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Ragazza bruciata viva: breve analisi di una notizia falsa

Da qualche giorno gira nelle reti sociali un video di una ragazza bruciata viva. Il messaggio allegato al video riporta che la ragazza ― o la bambina, a seconda delle versioni ―, indù del Madhya Pradesh (India), è stata bruciata perché aveva partecipato a un incontro di preghiera in una chiesa cristiana. Il messaggio continua esortando a inoltrare il video con relativo messaggio affinché tutto il mondo possa comprendere il vero volto dell’induismo e invitando a pregare perché la libertà religiosa sia riconosciuta da tutti i popoli e nessuno strumentalizzi la religione per giustificare questi crimini.

L’intenzione di preghiera è senz’altro buona, ma mi domando: chi ha inoltrato il video ha verificato l’autenticità della fonte e la sua veridicità?

Vista l’enorme diffusione del messaggio originale, direi che la stragrande maggioranza non l’ha fatto, andando contro a quella saggia norma prudenziale che ci fa evitare la divulgazione di informazioni infondate, anche se apparentemente verosimili  e utili.  Non possiamo permetterci di essere dei sempliciotti creduloni che non pensano alle conseguenze dell’informazione divulgata!

Ebbene, da  una verifica risulta che il video è sì autentico, ma riguarda un fatto risalente al 2015 avvenuto in uno dei paesi più violenti al mondo: il Guatemala. La ragazza bruciata aveva 16 anni. Era figlia di un bandito locale al momento del fatto carcerato. La ragazza era stata accusata di aver partecipato all’omicidio di un tassista che non voleva pagare il pizzo alla banda malavitosa. A causa dell’inoperosità delle autorità competenti, la folla si è fatta “giustizia” da sola, come solitamente avviene in questi casi in Gautemala (fonte: CNN).

Il video, quindi, non ha niente a che vedere con la notoria intolleranza degli indù del Madhya Pradesh verso i cristiani, né tanto meno con la violenza islamista, come alcuni hanno voluto fare credere.

Questi fenomeni di violenza sono certamente da combattere, ma va altrettanto combattuta la xenofobia e la mancanza di un’autentica fede cristiana, disposta anche al martirio, che sono alla base della diffusioni di questa notizia parzialmente falsa.

Preghiamo comunque per la povera giovane uccisa, per i suoi assassini, per la folla spettatrice e perché nessuna persona abbia mai più a soffrire una tale crudeltà. Non alimentiamo, infine, la xenofobia, ma aiutiamo le persone a conoscere le verità e la Verità.

Flaviano Patrizi