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Appello della Madonna per mezzo di Gloria Polo

Anche se la dottoressa Gloria Polo dall'ottobre 2017 ha messo in pausa temporaneamente le testimonianze pubbliche mondiali, non ha mai smesso di custodire nel suo cuore tutti coloro verso i quali il Signore l'ha inviata. In questo suo nuovo accorato video Gloria si fa portavoce di un desiderio della Vergine Maria e a suo nome ci convoca ad una azione comune di preghiera.

Dati video
Lingua: castillano (Colombia)
Sottotitoli: castillano, italiano

Se non sai attivare i sottotitoli, guardati i seguenti video-tutorial:
per udenti
per non udenti

Trascrizione dell'appello di Gloria Polo

A cura di Flaviano Patrizi, HIMMEL associazione

Dio vi benedica! Gloria Polo dalla Colombia.

Nel nome della Santissima Vergine Maria vi convoco a far si che il 13 maggio alle 3 di pomeriggio ci uniamo tutti nella recita del Santo Rosario: tutti i paesi di America e del mondo intero. Nostra Madre ha bisogno delle nostre preghiere. Lei l'ha detto. Bisogna fare il Santo Rosario per poter vincere i poteri del demonio.

Voi vedete fratelli che ogni giorno l'umanità sprofonda sempre più nel peccato, nella cultura della morte, nell'ateismo. Le persone sono al servizio del demonio pur non credendo in esso.

E noi, che per la grazia di Dio conserviamo la fede, lottiamo per questa umanità. Supplichiamo Dio per la conversione di tutti gli uomini, specialmente per le nostre nazioni, i membri delle nostre famiglie, per tutti coloro che hanno apostatato abbandonando la vera fede e religione, per tutti coloro che sono schiavi dei mezzi di comunicazione. Fratelli, nel nome di Gesù vi dico: lasciamoci toccare il cuore, guardiamo tutti gli uomini che hanno bisogno di questo Santo Rosario, con un solo cuore, con un solo amore, in unione con la nostra Madre Santissima. Tutti membri della Chiesa che supplicano al cielo misericordia. Dio vi benedica. Vi aspetto il 13 maggio tutti, tutti. Passate parola. Invitate tantissime persone a recitare il Santo Rosario. Tutti nell'Immacolato Cuore della Vergine Maria, per il trionfo dell'Immacolato Cuore della Vergine Maria.

Amen, amen, amen.

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Gloria Polo e il voto politico

Gloria Polo e il voto politico

In vista delle prossime elezioni politiche, desidero offrire una breve ma incisiva riflessione sull'impegno politico, tratta dalla testimonianza della dottoressa Gloria Polo:

«Continuando a guardare nel Libro della vita la Voce meravigliosa mi fece porre l’attenzione su altri aspetti della mia vita. Vidi che, siccome ero maturata con valori sballati, il mio voto politico rispecchiava le mie convinzioni. La Voce meravigliosa mi mostrò che votai a favore di un presidente che nel suo programma elettorale annoverava l’introduzione del divorzio nel mio paese. Con ciò votai contro Dio, che è colui che difende i matrimonî sacramentali, e contribuii a realizzare la maledizione del mio paese. Per queste ragioni oggi temo le campagne politiche pro-aborto che stanno facendo nella mia amata Colombia per legalizzare questa pratica. Non possiamo continuare a rimanere addormentati, perché altrimenti permetteremmo la maledizione dei nostri Paesi com’è avvenuto in Spagna, nostra madre, che è uscita dalla fede permettendo al nemico di ottenere svariati successi, primo tra tutti la nuova legislazione abortista. Questo è molto grave e Dio ne chiederà conto a ciascuno. Viviamo in Paesi democratici nei quali possiamo usufruire dello strumento politico del voto e se omettiamo di votare siamo degli indifferenti. Dobbiamo, invece, chiedere consiglio allo Spirito Santo per manifestare chiaramente il nostro voto senza lasciarci distrarre da ideali politici contrarî alla legge d’amore di Dio».

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Il Purgatorio nella testimonianza di Gloria Polo

Il purgatorio nella testimonianza di Gloria Polo

L’esperienza della dottoressa Gloria Polo fu limitata al purgatorio. Mi ha confidato che le bastò vedere il fondo di esso per rimanerne positivamente terrorizzata, cioè spronata a vivere secondo la legge di Dio per meritare di non doverci ritornare. Nell’oscura voragine viva in cui cadde a testa in giù, risucchiata come in un vortice, vide aprirsi un’ulteriore voragine viva, verso la quale continuava a precipitare. Quella sì che era la porta dell’Inferno. Gloria comprese che se vi fosse entrata non sarebbe mai più ritornata: «Lo stato di morte della mia anima all’amore – dice Gloria -, nel quale mi trovavo dall’età di tredici anni, cioè da quando omisi di accostarmi alla confessione sacramentale nonostante commettessi dei peccati mortali, sarebbe divenuto definitivo e avrei dovuto lasciare ogni speranza»[1]. Pur rimanendo all’esterno di quella seconda voragine e quindi stando ancora nel fondo del purgatorio, Gloria sperimentò acutamente l’assenza dell’amore di Dio: «In questa tenebra fittissima non riuscii piú a percepire l’amore di Dio. Tale percezione non è assolutamente paragonabile, però, a quella che sperimentai verso la fine della mia vita terrena, quando divenni intimamente atea […] perché in terra l’amore di Dio si effonde su di noi continuamente, anche quando lo neghiamo! Per questo il dolore che si sperimenta (in terra) quando si vive nella convinzione che non ci sia alcun Dio amorevole risulta tollerabile». Dio circola come un sangue vitale nelle vene di tutto il corpo dell’Universo, per cui Gloria non riesce a comunicare totalmente la sua esperienza e noi non siamo in grado di comprenderla. Qui in terra nessuno potrà mai sperimentare una tale condizione. Nemmeno gli islamisti dell’ISIS che seminano terrore con le loro stragi possono qui in terra sperimentare l’assenza di Dio. Sono sì senza Dio perché privi di amore e pieni di odio, ma l’amore di Dio per i suoi figli scende anche su questi poveri figli ingannati e infelici.

Se il mondo fosse misericordioso, il mondo possederebbe Dio, e ciò che ci tortura in questo tempo di terrore causato dagli islamisti, cadrebbe come foglia morta. Ma il mondo, e nel mondo specie i cristiani, hanno sostituito l’amore con l’odio, la verità con la ipocrisia, la luce con le tenebre, Dio con Satana. E Satana, là dove Gesù seminò misericordia e la crebbe col suo sangue, sparge i suoi triboli e li fa prosperare col suo soffio d’inferno. Verrà la sua ora di sconfitta. Ma per ora viene lui perché noi lo aiutiamo. Beati però coloro che sanno rimanere nella verità e lavorare per la verità. La loro misericordia avrà il premio in Cielo. Il portare a Dio le anime lontane, che lo sentono per istinto, ma non lo conoscono e non lo servono nella verità, è la più grande delle misericordie. Gesù ha detto: «Portate il Vangelo a tutte le creature» (cfr. Mc 16,15; Mt 28,19). Ma quel comando, credete voi che Gesù l’abbia dato a quei dodici soli e ai loro diretti discendenti nel sacerdozio? No. Gesù vuole che ogni anima veramente cristiana sia anima apostolica.

È misericordia anche annunciare a tutti lo struggente seguito del racconto di Gloria. Quando, dunque, si trovava in questo buco privo dell’amore di Dio si ricordò delle anime del Purgatorio e allora gridò: «Anime del Purgatorio, per favore, portàtemi via da qui». Quello che poi accadde continua ad essere motivo di pianto per Gloria, nonostante siano passati vent’anni da quell’esperienza: «udii il battito di denti, i pianti e i gemiti di un numero sterminato di anime impantanate in quella tenebra di odio. Vidi che erano dei giovani, ma proprio tanto giovani, che protendevano le braccia piangendo e gridando di dolore. Mi resi conto che erano anime suicidàtesi in un momento di disperazione e che, in questa tenebra atemporale carica di odio, “attendevano che passasse il tempo” che avevano rifiutato di vivere per poi essere sottoposte al giudizio particolare completo. […] Il loro tormento maggiore era vedere come i genitori o le persone care li stavano piangendo, avvinti dai sensi di colpa per le azioni o le omissioni che avrebbero indotto il loro suicidio. […] Il refrigerio della benedizione […] può giungere a loro esclusivamente attraverso l’Eucaristia, nella quale confluiscono tutte le nostre opere buone e tutte le nostre preghiere. L’Eucaristia non è opera di uomini, ma di Dio, e per essa sono applicati i meriti di Cristo alla salvezza di un’anima purgante che ha perso la possibilità di meritare di uscire da lí. Bisogna allora far celebrare messe per i proprî defunti, bisogna lasciare che Dio continui quest’ opera di salvezza»[3].

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I Novissimi nella testimonianza di Gloria Polo

I Novissimi nella testimonianza di Gloria Polo

Nella tradizione catechistica cattolica, si utilizza il termine novissimi (dal latino "novissimus", superlativo di nòvus, e cioè ultimo, estremo) per indicare le quattro ultime cose che si incontrano nell'uomo: morte, giudizio, inferno, paradiso. Il principale compito di Gloria Polo è proprio quello di ricordare i novissimi per svegliarci dal torpore morale e colmare una lacuna pastorale.

Diversi tra i sacerdoti e i laici purtroppo travisano il messaggio della testimonianza di Gloria Polo. Alcuni vedono nella durezza del giudizio particolare a cui lei è stata sottoposta la manifestazione di un Dio giudice eccessivamente severo, quasi spietato, e si scoraggiano. Altri, invece, si sentono spronati dalla durezza del giudizio a fare del terrorismo spirituale, finendo col scoraggiare i deboli e i fragili. In realtà la

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