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Perché 13 milioni di italiani cadono vittima della magia?

Un tempo, nel tracciare l’identikit della persona che cadeva vittima di culti e spiritualità magiche, si tendeva a caratterizzarla come tendenzialmente ignorante o comunque di bassa cultura. Siccome la magia e l’occultismo erano considerate frutto di superstizione ― intesa questa nell’accezione di atteggiamento irrazionale dettato da ignoranza, suggestione o timore, che attribuisce erroneamente a cause occulte o a influenze soprannaturali alcuni avvenimenti, per lo più negativi, che in realtà hanno semplici cause naturali ―, pareva logico pensare che solo i sempliciotti e gli ignoranti vi cadevano. Nulla di più lontano dalla realtà. Basti pensare che è proprio durante l’Illuminismo, la cosiddetta “Età della ragione”,  che «diventa pratica diffusa l’occultismo, e nascono società legate all’esoterismo. Quegli stessi pensatori che di giorno predicavano la razionalità, di sera si dedicavano a pratiche oscure»[1]. In Italia sono circa 13 milioni i cittadini italiani che ogni anno almeno una volta si rivolgono a maghi, astrologi, cartomanti e veggenti[2]. Appartengono a tutte le categorie sociali: casalinghe, operai, impiegati, professionisti, imprenditori, attori, cantanti, campioni sportivi, uomini politici, banchieri, avvocati, giudici.

Al di là dei motivi contingenti che inducono questa massa di persone a rivolgersi ai maghi e all’occulto, è molto utile domandarsi: se il mondo della magia è tutto irrazionalità e fandonia,  perché questa massa di persone non culturalmente sprovveduta cade così vittima della magia e dell’occultismo?

Evidentemente, perché è sbagliata la premessa della domanda: il mondo della magia, infatti, non è tutto irrazionalità e fandonia, come vogliono farci credere i ricercatori del Cicap. Questa massa di persone, allora, si rivolge alla magia e all’occultismo perché tra i loro componenti vi è chi è stato testimone, diretto o indiretto, della loro efficacia, spiegabile unicamente ammettendo il contatto della magia e dell’occultismo col mondo preternaturale. Sono proprio questi reali effetti che ammaliano e irretiscono questi poveri fratelli. «Quel mago c’ha proprio preso!... È successo esattamente come aveva detto!... Mi ha fatto ottenere quello che volevo!». Poveri fratelli! Nonostante la loro cultura, non riescono ad avvedersi dei pericoli che corrono, visto che l’efficacia della magia e dell’occultismo, purtroppo, presuppone un reale patto col demonio, il quale dona sempre a danno dell’uomo. E il danno non è solo al portafoglio, ma all’anima e potrebbe avere conseguenze eterne.

Alcuni potrebbero pensare: «Ma in fin dei conti questi che male fanno? Cercano di risolvere in qualche modo i problemi comuni del vivere come il lavoro, gli affari, l’amore». Ma la verità è che il male che fanno a se stessi e al loro prossimo è molto grande! Non solo si allontanano dalla fonte della gioia e della pace, che è Gesù, ma danno più potere ai demoni di agire straordinariamente a loro danno e a danno dei loro figli. Per cui, noi cattolici, non possiamo rimanere indifferenti. Abbiamo il dovere di aiutare i nostri fratelli a non cadere in queste trappole ammaliatrici,  opponendo una resistenza culturale al dilagare della cultura magica e informando correttamente sugli inganni e conseguenze della magia e dell’occultismo. È un lavoro urgente! Secondo l’esorcista Francesco Bamonte[3] credono nelle pratiche magiche più i giovani dei vecchi, più i diplomati e laureati che gli incolti, più i ricchi che i poveri. È una vera e propria piaga sociale, che tenderà purtroppo a crescere a causa dell’epocale flusso migratorio proveniente da paesi in cui la magia e l’occultismo sono largamente praticati.

Cosa possiamo fare? Prima di tutto informarci e poi informare con delicatezza e amore, ma anche con tanta fermezza e franchezza. Consiglio due testimonianze molto utili che nella trama narrativa affrontano il problema delle esperienze preternaturali e del loro discernimento. Il primo si intitola “Riscattata dalle tenebre” che narra il percorso di Moira Noonan all’interno del New Age fino a riapprodare nel seno della Chiesa Cattolica, e il secondo è “Verso il mio splendore” che narra il processo di liberazione da vessazioni demoniache di Franco Antonelli. Entrambi i testi sono molto efficaci. In quanto testimonianze sono in grado di veicolare i contenuti della fede e della morale grazie alla peculiarità di questo genere letterario di tenere desta l'attenzione anche del lettore più inesperto. Il resoconto esperienziale  ammorbidisci il cuore del lettore  e lo porta ad immedesimarsi nelle vicende narrate. Si ha così una "materializzazione" di concetti, difficilmente assimilabili da chi è refrattario al linguaggio morale.  Queste due testimonianze saranno quindi utilissime nel nostro apostolato.


Note

[1] Cfr. Avvenire, “L'antropologa Gatto Trocchi: una società di persone sole. Non c'è più la solidarietà spontanea. La gente vuole forzare anche il destino”, 27 Febbraio 2002. Al fine di comprendere quanto fondate siano le parole della Gatto Trocchi si veda il programma della conferenza tenutasi dal 26 al 27 maggio 2017 presso la sede di Rovereto dell’Accademia Roveretana degli Agi dal titolo, “Gli illuministi e i demoni. Il dibattito su magia e stregoneria nel Trentino del Settecento e i suoi legami con l’Europa”.

[2] Il Secolo XIX, "Il Codacons: 13 milioni di italiani vanno dai maghi. Business da 8 miliardi di euro", 2 ottobre 2017. Quotidiano.net, “Crisi. 13 milioni di italiani si rivolgono ai “maghi”. È boom dell’occultismo”, 27 maggio 2013.

[3] Vd. http://www.dannioccultismo.it/index.php?pagina=index.

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