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Dialogo Fra Dio Misericordioso e l'anima disperata

Il rimando alla pagina del diario segue la numerazione della versione scaricabile gratuitamente da questo sito: pp. 213-214

- Gesù: «Anima immersa nelle tenebre, non ti disperare, non è ancora perduto
tutto. Parla col tuo Dio, che è l'amore e la Misericordia in persona». Ma
purtroppo l'anima rimane sorda al richiamo di Dio e s'immerge in tenebre ancora maggiori.
- Gesù la chiama di nuovo: «Anima, ascolta la voce di tuo Padre misericordioso».
Nell'anima si sta preparando una risposta: «Per me non c'è più Misericordia». Ed essa
precipita in tenebre sempre più fitte, in una specie di disperazione che le fa pregustare in
certo modo l'inferno e la rende completamente incapace di avvicinarsi a Dio. Gesù per la
terza volta parla all'anima, ma l'anima è sorda e cieca, incomincia a consolidarsi
nell'ostinazione e nella disperazione. Allora incominciano in certo qual modo a sforzarsi le
viscere della Misericordia di Dio e, senza alcuna cooperazione da parte dell'anima, Iddio le
dà l'ultima grazia. Se la disprezza, Iddio la lascia ormai nello stato in cui essa stessa vuole
stare per l'eternità. Questa grazia scaturisce dal Cuore misericordioso di Gesù e colpisce
l'anima con la sua luce e l'anima incomincia a comprendere lo sforzo di Dio, ma la
conversione dipende da lei. Essa sa che quella grazia è l'ultima per lei e se mostra un
piccolo cenno di buona volontà - anche il più piccolo - la Misericordia di Dio farà il resto. -
«Qui agisce l'onnipotenza della Mia Misericordia; felice l'anima che approfitta di
quella grazia». - Gesù: «Che grande gioia riempie il Mio cuore quando ritorni da
Me. Vedo che sei molto debole, perciò ti prendo fra le Mie braccia e ti porto nella
casa del Padre Mio». – L’anima è come se si risvegliasse: «È mai possibile che ci sia
ancora Misericordia per me?» domanda piena di spavento. - Gesù: «Proprio tu, bambina
Mia, hai il diritto esclusivo alla Mia Misericordia. Permetti alla Mia Misericordia di
operare in te, nella tua povera anima, fa' entrare nell'anima i raggi della grazia,
essi vi porteranno luce, calore e vita». L'anima: «Però al solo ricordo dei miei peccati
sono presa dalla paura e questa paura tremenda mi spinge a dubitare della Tua bontà». -
Gesù: «Sappi, o anima, che tutti i tuoi peccati non Mi hanno ferito così
dolorosamente il cuore come la tua attuale sfiducia. Dopo tanti sforzi del Mio
amore e della Mia Misericordia, non ti fidi della Mia bontà». - L'anima: «O Signore,
salvami Tu, altrimenti perisco. Sii il mio Salvatore. O Signore, non sono capace di dire altro,
il mio povero cuore è a pezzi, ma Tu, Signore...». Gesù non permette all'anima di terminare
la frase, ma la solleva da terra, dall'abisso della sua miseria e in un attimo l'introduce nella
dimora del proprio Cuore, mentre tutti i peccati sono scomparsi in un batter d'occhio, un
fuoco d'amore li ha distrutti. - Gesù: «Eccoti, o anima, tutti i tesori del Mio Cuore,
prendi tutto quello che ti serve». - L'anima: «O Signore, mi sento inondata dalla tua
grazia, sento che è entrata in me una vita nuova, ma soprattutto sento il Tuo amore nel
mio cuore; questo mi basta. O Signore, glorificherò l'onnipotenza della Tua Misericordia per
tutta l'eternità. Incoraggiata dalla Tua bontà, Ti esprimerò tutto il dolore del mio cuore». -
Gesù: «Dì tutto, bambina Mia, senza alcuna riserva, poiché ti ascolta un Cuore
che ti ama, il Cuore del tuo migliore amico». - «Signore, ora vedo tutta la mia
ingratitudine e la Tua bontà. Tu m'inseguivi con la Tua grazia e io rendevo vani tutti i Tuoi
sforzi; vedo che mi spettava il fondo stesso dell'inferno per aver sperperato le tue grazie».
Gesù interrompe le parole dell'anima e dice: «Non rivangare la tua miseria, sei troppo
debole per parlare, guarda piuttosto il Mio Cuore pieno di bontà, assorbi i Miei
sentimenti e procura di acquistare la mitezza e l'umiltà. Sii misericordiosa con
gli altri, come Io lo sono con te e quando ti accorgi che le tue forze diventano
deboli, vieni alla sorgente della Misericordia e rafforza la tua anima e non verrai
meno lungo il tuo cammino». - L'anima: «Ormai comprendo la Tua Misericordia, che mi
ripara come una nube luminosa e mi conduce alla casa del Padre mio, salvandomi
dall'orribile inferno che avrei meritato non una, ma mille volte. O Signore, non sarà
sufficiente per me l'eternità, per esaltare degnamente la Tua sconfinata Misericordia e la
compassione che hai avuto per me ».

  

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