Il cristianesimo nacque in un periodo storico in cui una parte del mondo greco-romano aveva accettato, sulla scia dell’orfismo, del pitagorismo e soprattutto del platonismo, una dottrina secondo cui le anime sono soggette a successive reincarnazioni (metempsicosi = passaggio delle anime).
Oltre che nella civiltà greca, la credenza nella metempsicosi è presente in altre aree culturali: il caso più notevole è costituito dal complesso teorico elaborato dall’induismo e dal buddismo, che fa perno sul concetto del samsara, il ciclo di nascite e morti, e sulle tecniche di liberazione da tale ciclo.
In età moderna, richiami a questa dottrina si ebbero in Europa nei seguaci delle diverse sette teosofiche, antroposofiche e spiritistiche.
Alcuni moderni sostenitori della teoria della reincarnazione (per lo più appartenenti alle sette succitate) per rendere maggiormente accettabile questa loro teoria hanno affermato ed affermano che anche alcuni Padri della Chiesa sono stati favorevoli alla metempsicosi[1]. La medesima situazione si riflette sulla letteratura presente in internet (in nota alcuni esempi e link) [2]:
Una confutazione generale di simili pretese - che spesso mancano di una esatta ambientazione storica e di una precisa interpretazione dei testi - è stata attuata in Italia da Pier Angelo Gramaglia, che vi ha dedicato un capitolo del suo libro La Reincarnazione... altre vite dopo la morte o illusione?, Piemme, Casale Monferrato 1989, pp. 339-455 (specie pp. 439-454). Più in breve, lo stesso argomento l’ha affrontato Pietro Cantoni nel suo libricino Cristianesimo e reincarnazione, Leumann, LDC, 1997.
In questa sezione desidero ospitare alcuni articoli, tre dei quali del prof. Mario Maritano, che si occupano di questo tema:
Giustino martire di fronte al problema della Metempsicosi. Giustino (metà del II secolo) è il primo Padre della Chiesa che si pone il problema della dottrina della metempsicosi in rapporto alla fede cristiana, e ci può fornire un’idea di quale fosse la posizione dei Cristiani del tempo. L’articolo contiene anche un panorama della credenza nella reincarnazione nel mondo greco-romano coevo, ed un’ampia bibliografia sui vari temi esaminati.
Ermia e la metempsicosi. Di questo autore di cui conosciamo solo il nome, possediamo un’opera intitolata Scherno dei filosofi antichi, databile al 200 circa, esempio di un atteggiamento di derisione e aggressione satirica nei confronti dei filosofi che sostenevano la reincarnazione.
La metensomatosi in Origene. Origene (185-253 circa) è l’autore che più è stato citato come preteso sostenitore della dottrina della reincarnazione. In questo breve articolo si espone l’autentica teoria del pensatore alessandrino.
Si tenga presente che anche altri autori vissuti tra il II e l’inizio del III secolo, qui tralasciati, si occuparono della reincarnazione: Ireneo, Teofilo Antiocheno, Ermia, Minucio Felice, Ippolito, Clemente Alessandrino, Minucio Felice e Tertulliano [3].
NOTE AL TESTO
1 Bibliografia nella nota 7 dell’articolo su Giustino Martire di Mario Maritano qui riprodotto.
http://www.viviamoinpositivo.org/spirito/articoli/reincarnazione.htm: “Il concetto di reincarnazione è decisamente una componente anche del primo Cristianesimo; ciò nonostante, molti cristiani moderni tendono a considerare l'idea come una buffa superstizione. I padri della Chiesa Cristiana, comunque, testimoniano che le reincarnazione era parte del pensiero cristiano primitivo. Per esempio, nel terzo sec. d.C., Origene […] Con il tempo, quando la teologia cristiana iniziò a cambiare, l'idea della reincarnazione divenne sinonimo di eresia, e nel 553 d.C., nel secondo Concilio di Costantinopoli, l'Imperatore Giustiniano proclamò il suo anatema contro Origene […] Questo pose fine ad ogni disquisizione seria sulla trasmigrazione dell'anima nella cristianità organizzata”.
Nel sito di Paolo Vanoli "http://www.mednat.org/" (ricopiato da Reincarnazione.htm a cura di Mario Rizzi): “Origene , uno dei più dotti tra i Padri della Chiesa, che, osservando come tutti gli uomini fossero assai diversi tra loro fin dalla nascita, concluse che essi dovevano aver già vissuto in precedenza […] Da quel momento in poi (condanna di Origene, n.d.r.) furono combattute tutte le Scuole di pensiero che accettavano la dottrina della rinascita e coloro che parlavano a favore del concetto della rinascita furono etichettati come eretici e scomunicati. Anche i testi riportanti tale dottrina furono distrutti o fatti sparire, insieme a tutti i riferimenti al riguardo presenti nei testi sacri, Bibbia compresa”.
Un dizionario esoterico alla voce Reincarnazionehttp://www.esonet.org/dizionario/r02.htm, dopo aver enumerato Origene e sant’Agostino come sostenitori della dottrina, dice: “Purtroppo il quinto Concilio Ecumenico, manovrato dall'imperatore Giustiniano e contro la volontà dello stesso papa Vigilio (553 d.C.), ha decretato, oltre a ben quindici diversi anatemi antiorigeniani, la totale esclusione dalla dottrina cristiana del concetto di preesistenza dell'anima e quindi, naturalmente, Reincarnazione. Al suo posto venne invece introdotto un nuovo dogma, quello riguardante la resurrezione della carne, tuttora valido ed ipersfruttato”.
3 Per una panoramica generale, anche oltre il II secolo, cfr. soprattutto L. SCHEFFCZYK, Die Reinkarnationsgedanke in der altchristlichen Literatur, in «Bayerische Akademie der Wissenschaften. Philosophisch- historische Klasse». Sitzungsberichchte 1985, Heft 4 (München 1985), pp. 1-39.