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DOMÍNICA XV POST PENTECOSTEN

Podcast: “Commento teològico e spirituale alle letture e preghiere delle Messe festive del Rito Romano Antico”

Àudio-commento teològico-spirituàle alle letture e alle preghiere del Missale Romanum ex decreto sacrosancti Concilii Tridentini restitutum[1], (it.: Messale Romano riveduto per decreto del sacrosanto Concílio di Trento), tratto da Maria Valtorta, Il libro di Azaria, CEV.

Per ascoltare l’àudio-commento, clicca sul símbolo bianco del play, posto nel riquadro soprastante in basso a destra.

Pròprio della s. Messa tratto dal Missale Romanum a.D. 1962 promulgatum e traduzione italiana delle letture secondo la traduzione proposta dalle CEI

INTRÓITUS    

Ps.85,1 et 2-3 – Inclína, Dómine, áurem tuam ad me, et exáudi me: salvum fac servum tuum, Deus meus, sperántem in te: miserére mihi, Dómine, quóniam ad te clamávi tota die. Ps. 85, 4 – Lætífica ánimam servi tui: quia ad te, Dómine, ánimam meam levávi. Glória Patri… Ps.85,1 et 2-3 – Inclína, Dómine, áurem tuam ad me,…

 

Sal. 85,1 e 2-3 – Volgi il tuo orecchio verso di me, o Signore, ed esaudiscimi: salva il tuo servo che spera in Te, o mio Dio; abbi pietà di me, o Signore, che tutto il giorno grido verso di Te. Sal. 85, 4 – Allieta l’ànima del tuo servo: poiché a Te, o Signore, levo l’ànima mia. Gloria al Padre… Sal. 85,1 e 2-3 – Volgi il tuo orecchio verso di me, o Signore,…

 

ORÁTIO    

Ecclésiam tuam, Dómine miserátio continuáta mundet et múniat: et quia sine te non potest salva consístere, tuo semper múnere gubernétur. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
M. – Amen.

 

O Signore, la tua continua misericordia purífichi e fortífichi la tua Chiesa: e poiché non può essere salva senza di Te, sia sempre governata dalla tua grazia. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli.
M. – Amen.

 

EPISTOLA 

Léctio Epístolæ B. Pauli Ap. ad Gálatas, 5, 25-26; 6, 1-10

 

Fratres: Si spíritu vívimus, spíritu et ambulémus. Non efficiámur inánis glóriæ cúpidi, ínvicem provocántes, ínvicem invidéntes. Fratres, et si præoccupátus fúerit homo in áliquo delícto, vos, qui spirtuáles estis, huiúsmodi instrúite in spíritu lenitátis, consíderans teípsum, ne et tu tentéris. Alter altérius ónera portáte, et sic adimplébitis legem Christi. Nam si quis exístimat se áliquid esse, cum nihil sit, ipse se sedúcit. Opus áutem suum probet unusquísque, et sic in semetípso tantum glóriam habébit, et non in áltero. Unusquísque enim onus suum portábit. Commúnicet áutem is, qui catechizátur verbo, ei, qui se catechízat, in ómnibus bonis. Nolíte erráre: Deus non irridétur. Quæ enim semináverit homo, hæc et metet. Quóniam qui séminat in carne sua, de carne et metet corruptiónem: qui áutem séminat in spíritu, de spíritu metet vitam ætérnam. Bonum áutem faciéntes, non deficiámus: témpore enim suo metémus, non deficiéntes. Ergo dum tempus habémus, operémur bonum ad omnes, máxime áutem ad domésticos fidei.
M. – Deo grátias. 

 

Fratelli: Se viviamo mediante lo spirito, camminiamo anche secondo lo spirito.  Non cerchiamo la vana gloria, provocandoci e invidiandoci a vicenda. Fratelli, se avviene che un uomo cada in peccato, voi, che siete spirituali, riprendetelo con dolcezza, pensando a voi stessi, affinché non siate tentati anche voi. Porti l’uno il fardello dell’altro, e cosí adempirete la legge del Cristo. Infatti, se alcuno stima di essere qualcosa, mentre è niente, seduce se stesso. Ciascuno esamini la sua opera e allora, se è il caso, si glorierà in sé, e non in rapporto ad altri. Ciascuno infatti porterà il proprio fardello. Quegli poi che è catechizzato, dia parte dei suoi averi a colui che lo catechizza. Non ingannatevi. Dio non si lascia irridere. Infatti, quello che l’uomo ha seminato raccoglierà. Cosí chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglie la corruzione: chi invece semina nello spirito, dallo spirito raccoglie la vita eterna. Non tralasciamo di fare il bene: a suo tempo mieteremo, se non ci saremo stancati. Dunque, finché è tempo, facciamo del bene a tutti, specie ai compagni di fede.
M. – Deo grátias.

 

GRADUALE    

Ps. 91, 2-3 – Bonum est confitéri Dómino: et psállere nómini tuo, Altíssime. Ad annuntiándum mane misericórdiam tuam, et veritátem tuam per noctem.

 

Sal. 91, 2-3 – È cosa buona lodare il Signore: inneggiare al tuo nome, o Altissimo. È bello proclamare al mattino la tua misericordia, e la tua fedeltà nella notte.

 

ALLELÚIA   

Allelúia, allelúia. Ps. 94, 3 – Quóniam Deus magnus Dóminus, et rex magnus super omnem terram. Allelúia.

 

Allelúia, allelúia. Sal. 94, 3 – Poiché il Signore è Dio potente e Re grande su tutta la terra. Allelúia.

 

EVANGÉLIUM 

Sequéntia S. Evangélii secundum Lucam, 7, 11-16

 

In illo témpore: Ibat Iesus in civitátem, quæ vocátur Naïm: et ibant cum eo discípuli eius, et turba copiósa. Cum àutem appropinquáret portæ civitátis, ecce defúnctus efferebátur fílius únicus matris suæ: et hæc vídua erat, et turba civitátis multa cum illa. Quam cum vidísset Dóminus, misericórdia motus super eam, dixit illi: Noli flere. Et accéssit, et tétigit lóculum. (Hi áutem, qui portábant, stetérunt.) Et ait: Adoléscens, tibi dico, surge. Et resédit qui erat mórtuus, et coepit loqui. Et dedit illum matri suæ. Accépit áutem omnes timor: et magnificábant Deum, dicéntes: Quia prophéta magnus surréxit in nobis: et quia Deus visitávit plebem suam.
M. – Laus tibi Christe.

 

In quel tempo: Gesú andava verso una città chiamata Naim, seguito dai suoi discepoli e da gran folla. E giunse vicino alla porta della città mentre si portava a seppellire il figlio unico di una vedova, la quale era accompagnata da un gran numero di persone. Vedutala, il Signore, mosso a compassione di lei, le disse: Non piangere. Si avvicinò alla bara e la toccò. (Quelli che la portavano si fermarono) Egli disse: Giovinetto, a te dico, alzati. Il morto si alzò a sedere, e cominciò a parlare, e Gesú lo rese a sua madre. Tutti furono presi da gran timore e glorificavano Dio, dicendo: Un profeta grande è apparso tra noi, e Dio ha visitato il suo popolo.
M. – Laus tibi Christe.

 

ANTÍPHONA AD OFFERTÓRIUM    

Ps. 39, 2, 3 et 4 – Exspéctans exspectávi Dóminum, et respéxit me: et exaudívit deprecatiónem meam: et immísit in os meum cánticum novum, hymnum Deo nostro.

 

Sal. 39, 2, 3 e 4 – Ebbi ferma fiducia nel Signore, il quale si volse verso di me e ascoltò il mio grido: e pose nella mia bocca un càntico nuovo, un inno al nostro Dio.

 

SECRÉTA    

Tua nos, Dómine, sacraménta custódiant: et contra diabólicos semper tueántur incúrsus. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. M. – Amen.

 

I tuoi sacramenti, o Signore, ci custodiscano e ci difendano sempre dagli assalti del demonio. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli. M. Amen.

 

PREFAZIO DELLA SS. TRINITÀ    

 

COMMÚNIO    

Io. 6, 52 – Panis, quem ego dédero, caro mea est pro sǽculi vita.

 

Giovanni, 6, 52 – Il pane che darò è la mia carne per la vita del mondo.

 

POSTCOMMÚNIO    

Mentes nostras, et córpora possídeat, quǽsumus, Dómine, doni coeléstis operátio: ut non noster sensus in nobis, sed iúgiter eius prævéniat efféctus. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
M. Amen.

 

L’azione di questo dono celeste dòmini, Te ne preghiamo, o Signore, le nostre menti e nostri corpi, affinché prevalga sempre in noi il suo effetto e non il nostro sentire. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli.
M. Amen.


Note

[1] All’època delle cómunicazióni dell’àngelo Azaria alla mística cattòlica Maria Valtorta (2 feb. 1946 – 2 feb. 1947) il Messale in uso era il Missale Romanum ex decreto sacrosancti Concilii Tridentini restitutum S. Pii V Pontificis Maximi jussu editum aliorum Pontificum cura recognitum a Pio X reformatum et Ssmi D. N. Benedicti XV auctoritate vulgatum (25 lúglio 1920).

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