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L’aborto porterà l’Italia all’auto-aborto sociale

La profezia affidata a Renato Baròn

In un intervento del 28 dicembre 1998 presso il monte di Cristo di San Martino di Schio il veggente Renato Baròn citò un messaggio che la Madre di Dio gli affidò nel 1986. Disse Baròn:

«La Madonna nella chiesetta di San Martino durante una apparizione nel 1986 disse: “Figli miei quante belle case avete, quanta ricchezza avete, quanti bei vestiti, quante macchine avete, quanti spazi avete nelle vostre belle case: cosa ne fate se uccidete i vostri figli?” E qui la Madonna si ferma, mi guarda, poi riprende: “Io vi dico: fra non molto tempo vedrete nella vostra Patria e nella vostra Europa entrare tanti extracomunitari[1] e prenderanno il posto dei vostri figli che voi avete ucciso”. E la Madonna se ne va piangendo»[2].

Pochi anni più tardi, precisamente il 16 febbraio 1992 la Madonna perfezionò la profezia aggiungendo il destino dell’Italia e specificando la provenienza dell’immigrazione, con le seguenti parole:

«L’Italia è destinata a scomparire. Verranno qui afro-asiatici, ma non italiani, che non hanno fatto la loro parte»[3].

Si sta realizzando la profezia affidata a Renato Baròn?

Con l’espressione “uccidete i vostri figli” la Vergine Maria fa riferimento all’aborto, venendo così a correggere l’erronea percezione che di esso si aveva in quasi tutti gli strati culturali. All’epoca del primo messaggio della Madonna a Renato Baròn da me citato erano ormai passati otto anni dall’introduzione della legge 194. L’aborto aveva ormai già subìto nella mente dell’opinione pubblica quel processo deleterio secondo il quale la depenalizzazione di un atto viene recepita come una liceità morale dell’atto stesso, per cui l’aborto non essendo più un reato per molti cattolici non era nemmeno più peccato, nonostante l’insegnamento contrario della Chiesa Cattolica. La Madonna, dunque, nel suo messaggio riconosce lo status di “essere umano” al feto e perciò qualifica l’aborto per quello che realmente è: l’uccisione di un figlio.

La Madonna, inoltre, ci ammonisce dicendo che a causa dell’aborto e del rifiuto di fare figli (“non hanno fatto la loro parte)” si avrà una graduale sostituzione del popolo italiano con altri popoli di origine afro-asiatica. Aveva perfettamente ragione! Sarà proprio l’aborto unito al decrescente tasso di fecondità totale[4], a causare quel crollo demografico che stiamo attualmente vivendo in Italia e provocherà quel vuoto che, a detta di molti politici italiani ed europei, accecati dai demoni che hanno acquisito maggior potere di inganno su di essi a causa degli aborti[5], veri sacrifici satanici, deve essere colmato non tanto da una idonea politica famigliare che favorisca la procreazione, ma dall’immigrazione extracomunitaria regolare[6]. In Italia essa è rappresentata prevalentemente da Rumeni, Ucraini, Moldavi e latino americani (cristiani) e da Egiziani e Bengalesi (musulmani). A questa immigrazione regolare si sta aggiungendo quella irregolare dei cosiddetti profughi, che dal 2014 ad oggi non ha conosciuto soluzione di continuità, raggiungendo numeri mai visti prima.

Per la sua posizione geografica l’Italia risulta essere il paese di approdo dalla rotta mediterranea centrale del flusso migratorio afro-asiatico verso l’Unione europea. Il numero totale di migranti irregolari rilevati su questa rotta dall’anno 2014 alla prima metà del 2018 si è attestato a circa 641.000[8]. Per la maggioranza provenienti da Eritrea, Nigeria, Gambia e poi da Pakistan, Bangladesh, Mali, Somalia, Sudan, Senegal.

Tutti paesi a maggioranza o quasi totalità musulmana e con un tasso di fecondità fino a quattro volte superiore a quello italiano.

Nazione Percentuale di musulmani nella popolazione Tasso di fecondità (o numero medio di figli per donna)
Eritrea 48% 4,4
Nigeria, 48,8% 5,13
Gambia 94% 3,63
Pakistan 96,4% 3,52
Bangladesh 88,7% 2,83
Mali 80% 5,94
Somalia 99% 5,90
Sudan 97% 4,23
Senegal 92% 4,36

In Italia il 78,6% della popolazione totale è cristiana[9] e il numero medio di figli per donna è 1,34. Ciò significa che stiamo morendo, visto che per ogni due persone (papà e mamma) non generiamo nemmeno altre due persone e molti giovani emigrano per mancanza di lavoro, mentre le nuove popolazioni di immigrati sono destinate a moltiplicarsi.

In uno scenario a zero immigrazione futura, si stima che la popolazione musulmana in Europa aumenterà di circa 10 milioni di unità entro il 2050 (circa il 7,4 % della popolazione totale). Tale dato trova le sue fondamenta nell’attuale tasso di fecondità ed in quello stimato per i prossimi decenni, oltre che nella giovane età dei musulmani residenti in Europa, nettamente inferiore rispetto a quella degli altri gruppi religiosi e non credenti. In uno scenario a media immigrazione, basato sul mantenimento del recente tasso di migrazione regolare verso il continente europeo nei prossimi decenni, ma senza più ulteriori migranti irregolari, si stima che la popolazione musulmana in Europa arriverà a contare circa 58 milioni di unità nel 2050 (circa l’11,2% della popolazione totale). Infine, in uno scenario ad alta immigrazione, basata sul mantenimento del recente tasso di migrazione da parte sia dei migranti regolari che di quelli irregolari, si stima che la popolazione musulmana in Europa aumenterà fino a raggiungere circa 75 milioni di unità nel 2050 (circa il 14% della popolazione totale)[10].

Stiamo perciò vedendo realizzarsi sotto i nostri occhi la profezia della nostra Mamma celeste.

Qual è la vera accoglienza degli immigrati?

Se solo avessimo ascoltato il pianto di nostra Madre che ci ricordava il quinto comandamento, sulla coscienza sociale italiana non peserebbe ora la responsabilità morale del genocidio di circa sei milioni di bambini[11] perpetrato in Italia dal 1978[12] ad oggi e non dovremmo vivere le conseguenze di questo abominevole peccato. Ma purtroppo siamo noi italiani ed europei ad aver creato con il vuoto demografico le condizioni che hanno favorito la scelta della meta europea e italiana da parte delle popolazioni migranti. Ma purtroppo siamo ancora noi italiani ed europei ad aver creato le condizioni perché molti dei nostri governanti europei cadessero nell’illusione di trovare nei migranti la soluzione al problema demografico europeo, nonostante che la quasi totalità dei migranti irregolari sia musulmana e nei loro paesi di provenienza la convivenza con la popolazione cristiana abbia scatenato guerre civili durate decine e decine di anni[13]. Alla cecità dei governanti si aggiunge purtroppo anche quella di parte della gerarchia ecclesiastica cattolica, capeggiata da papa Francesco. Nei suoi interventi[14], che sembrano più risoluzioni dell’assemblea generale dell’ONU che un discorso di un papa, da per scontato che i flussi migratori non possano che sfociare in Europa e accomuna ambiguamente immigrati regolari, immigrati irregolari e rifugiati[15], col fine palese di indurre a destinare indistintamente a tutti loro il medesimo trattamento, cioè: accoglienza, protezione, promozione e integrazione. Ma è proprio vero che, quando Gesù insegnava: “Ero straniero e mi avete accolto” (Mt 25,35c), voleva che fossimo ingiusti e imprudenti? Perché di ingiustizia e imprudenza si tratterebbe se destinassimo abitualmente il medesimo trattamento sia all’immigrato regolare che a quello irregolare, il quale è: clandestino, musulmano, privo della volontà di integrarsi[16].

San Giovanni Paolo II nella sua esortazione apostolica Ecclesia in Europa (2003), animato da un autentico spirito profetico, che era alimentato in lui dalle esperienze mistico-rivelative concessegli da Dio, aveva la lucidità di scrivere a proposito dei flussi migratori:

Di fronte al fenomeno migratorio, è in gioco la capacità, per l’Europa, di dare spazio a forme di intelligente accoglienza e ospitalità. […] È la visione « universalistica » del bene comune ad esigerlo […]. Ciascuno si deve adoperare per la crescita di una matura cultura dell’accoglienza. […] È responsabilità delle autorità pubbliche esercitare il controllo dei flussi migratori in considerazione delle esigenze del bene comune. L’accoglienza deve sempre realizzarsi nel rispetto delle leggi e quindi coniugarsi, quando necessario, con la ferma repressione degli abusi (Ecclesia in Europa, 101).

San Giovanni Paolo II ci indicava la difesa da attuare contro l’immigrazione, che lui sapeva essere una ben mascherata “invasione islamista”. Nel marzo del 1993, infatti, san Giovanni Paolo II confidò all’economista bocconiano dell’Opus Dei Mauro Longhi, che sarà ordinato sacerdote due anni dopo:

«Ricordalo a coloro che tu incontrerai nella Chiesa del terzo millennio. Vedo la Chiesa afflitta da una piaga mortale. Più profonda, più dolorosa, più mortale rispetto a quelle di questo millennio. Si chiama islamismo. Invaderanno l’Europa. Ho visto le orde provenire dall’Occidente all’Oriente. Invaderanno l’Europa, l’Europa sarà una cantina, vecchi cimeli, penombra, ragnatele. Ricordi di famiglia. Voi, Chiesa del terzo millennio, dovrete contenere l’invasione. Ma non con le armi, le armi non basteranno, con la vostra fede vissuta con integrità […]»[17].

Tenuto conto di quanto san Giovanni Paolo II disse e scrisse profeticamente, la vera accoglienza che dobbiamo riservare agli immigrati (non parlo dei rifugiati) è quella di offrigli le possibilità di crescita nel loro paese, accogliendo così le loro necessità. È il condividere le nostre conoscenze tecnico-scientifiche, affinché possano sviluppare un progresso che dia loro la possibilità di rimanere nel loro paese. È il non permettere che vengano depredati delle loro ricchezze[18]. Ma questa autentica accoglienza non la si vuole fare, per non esporsi al pericolo di creare nuovi concorrenti nel mercato globale! Che ipocrisia questa accoglienza tanto decantata da ciechi che vogliono guidare altri ciechi e che prende sempre più la fisionomia di una imprevidente tratta di forza lavoro a basso costo, che ci si ritorcerà contro!

La nostra società occidentale, rifiutando la verità sulla vita nascente, non ha saputo accoglierla e ha preferito l’aborto e la contraccezione. Sappia ora guardare in faccia la verità dell’immigrazione e si decida ad accoglierla saggiamente, senza “auto-abortirsi”. Perché di “auto-aborto” dobbiamo giustamente parlare se per risolvere il nostro problema demografico optiamo per l’accoglienza degli immigrati[19], piuttosto che investire in politiche famigliari favorenti la procreazione. Se accoglierà saggiamente la vita dei migranti, la nostra società occidentale inizierà a riscattarsi e vedrà germogliare nei paesi di origine degli immigrati i semi delle loro potenzialità. Avremo così contribuito all’affermazione del loro diritto a non emigrare.

Come realizzare questo progetto di autentica accoglienza della vita?

Per rispondere alla domanda espressa nel titolo di questo paragrafo dobbiamo, innanzitutto, chiederci: cosa ci ha reso ciechi e sordi agli accorati appelli del cielo e ci ha fatto rivolgere prima al fango infamante dell’aborto e poi ci ha condotto alla soglia dell’auto-aborto sociale?
La superbia, l’orgoglio, l’edonismo e l’egoismo. Quattro vizi che ci illudono di amare noi stessi e gli altri, ma che alla lunga portano all’odio e generano omicidio e suicidio. Il vero amore, invece, giungendo là dove il falso amore si ferma, e cioè: al sacrificio, realizza la persona, che trova così vita e diviene capace di dare vita. È questo ciò che Gesù intendeva dire quando affermò:

«chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna» (Gv 4,13-14).

Mettere al mondo una nuova vita è amore che si sacrifica, aiutare a fare progredire nel proprio paese fratelli che vivono in una situazione di sottosviluppo è amore che si sacrifica. Ma, badate bene, tale sacrificio non è umanamente possibile, mentre lo diviene e anzi si trasforma in dolce e leggero per coloro che amano Gesù, e vogliono prendere il giogo che lui offre:

«Prendete il mio giogo sopra di voi […]. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Di che giogo parla? Di quello costituito delle tre virtù teologali: fede, speranza e carità.

« […] la speranza ― dice Gesù ad una mistica cattolica ― è come il braccio trasverso del dolce giogo che sorregge la fede e la carità, (il quale) è il patibolo dell’umanità e il trono della salvezza. […] È giogo perché obbliga l’uomo a tenere bassa la sua superbia stolta sotto il peso delle verità eterne. Ed è patibolo di questa superbia. L’uomo che spera in Dio suo Signore, di necessità umilia il suo orgoglio, che vorrebbe proclamarsi “dio”, e riconosce che egli è nulla e Dio è tutto, che egli può nulla e Dio può tutto, che egli-uomo è polvere che passa e Dio è eternità che eleva la polvere a superiore grado, dandogli premio di eternità. L’uomo si inchioda alla sua croce santa per raggiungere la Vita. E ve lo configgono le fiamme della fede, della carità, ma lo alza verso il Cielo la speranza che è fra questa e quella. […] Se manca la carità, il trono è senza luce, e il corpo, schiodato da un lato, pende verso il fango, non vedendo più il Cielo. Annulla così gli effetti salutari della speranza, e finisce col rendere sterile anche la fede perché, staccati da due delle tre teologali virtù, si cade in languore (edonismo) e in gelo mortale (egoismo). […]

La mia dottrina è un giogo che piega l’umanità colpevole ed è un maglio che rompe la scorza dura per liberarne lo spirito. È un giogo ed è un maglio, sì. Ma pure chi la accetta non sente la stanchezza che dànno tutte le altre dottrine umane e tutte le altre cose umane. Ma pure chi se ne fa colpire non sente il dolore di essere frantumato nell’io umano, ma prova un senso di liberazione. Perché cercate di liberarvene per sostituirla da tutto ciò che è piombo e dolore? Voi tutti avete i vostri dolori e le vostre fatiche. Tutta l’umanità ha dolori e fatiche, superiori alle forze umane talora. Dal bambino […] (orfano) che già porta sulle piccole spalle un grande peso che lo fa piegare e che leva il sorriso del fanciullo alle sue labbra e la spensieratezza alla sua mente che, sempre umanamente parlando, non sarà perciò mai più […] fanciulla, al vecchio che piega alla tomba con tutti i disinganni e le fatiche, e i pesi, e le ferite della sua lunga vita. Ma nella mia dottrina e nella mia fede è il sollievo da questi pesi accascianti. Perciò è detta la “Buona Novella”. E chi l’accetta e l’ubbidisce sarà beato dalla terra, perché avrà Dio a suo sollievo e le virtù a rendergli facile e luminoso il cammino, quasi fossero buone sorelle che, tenendolo per mano, con le lampade accese ne rischiarano la via e la vita e gli cantano le eterne promesse di Dio, fino a quando, piegando in pace il corpo stanco sulla terra, si risveglia in Paradiso.

Perché volete, o uomini, essere affaticati, desolati, stanchi, disgustati, disperati, quando potete essere sollevati e confortati? Perché anche voi, miei apostoli, volete sentire la stanchezza della missione, la sua difficoltà, la sua severità, mentre avendo la fiducia di un bambino potete solo avere ilare solerzia, luminosa facilità a compierla e comprendere e sentire che essa è severa solo agli impenitenti che non conoscono Dio, ma per i fedeli suoi è come mamma che sorregge sul cammino, indicando ai piedi incerti del pargolo i sassi e i pruni, i nidi di serpi ed i fossati, perché egli li conosca e non vi pericoli?[…]

Venite a Me, voi apostoli, e venite a Me voi tutti, uomini che soffrite per dolori materiali, per dolori morali, per dolori spirituali. Questi ultimi dati dal dolore di non sapervi santificare come vorreste per amore di Dio e con sollecitudine e senza ritorni al Male. La via della santificazione è lunga e misteriosa e talora si compie all’insaputa del camminatore, che procede fra le tenebre, col sapore del tossico in bocca, e crede di non procedere e di non bere liquido celeste, e non sa che anche questa cecità spirituale è un elemento di perfezione.

Beati quelli, tre volte beati quelli che continuano a procedere senza godimenti di luce e di dolcezze e non si arrendono perché nulla vedono e sentono, e non si fermano dicendo: “Finché Dio non mi dà delizie io non procedo”. Io ve lo dico: la strada più oscura diverrà luminosissima d’improvviso aprendosi su paesaggi celesti. Il tossico, dopo aver levato ogni gusto per le cose umane, si muterà in dolcezza di Paradiso per questi coraggiosi che stupiti diranno: “Come ciò? Perché a me tanta dolcezza e letizia?” Perché avranno perseverato e Dio li farà esultanti dalla terra di ciò che è il Cielo.

Ma intanto, per resistere, venite a Me voi tutti che siete affaticati e stanchi, voi apostoli e, con voi, tutti gli uomini che cercano Dio, che piangono per causa del dolore della terra, che si sfiniscono da soli, ed Io vi ristorerò. Prendete su voi il mio giogo. Non è un peso. È un sostegno. Abbracciate la mia dottrina come fosse una amata sposa. Imitate il Maestro vostro che non si limita a bandirla ma fa ciò che insegna. Imparate da Me che sono mite ed umile di cuore. Troverete il riposo delle vostre anime, perché mitezza ed umiltà concedono il regno sulla terra e nei Cieli. Già ve l’ho detto che i trionfatori veri fra gli uomini sono coloro che li conquistano con l’amore, e l’amore è sempre mite e umile. Io non vi darei mai da fare delle cose superiori alle vostre forze, perché vi amo e vi voglio con Me nel mio Regno. Prendete dunque la mia insegna e la mia assise, e sforzatevi ad essere simili a Me e quali la mia dottrina insegna. Non abbiate paura, perché il mio giogo è dolce e il suo peso è leggero, mentre infinitamente potente è la gloria di cui godrete se a Me fedeli. Infinita ed eterna»[20].

Flaviano Patrizi

 


Note

[1] Si noti bene che il messaggio, sebbene citato in  un discorso del 1998, risale al 1986. All’epoca l’Immigrazione in Italia era ancora un fenomeno marginale. L’Italia non aveva, infatti, ancora subito il primo arrivo di massa di immigrati della sua storia contemporanea: quello che è stato battezzato “Esodo albanese”. Il 7 marzo 1991, nel giro di poche ore, ben 27.000 albanesi arrivarono a Brindisi. Il secondo grande arrivo di massa avvenne l’8 agosto dello stesso anno, con l’attracco nel porto di Bari di un mercantile partito da Durazzo, il Vlora, con 20.000 migranti a bordo. Per cui quella frase: “fra non molto tempo vedrete nella vostra Patria e nella vostra Europa entrare tanti extracomunitari”, era inconcepibile. Ciò mette in luce quanto profetico fu quel messaggio.

[2] Trascrizione della registrazione audio dal minuto 6:07 al minuto 7:34 del video pubblicato al seguente indirizzo: https://youtu.be/iexWQZ84i8c?t=6m4s. La registrazione audio dell’intervento di Baròn rappresenta una traccia storica dell’autenticità del messaggio mariano citato, anche se esso non è stato riportato nella raccolta disponibile nel sito ufficiale delle apparizioni di Schio. Ne abbiamo chiesto motivo al signor Mirco Agerde, incaricato dopo la morte del sig. Baron di prendere in mano e sistemare tutti i messaggi originali che Renato aveva ricevuto, sia quelli pubblicati sia quelli che, per ragioni che soltanto il veggente conosceva, non sono mai stati pubblicati e ci ha gentilmente risposto quanto segue: «Renato ripeteva (il messaggio del 1986, ndc) molto spesso con le parole della registrazione […], o anche con altre ancora diverse ma che non ne cambiavano il significato; ebbene l’originale del messaggio che lei mi sottopone, non l’ho mai ritrovato; questo non significa che non sia autentico perché, come le ripeto, Renato l’ha ripetuto un sacco di volte attribuendolo alla Madonna con tanto di data ma, purtroppo ― per il motivo suddetto ― non è possibile ricostruirlo all’origine identificando con esattezza le parole pronunciate dalla Vergine» (email del 09/10/2018).

[3] Anche questo secondo messaggio datato 16 febbraio 1992 non è stato riportato nella raccolta disponibile nel sito ufficiale delle apparizioni di Schio. Esso è stato però pubblicato in: Piero Mantero, Europa sotto attacco?, Edizioni Segno, 2016. Abbiamo chiesto ragione di questa assenza a Mirco Agerde (vd. nota 2) e così ci ha gentilmente risposto: «Per quanto riguarda invece le parole del 16 febbraio 1992, esse non sono un messaggio ma, probabilmente, uno dei modi in cui Renato interpretava, parlando a braccio ai pellegrini, il messaggio di cui sopra (vd. nota 2)» (email del 09/10/2018).

[4] Il tasso di fecondità totale (abbreviato abitualmente con TFT) è un indicatore statistico utilizzato in demografia, chiamato anche più comunemente “numero medio di figli per donna”. Corrisponde in lingua inglese al Total Fertility Rate (TFR). Solitamente si indica con il valore TFT = 2 un livello di nascite che permette ad una popolazione di riprodursi mantenendo costante la propria struttura demografica.

[5] Sull’aumento del potere suggestivo che Lucifero ottiene dagli aborti, ho scritto nella testimonianza di Gloria Polo: «Nel Libro della vita vidi ancora un gigantesco palazzo, il palazzo della lussuria, edificato da tutti gli aborti ispirati dal Demonio, perché essi soddisfano il suo bisogno di sacrifici umani che gli conferiscono un ulteriore potere sull’uomo. Il sangue di questi innocenti […] è come se fosse una chiave che permette al Demonio di aprire le serrature dei portali infernali dai quali poter fare uscire ogni tipo di demonî […] che oggigiorno sta infettando l’umanità. Questi demonî, messi insieme, sono come un gigantesco essere mostruoso e perverso. Noi tutti subiamo la loro spaventosa azione decristianizzante» (Flaviano Patrizi (a cura di), Sono stata alle porte del cielo e dell’inferno. Nuova testimonianza della dott.sa Gloria Polo, Himmel associazione, 2011). Sull’aborto si veda la mia video conferenza “Gloria Polo e l’aborto”.

[6] In una pagina del sito internet ufficiale della Commissione Europea leggiamo che una delle loro dieci priorità nel periodo 2015-2019 sono “Le migrazioni” e in special modo la stesura di: «Una nuova politica in materia di migrazione legale. Continuare a rendere l’Europa una destinazione attraente per i migranti in un periodo di declino demografico mediante azioni quali la revisione del sistema della Carta blu, la ridefinizione delle priorità delle politiche di integrazione e un migliore funzionamento della politica in materia di migrazione per i paesi di origine, ad esempio agevolando le rimesse».

[8] Informazioni tratte da Frontex: https://frontex.europa.eu/along-eu-borders/migratory-routes/central-mediterranean-route/

[9] Di cui: cattolici 94,66%; ortodossi 3.96%; protestanti 1,4%; altre confessioni cristiane 0,25%. Ho escluso dal computo i testimoni di Geova che rappresentano lo 0,7% della popolazione totale.

[10] Cfr. Pew Research Center, Europe’s Growing Muslim Population, Pew-Templeton Global Religious Futures Project, 10 novembre 2017.

[11] In questo computo sono esclusi gli aborti causati dagli anticoncezionali intercettivi e abortivi.

[12] Anno in cui entra il vigore la legge 194 ― Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza ― che è la legge attualmente in vigore in Italia e che ha depenalizzato e disciplinato le modalità di accesso all’aborto. Porta la data del 22 maggio. La pratica dell’aborto in Italia prima ancora che venisse legalizzata era comunque già molto praticata clandestinamente. Le stime più attendibili parlano di circa 100.000 aborti clandestini annui tra il 1970 e il 1975 (cfr. Franco Bonarini e Fiorenzo Rossi, La diffusione degli aborti illegali in Italia, Vita e Pensiero, Milano, 1977).

[13] Si guardi per esempio alla storia recente del Sudan.

[14] Vd. Papa Francesco, Messaggio per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato 14 gennaio 2018 in cui è evidente questo equivoco. Il tema era: Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati.

[15] Rifugiato non è un sinonimo di migrante (il quale può essere regolare o irregolare, cioè clandestino) perché ha un significato giuridico preciso. Nel diritto internazionale, “rifugiato” è lo status giuridicamente riconosciuto di una persona che ha lasciato il proprio paese e ha trovato rifugio in un paese terzo. La sua condizione è stata definita dalla Convenzione di Ginevra (relativa allo status dei rifugiati, appunto), firmata nel 1951 e ratificata da 145 stati membri delle Nazioni Unite. L’Italia ha accolto tale definizione nella legge numero 722 del 1954. La Convenzione di Ginevra dice che il rifugiato è una persona che «nel giustificato timore d’essere perseguitato per la sua razza, la sua religione, la sua cittadinanza, la sua appartenenza a un determinato gruppo sociale o le sue opinioni politiche, si trova fuori dello Stato di cui possiede la cittadinanza e non può o, per tale timore, non vuole domandare la protezione di detto Stato». Il rifugiato è anche una persona che «essendo apolide e trovandosi fuori dei suo Stato di domicilio in seguito a tali avvenimenti, non può o, per il timore sopra indicato, non vuole ritornarvi». Lo status di rifugiato – visto che non è una condizione “esistenziale”, per così dire, ma giuridica – può essere “perso” se la persona ha volontariamente richiesto la protezione dello stato di cui possiede la cittadinanza; se ha volontariamente riacquistato la cittadinanza persa; se ha acquistato una nuova cittadinanza e gode della protezione dello stato di cui ha acquistato la cittadinanza; se è volontariamente tornata e si è domiciliata nel paese che aveva lasciato o in cui non era più andata per paura di essere perseguitata; se, «cessate le circostanze in base alle quali è stata riconosciuta come rifugiato, essa non può continuare a rifiutare di domandare la protezione dello Stato di cui ha la cittadinanza»: se, in pratica, la situazione nel suo paese è cambiata in meglio. Rifugiati veri ultimante erano i siriani che a massa nel 2015 passarono attraverso la rotta del Mediterraneo orientale per andare in Germania, ma che per la maggior parte rimpatriarono quando cambiò la situazione del loro paese.

[16] A proposito dell’accoglienza dello straniero nella Bibbia, si veda Flaviano Patrizi, “Un messaggio per il nostro tempo” in “Sant’Efrem Nuovo martire: un esempio e un ammonimento per i cristiani”.

[17] Si veda il video: “Mons. Mauro Longhi testimone di Papa Wojtyla – 22 ott 2017 a Bienno” dal minuto 48:28.

[18] Per approfondire il tema si consiglia di vedere la video intervista realizzata da Byoblu a Mohamed Konare, leader del movimento Panafricanista. In essa Mohamed spiega i motivi storici degli attuali flussi migratori denunciando la responsabilità della Francia.

[19] In merito al tema secondo cui l’accoglienza massiccia dei migranti è sia effetto che causa della decadenza di una cultura si veda l’articolo Era il 376 dopo Cristo, quando i primi barbari chiesero “asilo” come profughi.

[20] Maria Valtorta, L’evangelo come mi è stato rivelato, Vol. IV, cap. 268, CEV, Isola del Liri, 2000. Oppure: Maria Valtorta, Il Poema dell’Uomo Dio, Vol. IV, cap. 131, Tipografia Editrice M. Pisani, Isola del Liri, 1961.