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Home > Studi > Cammino Neocatecumenale > Catechesi di Kiko, quaresima 2006

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Estratto delle Catechesi di Kiko Argüello, quaresima 2006

 

Introduzione redazionale

Il presente estratto della catechesi di introduzione al periodo quaresimale è stata tenuta da Kiko a Madrid il 22 febbraio 2006 alle prime comunità di Madrid, Barcellona, Zamora,  delle equipe di evangelizzazione di Getafe, dei catechisti responsabili della Spagna e del Portogallo, dei seminaristi del Redemptoris Mater di Madrid e dei sacerdoti provenienti da questo seminario.  La stessa identica catechesi è stata poi riportata a tutti i neocatecumeni del mondo.

Le intenzioni che hanno animato Kiko nell'esprimere le sue idee in questa  catechesi che stiamo presentando, non  rappresentano l'oggetto del nostro esame poiché  il cuore di Kiko Argüello ci è nascosto. Giudichiamo, invece, le sue parole confrontandole con quelle della lettera del card.  Arinze. Da questo confronto emergono palesi divergenze e siccome temiamo che queste siano sintomi di una  sempre più chiara divisione all'interno della Chiesa, abbiamo deciso di evidenziarle, presentandole a voi lettori, nel tentativo di neutralizzarle, consapevoli che Gesù vuole che si faccia qualsiasi sforzo per mantenere o creare l'unità della Chiesa.
Come dicevo prima, non conosciamo il cuore di Kiko Argüello, ma la posizione che prenderà di fronte alle richieste della Chiesa lo paleserà. Preghiamo per lui e i responsabili del Cammino Neocatecumenale perchè i grandi passi che stanno facendo (molte comunità, vocazione...) non risultino essere grandi passi fuori strada.
Con tutto il nostro cuore desideriamo e preghiamo che ciò non avvenga. Preghiamo perché Kiko si dimostri un umile figlio della Chiesa, obbedendo pienamente all'attuale successore di Pietro.

Qui ci limiteremo a pubblicare  solo ciò che della catechesi riguarda la liturgia eucaristica. Il carattere grassetto e le sottolineature del testo sottostante sono nostre . Con esse vogliamo evidenziare quelle parti del testo che inducono:
1- ad una interpretazione erronea della lettera del Cardinale Arinze
2- a credere che il contenuto di essa sia difforme al pensiero del nostro attuale pontefice.
 Non è nostra intenzione sostituirci al giudizio della Chiesa, ma servirlo portando alla luce elementi che possono ulteriormente precisare il suo giudizio.

Per comprendere a pieno la divergenza della catechesi sottostante di Kiko e la lettera del card. Arinze è fondamentale leggere previamente l'articolo "La mistificazione di Giuseppe Gennarini"

 

 

Madrid, salone de "La Pizarra"
Domenica , 22 febbraio di 2006

 

 [...] Ci troviamo di fronte ad un avvenimento molto importante del Cammino Neocatecumenale. [...] Il Papa, sottolinea un aspetto molto importante rispetto alla Lettera del card. Arinze: ha dato al Cammino le norme per la Liturgia a tutti i livelli. [...]

Il Santo Padre dice qualcosa che è enorme per il Cammino. Ha detto: "l'importanza della Liturgia, in particolare della Santa Messa nell'evangelizzazione, è stata varie volte evidenziata dai miei predecessori, e la vostra lunga esperienza può ben confermare come la centralità del mistero di Cristo, celebrato nei riti liturgici, costituisce una via privilegiata e indispensabile per costruire comunità cristiane vive e perseveranti". Il Santo Padre, cioè, conferma l'esperienza della Messa che si celebra nel Cammino ogni domenica, da più di trenta anni, nella piccola comunità.[...]

È molto importante quello che il Papa (Benedetto XVI, ndr) ci ha concesso[...]

 La Messa della domenica è per noi una cosa fondamentale, ma vogliono abolire la Messa come la facciamo noi; vogliono togliercela, e ciò vuol dire che non la capiscono.  Infatti ora è arrivato un nuovo prefetto che viene dalla Nigeria, il Cardinale Arinze, che non conosce il Cammino e non ha mai celebrato con noi. [...]

 

Mons. Rylko (allora presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, ndr) mi disse: “Mettimi per iscritto, quello che desideri che ti venga concesso dalla Chiesa per la Messa”. Io gli chiesi 5 punti: Le ammonizioni per preparare la Messa, l'eco della Parola (la risonanza prima dell'omelia), dove fare la Pace, la Messa della domenica fatta in comunità il sabato sera e la comunione come facciamo noi. Ci rispose: “Queste cinque cose… e per il resto potete fare (come prescrive) il Messale Romano. Accettate, cioè, il Gloria, il Credo e tutto questo?”. “Sì, sì! Se ce le concedono…, senza dubbio!”. [...]

Dovevamo dunque chiedere quest’eccezione. Quando l’abbiamo chiesta il Papa (Giovanni Paolo II, ndr) era in punto di morte. Arrivò il nuovo Papa (Benedetto XVI, ndr) e la prima cosa che fece fu di fare una Commissione interdicasteriale, di tutti i Prefetti delle Congregazioni di Roma, per discutere della Liturgia del CNC. Monsignor Rylko, che ci difese, ci disse che l’incontro era stato molto positivo. Sapete già quello che è successo dopo… poiché questo periodo è stato meraviglioso. [...]

Poi abbiamo chiesto un'Udienza col Papa che ce la concesse. Nell'Udienza disse esattamente a noi tre: “Parliamo della Liturgia”. Ci disse che aveva ricevuto queste lettere (quelle di Kiko e quella dei 22 cardinali che appoggiavano le richieste de CNC, ndr); che aveva parlato con i Cardinali; che aveva   chiesto la partecipazione del cardinal Arinze e che nei giorni successivi ci avrebbe dato alcune norme scritte, ma che ce le avrebbe anticipate lui stesso. Disse esattamente che ci concedeva le ammonizioni e l'eco della Parola (ma che non dovevano essere lunghe, per non sostituire all'omelia); ci concedeva la Pace dopo la Preghiera Universale (come stiamo già facendo). Può essere celebrata (anche) la Messa del sabato pomeriggio, ma perché qualcuno in parrocchia non si scandalizzasse, ci disse che era conveniente che, per lo meno una domenica al mese, fosse celebrata con la parrocchia. Riguardo alla comunione ci disse: “Potete continuare a farla, e più avanti vedremo”. Fu esattamente questo, quello che disse. Dopo ci chiamò la Congregazione e, davanti al Cardinale Arinze e a tutti i signori della Congregazione, ci lessero questa Lettera di cui fornisco una copia per tutti. È una Lettera importante. [...]

Il Papa ha approvato che voi possiate celebrare l’Eucaristia della domenica come comunità, poiché riconosce che questa messa che celebriamo da trent’anni sia fondamentale, una via indispensabile per formare la comunità. La coesione, la forza della comunità sta nella messa che celebrate di domenica in comunità. Ha una forza immensa! Lo ha detto il Papa nell’Udienza. E’ una cosa impressionante. [...]

Ora vi daremo questa lettera. Chiediamo al Papa cinque cose che ci ha concesso: la messa in comunità, le ammonizioni, le risonanza della Parola, la pace,  e per la comunione ci dà due anniè stato davvero meraviglioso. È meraviglioso! E’ stata la Stampa che ha capito male. Hanno detto che per noi si sarebbe trattato di una bastonata. Invece è come una nuvola che ci protegge ancora… Immaginate che la stampa avesse detto: Il Papa concede al CNC tutto quello che ha chiesto… Ci avrebbero distrutti, perché l’invidia distrugge la Chiesa. [...]

Preghiamo: Ti ringraziamo per le sue parole, perché hai illuminato il Papa dicendogli che uno dei nostri segreti è celebrare l’Eucaristia in comunità, insieme al nostro essere vivi e perseveranti. Ti rendiamo grazie per tutto quello che ci dai. Ti chiediamo di aiutarci in questa Quaresima. Signore, aiutaci tu, siamo tutti poveri, tutti peccatori; aiutaci ad essere umili a chiedere perdono ai nostri fratelli e a cominciare di nuovo.”

 


Per comprendere a pieno la divergenza della catechesi di Kiko con la lettera del card. Arinze è fondamentale leggere l'articolo "La mistificazione di Giuseppe Gennarini"

 

 

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 - La mistificazione di Giuseppe Gennarini