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Matteo Renzi e l’adozione per le còppie gay

La richiesta di firma di una petizione, giúntami per Wathsapp e indirizzata a Matteo Renzi, mirante a sapere dall’ex Primo Ministro della Repubblica Italiana se sia o meno d’accordo con l’apertura all’adozione delle còppie gay del Ministro Èlena Bonetti, mi ha fatto riflettere per l’ennésima volta su quanto l’innaturale e programmato bombardamento informativo dei media mainstream[1] annebbi una delle facoltà del pensiero umano, che unita all’intelligenza e alla volontà fanno dell’uomo un essere simile a Dio, e cioè: la memória, facoltà che diviene sommamente utile quando gli ricorda di avere un’ànima dotata di spiritualità, libertà e immortalità. La memòria ci aiuterebbe a capire che non è necessàrio fare una petizione per chiedere a Matteo Renzi se sia o meno d’accordo con l’apertura all’adozione delle còppie gay del Ministro Èlena Bonetti perché ne conoscerebbe già la risposta: Renzi non può che essere completamente d’accordo. Vediamo il perché.

Legge Cirinnà

Innanzi tutto ricordiamoci che, quando era al governo ha sostenuto, richiedendo la fiducia al parlamento, la “proposta di legge Cirinnà”, quella proposta che riguardava:

  • le unioni civili eterosessuali e omosessuali e
  • l’adozione del fíglio biològico del partner (da non confondere con “còniuge”); quella che veniva chiamata nella retorica politica e giornalistica stepchild adoption (adozione del figliastro o meglio: “configlio”) per esclúdere dal dibàttito político la stragrande maggioranza degli italiani che non parla l’inglese.

Al fine di valutare quanto per Renzi fosse importante questa legge, basta considerare cosa sia la “richiesta di fidúcia” al parlamento da lui fatta. Ebbene, il governo richiede la fidúcia al parlamento, quando consídera una pròpria proposta di legge talmente importante nel próprio programma di governo che la sua bocciatura metterebbe in crisi il governo stesso, provocàndone la caduta. Quindi la proposta di legge Cirinnà era molto importante per Renzi.

È vero che il testo approvato della Legge Cirinnà non prevede che si àpplichino alle parti dell’unione civile le disposizioni di cui alla legge 4 maggio 1983, n. 184 in matèria di adozione del figlio del proprio còniuge. Tuttavia, non impedisce l’evoluzione giurisprudenziale, quella che già dal 2007 in “casi particolari” aveva esteso l’applicazione di questa legge 184/1983 anche all’adozione del figlio del pròprio partner convivente. E allora poche settimane dopo l’entrata in vigore della legge Cirinnà (5/6/2016), una donna lesbica si è vista confermare dalla prima sezione civile della Corte di Cassaziona la sua domanda di adozione del figlio biologico della sua compagna.

Situazione in Europa e l’europeismo di Renzi

È vero anche che l’adozione “in casi particolari” del figlio biologico del pròprio partner omosessuale non equivale alla “adozione da parte delle còppie omosessuali. Essèndosi, però, aperti gli àrgini, capiamo facilmente che sarà solo un questione di tempo il passare dalla facoltà “in casi particolari” di “adozione del figlio biologico del pròprio partner omosessuale” alla “adozione del fíglio adottato dal pròprio partner omosessuale” e infine alla “adozione da parte delle còppie omosessuali”[2], già presenti d’altronde nelle legislazioni di molti paesi dell’Unione Europea.

Mattero Renzi, che ha dato ampiamente prova di ricercare più gli interessi dell’Unione Europea che non quelli del popolo italiano sovrano ― basti pensare a come è rimasto indifferente a due milioni di italiani che riuniti a Roma nel Family Day del 2016 manifestavano contro la legge Cirinnà ― e visto che il Parlamento Europeo cerca di imporre le adozioni LGBTQ[3] non è diffícile dedurre quale possa essere il pensiero di Renzi in merito all’adozione da parte delle còppie omosessuali. O no?

Conclusioni

“Maschio e femmina” Dio li creò, recita il Genesi. L’uomo va compreso, dúnque, a partire da questa solida concezione binària della sessualità umana. Invocare, come fanno i progressisti, una “intersessualità naturale” a partire dai casi di malformazione genitale e cromosomica congenita, per fondare pseudo-scientificamente la diffusione dell’ideologia di gènere[4] ― quell’ideologia che vuole imporre gli orientamenti omosessuali e l’identità di gènere con l’aiuto giurídico dei nuovi diritti sessuali e riproduttivi introdotti dall’ONU ― non è progresso, ma una regressione dell’umanità a quando essa aveva perso memoria della ferita inferta alla natura umana dal peccato originale, memòria riconquistata con la rivelazione giudeo-cristiana.

Coloro che hanno orientamenti omosessuali o soffrono di quel disturbo di disforìa di gènere che fino all’aprile del 2019 era classificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come malattia mentale nella sua “Classificazione Internazionale delle Malattie” (ICD), non vanno discriminati, ma vanno accolti e amati come creature di Dio, ferite da un disordine morale del quale molte volte sono vittime innocenti fin dalla più tenera età, dovendo portare il peso di una tara sì naturale, ma eredità da una umanità oramai decaduta dallo stato di perfezione originale. Aiutiamoli a diventare figli di Dio.

Flaviano Patrizi


Note

[1] I media mainstream (dall’inglese: “mezzi” e “corrente principale”) sono i mezzi di comunicazione di massa promotori della corrente di pensiero prevalente. Per chi volesse approfondire la temàtica dell’inganno dei media mainstream consíglio l’artícolo di Luciano Giannazza, Media Mainstream e disinformazione [online].

[2] Si veda: Emanele Coen, I diritti LGBTQ nell’Unione Europea. Matrimoni gay e adozioni omosessuali: così l’Europa regola le nuove famiglie, in “L’Espresso” [online], in cui è presente una utilissima mappa dell’adozione omosessuale e stepchild.

[3] A tal proposito si veda: Lupo Glori, Il Parlamento Europeo impone le adozioni LGBT a tutta l’UE?, in “Corrispondenza Romana”, [online 08/02/2017]

[4] A proposito dell’ideologia di gènere si veda: Flaviano Patrizi, La càusa immanente della ideologia di gènere, [online].

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