La profezia nella Chiesa di Paul Beauchamp, S.J. (Lyon)
«Le profezie un giorno spariranno», spiega Paolo (1 Cor 13,8). Ma allora sarà la fine dei tempi. La venuta di Cristo in terra, lungi dall’eliminare il carisma della profezia, ne ha provocato, al contrario, l’estensione che era stata predetta. «Possa tutto i popolo essere profeta!», augurava Mosè (Num 11,29). E Gioele vedeva realizzarsi questo augurio «negli ultimi tempi» (Gioe 3,1-4). Nel giorno della Pentecoste, Pietro dichiarava compiuta questa profezia: lo Spirito di Gesù si è effuso su ogni carne: visioni e profezie sono cose comuni nel nuovo popolo di Dio. Il carisma delle profezie è effettivamente frequente nella Chiesa apostolica (cfr. Atti 11,27 s; 13,1; 21,10 s) Nelle Chiese da lui fondate, Paolo vuole che esso non sia disprezzato (1 Tess 5, 20). Lo colloca molto al dio sopra del dono delle lingue (1 Cor 14, 1-5), ma non di meno ci tiene a che sia esercitato nell’ordine e per il bene della comunità (14, 29-32).
Il profeta del NT, non diversamente da quello de VT, non ha come sola funzione quella di predire il futuro: egli «edifica, conforta, consola» (14, 3), funzioni che riguardano da vicino la predicazione. L’autore profetico dell’Apocalisse incomincia con lo svelare alle sette Chiese ciò che esse sono (Apoc 2-3), come facevano gli antichi profeti. Soggetto egli stesso al cottolo degli altri profeti (1 Cor 14, 32) ed agli ordini dell’autorità (14,37), il profeta non potrebbe pretendere di portare a se la comunità (CFR 12, 4-11), né di governare la Chiesa. Fino al termine, il profetismo autentico sarà riconoscibile grazie alle regole del discernimento degli spiriti. Già nel VT il Deuteronomio non vedeva forse nella dottrina dei profeti il regno autentico della loro missione dei profeti il segno autentico della loro missione divina (Deut 13, 2-6)? Così è ancora. Infatti il profetismo non si spegnerà con l’età apostolica. Sarebbe difficile comprendere la missione di molti santi nella Chiesa senza riferimento al carisma profetico, il quale rimane soggetto alle regole enunciate da S. Paolo.
Tratto dalla voce “Profeta”, NT, II, 3, p 1006 del “Dizionario di teologia biblica” pubblicato sotto la direzione di Xavier Leon-Dufour, per le edizioni Marietti; ristampa del 1984 della V edizione 1976 riveduta e corretta.