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DOMÍNICA XIII POST PENTECOSTEN

Podcast: “Commento teològico e spirituale alle letture e preghiere delle Messe festive del Rito Romano Antico”

Àudio-commento teològico-spirituàle alle letture e alle preghiere del Missale Romanum ex decreto sacrosancti Concilii Tridentini restitutum[1], (it.: Messale Romano riveduto per decreto del sacrosanto Concílio di Trento), tratto da Maria Valtorta, Il libro di Azaria, CEV.

Per ascoltare l’àudio-commento, clicca sul símbolo bianco del play, posto nel riquadro soprastante in basso a destra.

Pròprio della s. Messa tratto dal Missale Romanum a.D. 1962 promulgatum e traduzione italiana delle letture secondo la traduzione proposta dalle CEI

INTRÓITUS    

Ps. 73, 20, 19 et 23 – Réspice, Dómine, in testaméntum tuum, et ánimas páuperum tuórum ne derelínquas in finem: exsúrge, Dómine, et iúdica causam tuam, et ne obliviscáris voces quæréntium te. Ps. 73, 1 – Ut quid, Deus, repulísti in finem: irátus est fúror tuus super oves páscuæ tuæ? Glória Patri… Ps. 73, 20, 19 et 23 – Réspice, Dómine…

 

Sal. 73, 20, 19 e 23 – O Signore, abbi riguardo al tuo patto e non abbandonare per sempre le ànime dei tuoi poveri: sorgi, o Signore, difendi la tua causa e non dimenticare le voci di coloro che Ti cercano. Sal. 73, 1 – Perché, o Signore, ci respingi ancora? Perché arde la tua ira contro il tuo gregge? Gloria al Padre… Sal. 73, 20, 19 e 23 – O Signore, abbi riguardo…

 

ORÁTIO    

Omnípotens sempitérne Deus, da nobis fídei, spei et caritátis augméntum: et, ut mereámur ássequi quod promíttis, fac nos amáre quod prǽcipis. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
M. – Amen.

 

Onnipotente e sempiterno Iddio, aumenta in noi la fede, la speranza e la carità: e, affinché meritiamo di raggiungere ciò che prometti, fa che amiamo ciò che comandi. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli.
M. – Amen.  

 

EPISTOLA 

Léctio Epístolæ B. Pauli Ap. ad Gálatas, 3, 16-22

 

Fratres: Abrahæ dictæ sunt promissiónes, et sémini eius. Non dicit: Et semínibus, quasi in multis, sed quasi in uno: Et sémini tuo, qui est Christus. Hoc autem dico: testaméntum confirmátum a Deo, quæ post quadringéntos et trigínta annos facta est lex, non írritum facit ad evacuándam promissiónem. Nam si ex lege hæréditas, iam non ex promissióne. Abrahæ autem per repromissiónem donávit Deus. Quid ígitur lex? Propter transgressiónes pósita est, donec veníret semen, cui promíserat, ordináta per Ángelos in manu mediatóris. Mediátor autem uníus non est: Deus autem unus est. Lex ergo advérsus promíssa Dei? Absit. Si enim data esset lex, quæ posset vivificáre, vere ex lege esset iustítia. Sed conclúsit Scriptúra ómnia sub peccáto, ut promíssio ex fide Iesu Christi darétur credéntibus.
M. – Deo grátias.

 

Fratelli: Le promesse sono state fatte ad Abramo e alla sua discendenza. Non dice: Alle sue discendenze, come se fossero molte, ma come se fosse una sola: Alla tua discendenza, che è Cristo. Ora io vi dico: la legge che è stata fatta quattrocento trent’anni dopo, non può render vano un patto confermato da Dio e render vana la promessa. Infatti, se l’eredità viene dalla legge, non è piú in virtú della promessa: ma Dio donò ad Abramo per promessa. Perché dunque la legge? La legge fu aggiunta in vista delle trasgressioni, fino a che venisse la posterità a cui la promessa era stata fatta, e la legge fu promulgata dagli Angeli e per mezzo di un mediatore. Ma il mediatore non lo è di uno solo: Dio invece è uno solo. Dunque la legge è contro la promessa? Niente affatto. Se, infatti, fosse stata data una legge che avesse potuto vivificare, invero dalla legge sarebbe venuta la giustizia, ma la Scrittura ha racchiuso tutto sotto il peccato, affinché la promessa si realizzasse, mediante la fede in Gesú Cristo per  coloro che credono.
M. – Deo grátias.

 

GRADUALE    

Ps. 73, 20, 19 et 22 – Réspice, Dómine, in testaméntum tuum: et ánimas páuperum tuórum ne obliviscáris in finem. Exsúrge, Dómine, et iúdica causam tuam: memor esto oppróbrii servórum tuórum.

 

Sal. 73, 20, 19 e 22 – O Signore, abbi riguardo al tuo patto: e non dimenticare per sempre le ànime dei tuoi poveri. Sorgi, o Signore, e difendi la tua causa e ricordati dell’oltraggio a Te fatto.

 

ALLELÚIA   

Allelúia, allelúia. Ps. 89, 1 – Dómine, refúgium factus es nobis a generatióne et progénie. Allelúia.

 

Allelúia, allelúia. Sal. 89, 1 – O Signore, Tu fosti il nostro rifugio in ogni età. Allelúia.

 

EVANGÉLIUM 

Sequéntia S. Evangélii secundum Lucam, 17, 11-19

 

In illo témpore: Dum iret Iesus in Ierúsalem, transíbat per médiam Samaríam et Galilǽam. Et cum ingrederétur quoddam castéllum, occurrérunt ei decem viri leprósi, qui stetérunt a longe, et levavérunt vocem, dicéntes: Iesu præcéptor, miserére nostri. Quos ut vidit, dixit: Ite, osténdite vos sacerdótibus. Et factum est, dum irent, mundáti sunt. Unus autem ex illis, ut vidit quia mundátus est, regréssus est, cum magna voce magníficans Deum, et cécidit in fáciem ante pedes eius, grátias agens: et hic erat Samaritánus. Respóndens autem Iesus, dixit: Nonne decem mundáti sunt? et novem ubi sunt? Non est invéntus qui redíret, et daret glóriam Deo, nisi hic alienígena? Et ait illi: Surge, vade, quia fides tua te salvum fecit.
M. – Laus tibi Christe.

 

In quel tempo: Recandosi Gesú a Gerusalemme, attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli corsero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono distanti e, alzando la voce, esclamarono: Gesú, Mæstro, abbi pietà di noi. E come Egli li vide, disse: Andate, mostratevi ai sacerdoti. Ora avvenne che mentre andavano furono mondati. Ma uno di quelli, come vide che era guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce e cadde con la faccia a terra ai piedi di Gesú, ringraziandolo; e questi era Samaritano. Allora Gesú disse: Non sono stati guariti dieci? e gli altri nove dove sono? Non è stato trovato chi tornasse indietro e desse gloria a Dio, se non questo straniero? E gli disse: Alzati, va, poiché la tua fede ti ha salvato.
M. – Laus tibi Christe.

 

ANTÍPHONA AD OFFERTÓRIUM    

Ps. 30, 15-16 – In te sperávi, Dómine; dixi: Tu es Deus meus, in mánibus tuis témpora mea.

 

Sal. 30, 15-16 – O Signore, in Te confido; dico: Tu sei il mio Dio, nelle tue mani sono le mie sorti.

 

SECRÉTA    

Propitiáre, Dómine, pópulo tuo, propitiáre munéribus: ut, hac oblatióne placátus, et indulgéntiam nobis tríbuas, et postuláta concédas. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
M. – Amen.

 

Sii propizio, o Signore, al tuo popolo, sii propizio alle sue offerte, affinché, placato mediante queste oblazioni, ci conceda il tuo perdono e quanto Ti domandiamo. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli.

  1. Amen.

 

PREFAZIO DELLA SS. TRINITÀ    

 

COMMÚNIO    

Sap. 16, 20 – Panem de coelo dedísti nobis, Dómine, habéntem omne delectaméntum, et omnem sapórem suavitátis.

 

Sap. 16, 20 – Ci hai elargito il pane dal cielo, o Signore, che ha ogni delizia e ogni sapore di dolcezza.

 

POSTCOMMÚNIO    

Sumptis, Dómine, coeléstibus sacraméntis: ad redémptionis ætérnæ, quǽsumus, proficiámus augméntum. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
M. Amen.

 

Fa, o Signore, Te ne preghiamo, che, ricevuti i celesti sacramenti, progrediamo nell’opera della nostra salvezza eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli.
M. Amen.

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