per strappare alla rovina un cuore. Non cadere tu pure nel fatalismo dei farisei che sostengono che ciò che è destinato si deve compiere e nulla impedisce il compiersi di ciò che è destinato, con la qual ragione avvallano anche le loro colpe e avalleranno anche l'ultimo atto del loro odio per Me. Molte volte Dio attende il sacrificio di un cuore, che supera le sue nausee e i suoi sdegni, le sue antipatie, anche giustificate, per strappare uno spirito dal pantano in cui sprofonda. Sì, Io ve lo dico. Molte volte Dio, l'Onnipotente, il Tutto, attende che una creatura, un nulla, faccia o non faccia un sacrificio, una preghiera, per segnare o non segnare la condanna di uno spirito. Non è mai tardi, mai troppo tardi per tentare e sperare di salvare un'anima. E ve ne darò delle prove. Anche sulle soglie della morte, quando tanto il peccatore come il giusto che per lui si affanna, sono prossimi a lasciare la Terra per andare al primo giudizio di Dio, si può sempre salvare ed essere salvati. Fra la coppa e le labbra, dice il proverbio, c'è sempre luogo alla morte. Io invece dico : fra l'estrema agonia ed il morire c'è sempre tempo a ottenere un perdono, per se stessi o per coloro che vogliamo perdonati.