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¿Chi è il cattivo nella guerra rússo-ucraína: la Rússia di Putin o lo NATO?

Forse ad alcuni sembrerebbe corretto confrontare la Rússia di Putin, piuttosto che con la NATO, con l’Ucraina di Volodymyr Zelens’kyj” visto che il conflitto di cui scrivo in questo mio articolo è quello rússo-ucraíno. Ho però déliberataménte escluso il presidente dell’Ucraina e l’Ucraina dal confronto con Putin perché è evidente che lo scontro si svolge sí in territorio ucraino, ma i paesi implicati sono quelli dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord (OTAN o NATO). L’Ucraina non avrebbe creato le condizioni per un conflitto con la Rússia se alle sue spalle non avesse le mire espànsionístiche della NATO e i soldi dei suoi paesi membri, specialmente quelli di USA e Canada.

Per i media mainstream dei paesi NATO nella guerra rússo-ucraína Putin è il nemico da abbattere. ¿Ma è proprio cosí?

Come The Economist tratta Putin

Per il settimanale inglese The Economist Vladimir Putin è il nemico da stoppare, è il male contro il quale la NATO deve lottare. Il peccato di Putin è l’avér “invaso” la “innocente” Ucraina, cioè un paese membro della política di vicinanza europea, ma non appartenente alla UE, e un paese NATO candidato. Queste le ragioni che hanno spinto The Economist a dedicare a Vladimir Putin il 26 febbraio 2022 una prima pàgina intitolata “Where will he stop?” (it.: ¿Dove si fermerà?):

Eppure Putin, come lui stesso ha spiegato nel suo discorso trasmesso dalla televisione russa il 24 febbraio 2022, è legíttimaménte intervenuto in Ucraina rispettando il Protocollo di Misk del 4 settembre 2014 e il Minsk II dell’11 febbràio 2015, entrambi calpestati dall’Ucraina; è intervenuto su richiesta dei leader delle due repúbbliche popolari separatiste della regione del Donbass, costituítesi il 12 màggio 2014: le repúbbliche di Donetsk (Dnr) e Lugansk (Lnr), riconosciute dalla Rússia solo pochi giorni fa, e cioè dopo anni di mancato rispetto da parte della Ucraina del loro status speciale (vd. Minsk II , punto 11). Lo scopo dell’intervento di Putin è porre fine al massacro degli abitanti della regione, massacro non solo ignorato dalla NATO e dall’ONU in questi lunghi 8 anni, nonostante siano stati uccisi piú di tredicimila persone, compresi anziani, donne e bambini, e ferite quasi trentamila, ma passato anche sotto silènzio dai media mainstreame occidentali (tranne qualche lodévole eccezione) e finanziato dagli americani e dai canadesi. Inoltre Putin è legíttimaménte intervenuto ― checché ne dica la propaganda ucraniana, che paragono Putin a Hitler ― per dénazificàre l’Ucraina e neutralizzare i suoi apparati bèllici, finanziati dagli USA e utilizzàbili dalla minacciosa NATO contro la Rússia. Definisco la NATO minacciosa perché dal 1998 al 2020 è passata da 16 stati membri a 30, spostando il blocco NATO al confine con la Rússia (vd. immagine qui sotto) e piazzàndovi basi missilístiche. ¿Vi fidereste voi di una organizzazione che rifiuta di annéttervi e vi piazza basi missilístiche al confine?

Come The Economist ha trattato Bush junior

Ben altro trattamento venne riservato il 31 màggio 2003 da The Economist a Bush junior, a pochi giorni da quel 22 màggio 2003 in cui il Consíglio di Sicurezza delle Nazioni Unite autorizzava gli USA e l’Inghilterra a governare l’Iraq come potenze occupanti. The Economist gli dedicò una copertina come leader vittorioso della coalizione múltinazionàle beligerante in Iraq e gli offrí una prima pàgina esaltante titolando: “Now, the waging of peace” (it.: Ora, l’impegno per la pace):

Eppure l’invasione dell’Iraq era totalmente illegíttima, basata su timori, ipótesi e presunzioni rivelàtesi completamente false. Saddam Hussein, leader dell’Iraq, non stava infatti tentando di dotarsi di armi di distruzione di massa, non stava appoggiando il terrorismo islamista, non si voleva appropriare delle ricchezze petrolifere e sebbene fosse un dittatore, il suo male nei confronti della popolazione civile irachena fu nulla in confronto a quello causato dalle forze di coalizione múltinazionàle , le quali, secondo la Opinion Research Survey, uccisero 1.221.000 civili.

Una differenza di trattamento molto eloquente

La differenza di trattamento che The Economist ha riservato a Bush junior e a Putin è molto eloquente: Bush era l’uomo della luce che illumina le tènebre, mentre Putin è l’uomo nero da stoppare. Per il settimanale inglese, quindi, sono buone solo le guerre combattute dai leader promotori del globalismo nord-occidentale; di quel globalismo, cioè che, lungi dall’èssere quel Nuovo Òrdine Mondiale di pace e prosperità che sògliono raccontarci, sfocerà nel tótalitarísmo piú terríbile della stória; e lo qualífico così poiché in esso il pensiero e la volontà stessa delle persone “transumanate” saranno guidate dallo Stato. Sono buone, dunque, solo le guerre dei globalisti. D’altronde ¿cosa ci si sarebbe potuto aspettare dall’attuale Direttore del The Economist, Zanny Minton Beddoes, visto che risulta èssere nel Comitato direttivo di un gruppo notoriamente globalista, il Gruppo Bilderberg? Avrebbe potuto offrire del vero giornalismo dando un’immàgine di Putin e della guerra rússo-ucraíno aderente alla realtà e, quindi, favorevole ad un àntiglobalísta per eccellenza come Putin? ¡Certo che no! Ha colto l’occasione per screditarlo ancora una volta agli occhî dell’opinione púbblica occidentale, spargendo terríbili menzogne, come fanno d’altronde compattamente gli stati membri della NATO, la NATO stessa e i media mainstream nord-occidentali? Per i globalisti e per i giornalisti al loro soldo “a Kiev si combatte per il nuovo ordine mondiale” e vògliono farlo sapere, come per esémpio ha fatto anche la trasmissione televisiva di LA7 “In onda”, che ha utilizzato in sóvraímpressióne la frase su menzionata mentre in trasmissione si trattava il problema della guerra rússo-ucraína.

La guerra ibrida

Putin è, dunque, l’único vero leader occidentale àntiglobalísta e per questo i globalisti lo vògliono abbattere. La guerra tra NATO e Rússia è già iniziata. La massíccia campagna diffamatòria della persona di Putin, e mistificatòria delle ragioni dell’intervento militare speciale in Ucraina è già un’azione di guerra: di guerra ibrida, che ha anche lo scopo di attrarre il favore dell’opinione púbblica in mèrito ad un possíbile coivolgimento di forze militari NATO in Ucraina.

Gli esempî di mistificazione mediàtica sono molto numerosi e tutti sono costruiti per colpire non la ragione dei lettori, ma la loro emotività. Il lettore, allora, si sentirà emotivamente coinvolto nel dramma ucraino e proverà sentimenti di repulsa contro i russi. La gente griderà vendetta per un bambino ucraino ucciso da chissà chi, ma ignorerà che gli ucraini in Donbass ne hanno uccisi a migliaia.

¡Ci stanno nuovamente ingannando per mezzo dei media mainstream! Ci fanno credere che Putin fa bombardare obiettivi civili mostràndoci una foto di repertòrio di un palazzo dilaniato da una esplosione di gas nel 2018:

Ci fanno credere che Putin fa uccídere i giornalisti cosí noi pensiamo che lo fa perché vuole nascondere le atrocità delle milízie russe contro i civili ucraini:

Ci fanno credere che i bombardamenti notturni sono come quelli della guerra nel golfo, invece sono semplicemente immàgini di un videogioco:

La lista degli esempî che potrei portare è lunghíssima e ad essa si aggiunge il tentativo di oscurare le emittenti russe Russia Today (RT) e Sputnik, affinché i nostri bravi governanti europei póssono avere il monopólio totale dell’informazione e gli ignari télespettatóri non avranno mai un dúbbio sulla veridicità dell’informazione loro impartita .

La minàccia di una guerra mondiale

Putin è cosí inviso ai globalisti che il presidente degli USA Biden, misconoscendo le ragioni che hanno mosso Putin all’azione béllica, ha addirittura affermato nel corso di in un’intervista di Bryan Tyler Cohen:

 Originale: “You have two options: start a third world war: go to war with Russia physically; or two make sure that a country that acts so contrary to international law ends up paying a price for having done it. And there’s no sanction that is immediate. It’s not like you can sanction someone and say: “you no longer are going to be able to be the president of Russia”, but I think these sanctions ― i know, i know these sanctions ― are the broadest sanctions in history and economic sanctions and political sanctions.

My goal from the very beginning was to make sure that I kept all of  NATO  and the european on the same page, because the one thing I think that Putin thought he could do was split NATO creating a great aperture for him to be able to walk through.That hasn’t happened  have you noticed it’s been complete unanimity.

Russia will pay a serious price for this short term and long term ― particularly long term ―. I think it’s not only in Europe but in the Pacific: Japan, South Korea and Australia. […] I think if the democracies of the world whole together i think it increases the prospect that we’re going to have less chaos rather than more”. (fonte video originale, 3:59-5:47).

Italiano: “Abbiamo due opzioni: iniziare una terza guerra mondiale: entrare fisicamente in guerra con la Russia; o, due, fare in modo che un paese che agisce in modo così contrario al diritto internazionale finisca per pagare un prezzo per averlo fatto. E non c’è nessuna sanzione che sia immediata. Non è che si può sanzionare qualcuno e dire: “non potrai più essere il presidente della Russia”, ma penso che queste sanzioni – lo so, conosco queste sanzioni – sono le più ampie sanzioni della storia, sanzioni economiche e sanzioni politiche.

Il mio obiettivo fin dall’inizio era quello di assicurarmi di mantenere tutta la NATO e l’Europa sulla stessa pagina, perché l’unica cosa che Putin pensava di poter fare era dividere la NATO, creando una grande apertura per lui, per essere in grado di attraversarla.

La Russia pagherà un prezzo serio per questo a breve e a lungo termine – soprattutto a lungo termine -. Penso che non sia solo in Europa, ma nel Pacifico: Giappone, Corea del Sud e Australia. […] Penso che se le democrazie del mondo stanno insieme, credo che aumenti la prospettiva che avremo meno caos piuttosto che di più” (fonte video originale, 3:59-5:47).

Come dire: o iniziamo una guerra ora o fra un po’, perché Putin non starà fermo a subire la prepotenza americana contro la Rússia. Le conseguenze di un conflitto nucleare tra NATO e Rússia causerebbe in meno di cinque ore oltre 91,5 milioni di víttime, tra le quali 34,1 milioni di morti e 57,4 milioni feriti. E queste sono solo le cifre delle víttime immediate. È ovvio che a causa degli effetti a lungo tèrmine il número delle víttime è destinato ad aumentare sígificatívaménte. Per un approfondimento vedi qui.

Conclusioni

¿Da chi, allora, dovremmo imparare a guardarci? ¿Dalla Rússia che entra in guerra per difèndere delle popolazioni oppresse o dagli USA/NATO che, mentendo, intraprendono guerre di invasione ingiustificate al fine di attuare il globalismo e sono disposte a scatenare una guerra contro la Rússia, guerra che potrebbe diventare una guerra nucleare?

Flaviano Patrizi

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