L’Enciclica Ecclesia de Eucaristia, appello celeste
di Giovanni Apostoli
Vorrei proporre una breve riflessione sull’importanza dell’Enciclica "Ecclesia
de Eucharistia" di Giovanni Paolo II da un punto di vista “carismatologico”, cioè presentando alcuni brani scritti da persone che hanno ricevuto dei carismi straordinari, sui quali già è stato fatto un discernimento teologico e spirituale secondo quanto è stato detto dall’apostolo S. Giovanni:
«Carissimi, non prestate fede ad ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se veramente provengono da Dio, perché molti profeti sono comparsi sul mondo»[1],
e da S. Paolo:
«Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono»[2].
Potrà parere strana una riflessione basata su questi brani di origine soprannaturale per certa mentalità odierna eccessivamente razionalista che ha partorito l’assurda idea di riscoprire il “Gesù storico” epurando i vangeli di tutti i miracoli e i fatti straordinari[3]; ma ricordiamoci che il Concilio Vaticano II al N. 12 della Lumen Gentium afferma che:
«questi carismi, straordinari o anche più semplici e comuni, siccome sono soprattutto adatti e utili alle necessità della Chiesa, si devono accogliere con gratitudine e consolazione».
Tra i carismi straordinari che la Chiesa Madre ci propone di “accogliere con gratitudine e consolazione” ci sono le locuzioni interiori, cioè:
«quelle parole distinte che lo spirito riceve non da sé, ma da un’altra persona, talora stando raccolto e talora no»[4],
o, per utilizzare le parole di una carismatica che aveva questo dono:
«esse sono parole chiarissime, avvertite dalla persona che le riceve come se nascessero dal cuore, e che, collegate fra loro, formano un messaggio»[5].
Giovani Paolo II: difensore della vera fede
In pieno accordo con la testimonianza di nostra Madre Maria Santissima, che attraverso molte voci profetiche della nostra amata Chiesa ci prepara agli avvenimenti futuri, il papa ha ribadito la centralità dell’eucarestia nella vita della Chiesa e la presenza reale di nostro Signore Gesù Cristo nelle specie sacramentali. La situazione odierna della chiesa cattolica presenta già quelle correnti teologiche e quella diffusa mancanza di pietà verso il Santissimo Sacramento, che porteranno a negare il valore sacrificale e la presenza reale di Cristo nella Santa Messa. Segno questo di un attacco alla fede e alla morale fortissimo.
Viene spontaneo chiedersi se ciò possa essere considerato uno dei segni apocalittici. Per alcuni la risposta è si, infatti negli ultimi venti anni c’è stato un crescendo di rivelazioni private che annunciano un’imminente venuta di Cristo[6], questo tipo di rivelazioni provengono da mistici e veggenti di ogni parte del mondo. Fra questi mistici troviamo anche suor Faustyna Kowalska[7], che nel 1935 scrisse nel suo diario queste parole di Gesù:
«Preparerai il mondo alla Mia ultima venuta».
Nel 1936 avrebbe anche ricevuto dalla Madonna il seguente messaggio:
«Oh quanto è cara a Dio l’anima che segue fedelmente l’ispirazione della Sua grazia! Io ho dato al mondo il Salvatore e tu devi parlare al mondo della sua grande misericordia e preparare il mondo alla Sua seconda venuta. Egli verrà non come Salvatore misericordioso, ma come Giudice Giusto».
Suor Faustyna Kowalska nel suo diario[8], al giorno 26 maggio 1938 scrive:
«Una volta che pregavo per la Polonia, udii queste parole: “Amo la Polonia in modo particolare e, se ubbidirà al Mio volere, l'innalzerò in potenza e santità. Da essa uscirà la scintilla che preparerà il mondo alla Mia ultima venuta».
Molti hanno identificato la “scintilla” proveniente dalla Polonia, di cui parla Santa Faustina, con Giovanni Paolo II.
Procediamo però per gradi, nell’intento di comprendere maggiormente queste rivelazioni private.
San Paolo apostolo ammonisce i cristiani della comunità di Tessalonica, in fermento nell’attesa parusiaca, a proposito della venuta di Gesù dicendogli:
«Fratelli, che nessuno vi inganni in alcun modo, perché il giorno del Signore non verrà se prima non venga l’apostasia e non sia rivelato l’uomo del peccato, il figlio di perdizione, che si oppone ed è esaltato al di sopra di tutto ciò che è chiamato Dio, o che è adorato, in modo che sieda nel tempio di Dio mostrandosi come se fosse Dio»[9].
Inoltre, nella stessa Epistola, troviamo un aspetto molto importante concernente l’Apostasia. S. Paolo si riferisce al mistero d’iniquità già all’opera nel suo tempo e a qualcuno che lo trattiene:
«il mistero d’iniquità è già all’opera; posto soltanto che colui che al presente lo trattiene, lo trattenga ancora, finchè sia tolto di mezzo. E allora il perverso sarà rivelato[10].
Chi è questa persona che, al tempo di S. Paolo, tratteneva il mistero d’iniquità? Chi è questa persona che continua a trattenerlo finché non sia tolta di mezzo? Troviamo la risposta nel Motu Proprio di Papa Leone XIII[11] del 25 settembre 1888, nel quale profeticamente ammoniva circa l’obiettivo ultimo del diavolo:
«Questi astutissimi nemici hanno riempito e inebriato di fiele e amarezza la Chiesa, la sposa dell’Agnello immacolato, e hanno messo empie mani sulle sue più sacre proprietà. Nello stesso Luogo Santo, dove fu posta la Sede del beatissimo Pietro e la Cattedra di Verità per la luce del mondo, hanno elevato il trono della loro abominevole empietà, con l’iniquo disegno che quando il Pastore sia stato colpito, il gregge venga disperso».
Attraverso i secoli, il Papato, la roccia su cui Cristo fondò la Sua Chiesa, ha sempre trattenuto il “mistero d’iniquità”. Il Papa, il Vicario di Gesù Cristo sulla terra, possiede la Suprema Autorità di insegnare, di governare e di santificare. Che modo più efficace per distruggere la Chiesa Cattolica Satana avrebbe potuto escogitare che quello di avere i suoi complici umani infiltrati nelle più alte posizioni della Chiesa stessa?
Gli “astutissimi nemici” a cui fa riferimento Leone XIII, sono i massoni. È facile comprenderlo considerando che quattro anni prima e precisamente il 20 aprile 1884 Leone XIII emanò l’Enciclica “Humanum Genus” nella quale denunciava nella Massoneria idee filosofiche e concezioni morali opposte alla dottrina cattolica.
«Per Leone XIII esse si riconducevano essenzialmente a un naturalismo razionalista, ispiratore dei suoi piani e delle sue attività contro la Chiesa. Nella sua Lettera al Popolo Italiano “Custodi” (8 dicembre 1892) egli scriveva: “Ricordiamoci che il cristianesimo e la massoneria sono essenzialmente inconciliabili, così che iscriversi all’una significa separarsi dall’altra” »[12].
Ad ulteriore conferma dell’infiltrazione massonica all’interno della Chiesa, basta leggere “l’Istruzione Permanente dell’Alta Vendita” nella quale i massoni italiani descrivono il loro tentativo di distruggere la Chiesa Cattolica tramite l’infiltrazione nell’officio stesso del Papato. Qui sotto trascrivo alcuni estratti di questa “istruzione” presi da “Grand Orient Freemasonry Unmasked” (La Frammassoneria del Grand’Oriente Smascherata) di Mons. George F. Dillon D.D. (ottobre 1884), libro che nella sua versione italiana, fu stampato con l’approvazione ed a spese di Papa Leone XIII:
«Il Papato ha esercitato in tutti i tempi un’azione decisiva sugli affari d’Italia. Con le braccia, le voci, le penne, i cuori dei suoi innumerevoli vescovi, preti, monaci, suore e gente di tutte le latitudini, il Papato trova una devozione illimitata, pronta per il martirio, e ciò con entusiasmo. Ovunque, ogni qual volta gli piaccia di far loro appello, esso ha amici pronti a morire o a perdere tutto per la sua causa. Questa è una immensa leva che i Papi soli sono stati capaci di apprezzare in tutta la sua potenza, e che tuttavia hanno usata sinora solo fino ad un certo punto. Oggi non è questione di ricostituire quella potenza per noi, il prestigio della quale è per il momento indebolito. Il nostro scopo finale è quello di Voltaire e della Rivoluzione Francese: la definitiva distruzione del Cattolicesimo e perfino dell’idea cristiana che, se lasciata sussistere sulle rovine di Roma, sarebbe più tardi la resurrezione della Cristianità.
Ora, quindi, per assicurarci un Papa nella maniera richiesta è necessario predisporre per quel Papa una generazione adeguata al regno del quale sognamo. Lasciate da parte l’età avanzata e quella media, andate alla gioventù, e, se possibile, fino all’infanzia.
In pochi anni il giovane clero avrà, per forza di cose, invaso tutte le funzioni. Essi governeranno, amministreranno, e giudicheranno. Essi formeranno il consiglio del Sovrano. Saranno chiamati a scegliere il Pontefice che regnerà; e quel Pontefice, come la maggior parte dei suoi contemporanei, sarà necessariamente imbevuto dei principii italiani ed umanitari che stiamo per mettere in circolazione.
Cercate il Papa del quale diamo il ritratto. Volete stabilire il regno degli eletti sul trono della prostituta di Babilonia? Fate marciare il clero sotto la vostra bandiera in modo che creda sempre di marciare sotto la bandiera delle Chiavi Apostoliche. Volete causare la sparizione delle ultime vestigia di tirannia ed oppressione? Gettate le vostre reti come Simone Bar-Jona. Gettatele nelle profondità di sacrestie, seminari e conventi, piuttosto che nelle profondità del mare, e se non precipiterete nulla, darete a voi stessi una raccolta di pesci più miracolosa della sua. Il pescatore di pesci diverrà un pescatore d’uomini. Vi comporterete da amici intorno alla Cattedra Apostolica. Avrete pescato una Rivoluzione in Tiara e Cappa, che marcia con la Croce e la bandiera — una Rivoluzione che ha solo bisogno di essere un poco pungolata per mettere a fuoco i quattro quarti del mondo».
Questa lunga citazione della “Istruzione Permanente dell’Alta Vendita”potrà sembrare obsoleta, ma purtroppo non è così, anzi, pare che la massoneria sia riuscita in parte nei suoi intenti. Infatti un artico del giornalista massone Pier Carpi comparso su “L’espresso” del 12 dicembre 1987, confermando l’assunto del “fratello” Fulberto Lauro, secondo il quale alla Loggia P2 aderivano anche cardinali e vescovi in incognito, specificava che «si chiama “Loggia Ecclesia” ed è in contatto diretto con il Gran Maestro della Loggia Unita d’Inghilterra, il duca Michele di Kent. Tale loggia opera in Vaticano dal 1971. Vi appartengono più di cento fra cardinali, vescovi e monsignori di curia. Riescono a mantenere il più assoluto segreto, ma non al punto da sfuggire alle indagini degli uomini della potente “Opus Dei”»
Dopo aver ascoltato tutto ciò, viene da chiedersi quale siano gli scopi che la massoneria ecclesiastica si propone di realizzare. Nella parte seguente cercheremo di dare risposta a questo questito.
Il compito della massoneria ecclesiastica è distinto da quella laica: per comprendere quello della prima si legga “Il piano massonico per la distruzione della Chiesa” contenente le Direttive del gran Maestro della Massoneria ai vescovi cattolici massoni, effettive dal 1962 e rielaborate nell’ottobre 1993 come piano progressivo per lo stadio finale[13].
Qui vediamo un messaggio della Vergina Maria dato a don Stefano Gobbi[14]:
«Se compito della massoneria è di condurre anime alla perdizione, portandole al culto di false divinità, lo scopo della massoneria ecclesiastica è invece quello di distruggere Cristo e la sua Chiesa, costruendo un nuovo idolo, cioè un falso Cristo e una falsa Chiesa»[15].
Tra i diversi obbiettivi della massoneria ecclesiastica vi è quello di
«attaccare la pietà ecclesiale verso il Sacramento della Eucarestia. Di essa valorizza solo l’aspetto della Cena, tende a minimizzare il suo valore sacrificale, cerca di negare la reale e personale presenza di Gesù nelle Ostie consacrate»[16].
A tutto questo sfacelo sta facendo da ostacolo il nostro amato papa Giovanni Paolo II.
Justine Klotz[17] ricevette un messaggio in locuzione da Maria Santissima il 10 ottobre del 1978, cioè sei giorni prima dell’elezione al soglio pontificio del card. Karol Wojtyla, in cui le disse a proposito del nostro papa:
«La scelta è partita da Me. […] È stata la scelta migliore che mai sia stata fatta»
Inoltre la nostra Mamma celeste ha confidato a don Stefano Gobbi il messaggio seguente:
«Guardate alla grande luce che il mio Cuore Immacolato ha dato alla Chiesa: è il mio primo figlio prediletto, il Papa Giovanni-Paolo II. ... Questo Papa è segno della mia straordinaria presenza accanto a voi. Diventa la pietra d’inciampo per tutti i miei nemici, e lo scoglio contro cui si opererà la grande divisione. Come sono pochi quelli che seguono il suo sicuro ed ispirato insegnamento!
Anche da parte di alcuni miei figli prediletti si continua a prescindere da lui, e così si cade in una tenebra più profonda. E la Chiesa di questo Paese si trova tanto ammalata e piagata. Siate voi, figli consacrati al mio Cuore Immacolato, l’esempio vissuto dell’amore, della fedeltà e della piena unità al Papa. Così attirerete sulla strada dell’unità e della salvezza nella vera fede un grande numero di poveri figli disorientati.
Fra poco l’apostasia si farà manifesta. Si salveranno dalla minaccia di naufragare nella fede solo quelli che saranno col Papa. Con lui tutti vi benedico, e vi incoraggio a camminare nella fiducia e nel filiale abbandono»[18].
Maria Santissima ci mette in guardia sul nostro futuro prossimo nella stessa misura in cui Gesù preparava i suoi apostoli alla Sua morte in croce.
«L’ora del calvario è arrivata per la Chiesa, chiamata ad offrirsi in olocausto, e ad essere immolata sulla Croce del suo sanguinoso martirio. L’ora del calvario è arrivata per questa povera umanità che comincia già a vivere le ore dolorose del suo castigo»[19].
«Vi voglio spiritualmente uniti a Me perché ora state entrando nell’ultimo periodo del vostro secolo, durante il quale gli avvenimenti predetti da Me giungeranno al loro pieno compimento, ed è per questo che oggi, in questo luogo dove sono apparsa, voglio rivelarvi il mio segreto.
Il mio segreto riguarda la Chiesa. Nella Chiesa si diffonderà a livello mondiale la grande Apostasia, e arriverà al suo culmine. Lo scisma provocherà un allontanamento generale dal Vangelo e dalla vera fede. Nella Chiesa entrerà l’uomo iniquo che si oppone a Cristo. Egli porterà nel suo seno l’abominio della desolazione compiendo l’orribile sacrilegio di cui ha parlato il profeta Daniele…»[20]
Il profeta Daniele identifica l’orribile sacrilegio con l’abolizione del sacrificio quotidiano del tempio di Gerusalemme[21].. Come sappiamo questa profezia si è avverata quando Antioco Epifane nel 169 a.C. profana il santuario, accessibile solo ai sacerdoti, e la suppellettile sacra; ordina la soppressione del culto ebraico e l’adozione di quello pagano abolendo il sacrificio quotidiano e l’offerta. Addirittura due anni dopo, nel dicembre del 167 a.C., erige sull’altare degli olocausti una statua del Giove Olimpico (abominio della desolazione) facendo perdurare questa profanazione tre anni e 40 giorni: (cfr 1 Mac 1,54. cfr 4,52).
Però, il carattere di questa profezia biblica non è univoco, ed infatti nel testo biblico leggiamo l’arcangelo Gabriele ammonire Daniele dicendogli: «comprendi bene, questa visione riguarda il tempo della fine» (Dn 8, 17b); infatti, come sappiamo, dopo la devastazione di Gerusalemme e del suo tempio avvenuta nel 67 d.C., non trova più posto nel culto ebraico il “sacrificio quotidiano” che invece è perdurato in forma sacramentale nella liturgia eucaristica, in cui viene offerto al Padre l’Agnello senza macchia, realizzando la profezia contenuta nel libro del profeta Malachia:
«Non mi compiaccio più di voi, dice il Signore degli eserciti, non accetto l’offerta delle vostre mani! Poiché dall’oriente all’occidente grande è il mio nome fra le genti e in ogni luogo è offerto incenso al mio nome e una oblazione pura perché grande è il mio nome fra le genti, dice il Signore degli eserciti»[22]
«Questo testo è stato considerato da tutti i santi Padri (del Concilio di Trento) come una profezia del santo Sacrificio della Messa. […] La profezia di Malachia […] deve esclusivamente riferirsi alla santa Messa, che è l'unico Sacrificio del Nuovo Testamento, Sacrificio interamente puro, che Gesù Cristo offre a Dio suo Padre, in tutti i tempi ed in tutti i luoghi per le mani dei sacerdoti. Nostro Signore è il solo pontefice perfetto e sovrano e i sacerdoti non sono che i suoi ministri; essi gli prestano le mani e la bocca. Infatti, essendo Gesù Cristo invisibile ed il Sacrificio dovendo essere visibile, bisognava, per farvi partecipare gli uomini, ricorrere necessariamente al ministero dei sacerdoti. E per di più questo Sacrificio durerà fino alla fine del mondo[23] e non cesserà che alla venuta dell'Anticristo»[24].
Ad ulteriore conferma della dottrina sovraespressa nel messaggio del 31 dicembre 1992 dato a don Stefano Gobbi, la Madonna conferma che il Sacrificio Quotidiano è quello della Messa, e che l’orribile sacrilegio consiste nell’abolizione di questa Messa:
«La santa Messa è il sacrificio quotidiano, l’oblazione pura che viene offerta al Signore in ogni parte, dal sorgere al tramonto del sole. Il sacrificio della Messa rinnova quello compiuto da Gesù sul Calvario. Accogliendo la dottrina protestante si dirà che la Messa non è un sacrificio, ma solo la sacra cena, cioè il ricordo di ciò che Gesù fece nella sua ultima cena. E così verrà soppressa la celebrazione della santa Messa»[25].
La Scrittura si compie sempre! A questo abominio il nostro amato Dio, il Giusto, non potrà rimanere impassibile come un dio insensibile, ma interverrà contro colui per mezzo del quale tanto male arriverà alla Chiesa e al mondo intero. Infatti, quando il figlio della perdizione «insorgerà contro il principe dei principi… verrà spezzato senza intervento di mano d`uomo»[26].
Ecco perché Gesù prestissimo verrà. Coloro che saranno pronti, avendo ascoltato gli accorati avvertimenti della nostra Mamma celeste, realizzeranno il trionfo del cuore Immacolato di Maria con l’essere una nuova chiesa di santi che Lei presenterà senza macchia né ruga a suo Figlio.
Affidiamoci a nostra Madre, lasciamoci coprire dal suo manto e diventiamo “apostoli degli ultimi tempi”[27] ripetendo insieme al papa Giovanni Paolo II l’invocazione a Maria: “Totus tuus”[28].
Marahnathà!
Alla luce di quanto scritto si capisce ora molto più chiaramente l’importanza profetica dell’enciclica del nostro papa Giovanni Paolo II “Ecclesia de Eucharistia” del 17 aprile 2003[29].
[3]Cfr. lettera del Servo di Dio P. Gabriele Allegra, in “Pro e Contro Maria Valtorta”, Emilio Pisani, Centro Editoriale Valtortiano, p.95 ss.
P.Allegra fu un noto biblista e traduttore della Sacra Scrittura in lingua cinese. La sua ultima opera fu la traduzione in lingua cinese del libro “Ai sacerdoti figli prediletti della Madonna” (vd. nota 13)
[4]Salita al Monte Carmelo, S Giovanni della Croce, Libro I, cap. 28, n. 2
[5] Franca Cornado. L’opera che racchiude una panoramica delle locuzioni da lei ricevute è intitolato, “Francateologia”, Magalini editrice, 1975. Fu stampato con l’imprimatur del vescovo di Termoli, Pietro Santoro.
[6] Per un approfonfimento del tema da un punto di vista biblico-esegetico e storico, si veda la bibliografia in fondo al libro sotto la voce “Parusia intermedia”.
[7] Suora Polacca 1905-1938. Negli anni 1963-67 si svolse a Cracovia il processo informativo relativo alla vita e alle virtù di suor Faustina Kowalska e nel 1968 iniziò a Roma il processo di beatificazione, che si concluse nel dicembre del 1992.
La sua causa fu promossa dall’allora vescovo ausiliare di Cracovia Karol Wojtyla, che da giovane operaio e seminarista clandestino, negli anni ’40 si fermava a pregare sovente, andando al lavoro nella fabbrica Solvay, nel monastero, oggi santuario, di Lagiewniki. Ed è stato proprio lui, salito al soglio pontificio col nome di Giovanni Paolo II, a scrivere una enciclica, Dives in Misericordia, la seconda del suo pontificato (1980), interamente dedicata alla devozione appresa dall’umile suora polacca ed è stato lui che l’ha dichiarata prima beata, il 18 aprile 1993, e quindi santa, il 30 aprile 2000, domenica in albis, davanti a una folla di oltre duecentomila pellegrini convenuti a piazza San Pietro. In quell’occasione il Papa ha stabilito per la prima volta la festa della Divina Misericordia, da celebrarsi ogni anno nella prima domenica dopo Pasqua. Nella terza edizione tipica del Messale Romano la domenica in albis è dedicata alla misericordia di Dio.
[8] Il Diario è pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana con il titolo “La Misericordia di Dio nella mia anima”.
[11] Il 13 Ottobre 1884 Leone XIII ebbe una visione mentre celebrava la Messa. Il Pontefice descrivendo con orrore questa visione disse che riguardava il futuro della Chiesa, un periodo di circa cento anni in avanti quando il potere di Satana avrebbe raggiunto il suo culmine.
Di questo episodio sono note diverse versioni; in quella più comunemente accettata si dice che Leone XIII avrebbe sentito due voci: una dolce e gentile, l’altra roca e aspra. Gli parve che queste voci provenissero da vicino al tabernacolo. Subito comprese che la voce dolce e gentile era quella di Nostro Signore mentre quella roca e aspra era di Satana.
In questo dialogo Satana affermava con orgoglio di poter distruggere la Chiesa, ma per fare questo chiedeva più tempo e più potere.
Nostro Signore acconsentì alla richiesta e gli chiese di quanto tempo e di quanto potere avesse bisogno. Satana rispose che aveva bisogno di 75 o 100 anni e un maggior potere su coloro che si fossero messi al suo servizio.
Nostro Signore accordò a Satana il tempo e il potere che chiedeva, dandogli piena libertà di disporne come voleva.
Leone XIII rimase così scosso da questa esperienza che scrisse una preghiera in onore di San Michele per la protezione della Chiesa:
«San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia, contro la malvagità e le insidie del diavolo sii nostro aiuto. Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi! E tu, principe delle milizie celesti, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell'inferno Satana e gli altri spiriti maligni, che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime».
Il pontefice dispose che questa preghiera fosse detta alla fine di ogni Messa. Questa disposizione venne seguita fino agli anni ‘60, quando, con la riforma della Messa attuata dal Concilio Vaticano II (1962-65), la preghiera venne definitivamente soppressa dalla liturgia.
[12]Congragazione per la dottrina della fede, “Declaratio de associationibus massonicis”, 26 novembre 1983; aas 76 (1984) 300; documenta 54
[13] Il suddetto testo è la quarta Appendice di questo studio a p.141.
[14] Carismatico contemporaneo, fondatore del “Movimento Sacerdotale Mariano”. Le locuzioni pubbliche, iniziate l’8 maggio 1972 a Fatima, sono terminate a Milano il 31 dicembre 1997. Sono state raccolte nel libro intitolato “Ai sacerdoti figli prediletti della Madonna” (chiamato anche “Libro azzurro”), che conta ben 26 edizioni in Italia, ed è pubblicato con l’Imprimatur.
[15] Cfr. Messaggio della Madonna del 13.6.89, “Ai sacerdoti figli prediletti della Madonna”.
[17] Mistica tedesca morta nel 1984. Una raccolta parziale delle sue locuzioni in lingua italiana è intitolata “L’Atto d’amore, Dio Parla all’anima. La Via sicura per il rinnovamento”. Per avere una copia di questo libricino contattare il Monastero S. Croce, Suore tedesche I –06081 Assisi.
[18] Cfr. Messaggio del 2 settembre 1980, New York, in “Ai sacerdoti figli prediletti della Madonna”
[19]Cfr. Messaggio del 1 maggio 1994, Roma, in “Ai sacerdoti figli prediletti della Madonna”
[20] Cfr. Messaggio del 11 marzo 1995, Fatima, in “Ai sacerdoti figli prediletti della Madonna”
[21]Dn 3,38: «Ora non abbiamo più né principe, né capo, né profeta, né olocausto, né sacrificio, né oblazione, né incenso, né luogo per presentarti le primizie e trovar misericordia».
Dn 3,40: Tale sia oggi il nostro sacrificio davanti a te e ti sia gradito, perché non c`è delusione per coloro che confidano in te».
Dn 8,11-14: «S`innalzò fino al capo della milizia e gli tolse il sacrificio quotidiano e fu profanata la santa dimora. In luogo del sacrificio quotidiano fu posto il peccato e fu gettata a terra la verità; ciò esso fece e vi riuscì. Udii un santo parlare e un altro santo dire a quello che parlava: "Fino a quando durerà questa visione: il sacrificio quotidiano abolito, la desolazione dell`iniquità, il santuario e la milizia calpestati?". Gli rispose: "Fino a duemilatrecento sere e mattine: poi il santuario sarà rivendicato" ».
Dn 9,27: «Egli stringerà una forte alleanza con molti per una settimana e, nello spazio di metà settimana, farà cessare il sacrificio e l`offerta; sull`ala del tempio porrà l`abominio della desolazione e ciò sarà sino alla fine, fino al termine segnato sul devastatore" ».
Dn 11,31: «Forze da lui armate si muoveranno a profanare il santuario della cittadella, aboliranno il sacrificio quotidiano e vi metteranno l`abominio della desolazione».
Dn 12,11: «Ora, dal tempo in cui sarà abolito il sacrificio quotidiano e sarà eretto l`abominio della desolazione, ci saranno milleduecentonovanta giorni».
[27]Si veda l’appendice 3. Cfr n.58 “Trattato sulla vera devozione a Maria” del santo Luigi Maria Grignon da Monfort. Giovanni Paolo II ha affermato che questo libro è il suo preferito dopo le Sacre Scritture.
[28]Cfr. p. 230-232. “Varcare le soglie della Speranza” di Giovanni Paolo II: «Totus Tuus, Tutto di Maria. Questa formula - dice il Papa - non ha soltanto un carattere pietistico, non è una semplice espressione di devozione: è qualcosa di più. L'orientamento verso una tale devozione si è affermato in me nel periodo in cui, durante la seconda guerra mondiale, lavoravo come operaio in fabbrica. In un primo tempo mi era sembrato di dovermi allontanare un po' dalla devozione mariana dell'infanzia, in favore del cristocentrismo. Grazie a san Luigi Grignion de Montfort compresi che la vera devozione alla Madre di Dio è invece proprio cristocentrica, anzi è profondamente radicata nel Mistero trinitario di Dio, e nei misteri dell'Incarnazione e della Redenzione". Prosegue il Pontefice:"Riguardo alla devozione mariana, ciascuno di noi deve aver chiaro che non si tratta soltanto di un bisogno del cuore, di un'inclinazione sentimentale, ma che corrisponde anche alla verità oggettiva sulla Madre di Dio. Maria è la nuova Eva, che Dio pone di fronte al nuovo Adamo-Cristo, cominciando dall'Annunciazione, attraverso la notte della nascita a Betlemme, il convito nuziale a Cana di Galilea, la croce sul Golgota, fino al cenacolo della Pentecoste: la Madre di Cristo Redentore è la Madre della Chiesa».