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Omelia: VI Doménica di Pasqua | Anno C

Letture della messa del giorno

Cari fratelli e sorelle, se siete interessati alla vera pace, il Vangelo di oggi ci parla di Chi è l’autore di essa e come non vi sia paragone tra essa e la pace che dà il mondo. Gesú ha detto che ci vuole dare la sua pace: «Vi làscio la mia pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non àbbia timore» (Gv 14, v.27).

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Omelia: | V Doménica di Pasqua Anno C

Letture della messa del giorno

Il Salmista oggi ci invitava a esaltare il Signore, perché còmpie meravíglie, con la sua tenerezza che si espande su tutte le sue creature. Invitati alla lode, dunque, i fedeli dèvono parlare della sua potenza, «per far conóscere agli uòmini le sue imprese e la splèndida glòria del suo regno».

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Omelia: IV Doménica del Tempo di Pasqua | Anno C

Letture della messa del giorno

Il Salmo ci diceva: «Egli ci ha fatti e noi siamo suoi, suo pòpolo e gregge del suo pàscolo» (Sal 99, v.3). E il libro dell’Apocalisse ci faceva vedere come avviene questa appartenenza: «Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro» (Ap.7, v.15), cioè: Dio, l’Onnipotente, che siede come Signore sur un trono eterno, ci ha raggiunti attraverso il Fíglio, la cui tenda è l’umanità di Gesú Cristo. Questa tenda che è diventata dimora del Fíglio di Dio, adesso si stende su tutti coloro che lo ascòltano, gli crédono, lo séguono come Buon Pastore: la sua umanità deve diventare la nostra umanità, perché senza di essa non saremo gregge, né pecorelle, ma capre e caproni. Èssere gregge di Gesú vuol dire che l’io è inserito in Dio; il noi è accettàbile e possíbile a chi si disseta alle stesse sorgenti di acqua viva; la voce del Buon Pastore è sempre riconosciuta perché si persèvera nella gràzia ricevuta.

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Omelia: III Doménica di Pasqua | Anno C

Letture della messa del giorno

Il Vangelo di questa terza Doménica di Pasqua ci parla di fedeltà alle promesse battesimali, ma lo fa in modo non immediato: la chiarezza arriva man mano che osserviamo in profondità ogni cosa riguardante questa terza apparizione del Risorto.

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Omelia: II Doménica di Pasqua o della Divina Misericórdia

Letture della messa del giorno

Nell’único giorno di Pasqua che liturgicamente abbiamo festeggiato fino ad oggi, ottava di Pasqua e festa della Divina Misericòrdia, una richiesta abbiamo rivolto al Signore nella preghiera di colletta, che è bene ripètere: «Accresci in noi la gràzia che ci hai donato, perché tutti comprendiamo l’inestimàbile ricchezza del Battésimo che ci ha purificati, dello Spírito che ci ha rigenerati, del Sàngue che ci ha redenti». ¿Qual è la gràzia donàtaci da Dio? La fede. E con la fede la vita del credente, che non è vita biològica, non è certezza che stiamo respirando e che ci batte il cuore, ma molto di piú: è vita piena della speranza e dell’amore che vèngono da Dio.

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Omelia: Doménica di Pasqua, Resurrezione del Signore

Letture della messa del giorno

Il Maestro e Signore che si è chinato a lavare i piedi ai suoi apòstoli,… il Servo sofferente che si è lasciato torturare e crocifíggere per abbàttere e víncere ogni violenza e ogni demònio,… Colui che ci ha liberati dal peccato con il suo sàngue, non è rimasto in un sepolcro: la Vita infatti non è vinta dalla morte, come la Luce non è vinta dal búio: Gesú è risorto.

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Omelia: Doménica delle palme e della Passione di nostro Signore | Anno C

Letture della messa del giorno

Cari fratelli e sorelle siamo giunti al cúlmine della vita di Gesú, alle battute finali, che rappreséntano, però, un inízio della Chiesa e il compimento di tutte le promesse di Dio, il compimento delle Scritture il compimento della vita del Fíglio di Dio su questa terra.

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Omelia: V Doménica di Quaresima | Anno C

Letture della messa del giorno

San Pàolo ha capito che tutto è una pèrdita, paragonato alla sublimità della conoscenza di Gesú Cristo (Cfr Fil 3, v.8), e nel ripensare alle cose fatte in passato senza Cristo, col prevalere di sé stesso e avendo come fine la pròpria glòria e gratificazione, dice: «Oggi le consídero spazzatura, al fine di guadagnare Cristo».

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Omelia: IV Doménica di Quaresima | Anno C

Letture della messa del giorno

Dice il libro dei Proverbî: «Agli occhî dell’uomo tutte le sue òpere sèmbrano pure, ma chi scruta gli spíriti è il Signore» (Pr 16, v.2). Con queste parole accostiàmoci ai testi di questa Doménica e lasciàmoci scrutare dal Signore, che sa riconóscere bene che tipo di figlî siamo; se e quanto lo amiamo come Padre; se e quanto ci sentiamo a casa nella sua volontà.

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Omelia: III Doménica di Quaresima | Anno C

Letture della messa del giorno

Tutto quello che succede nel mondo: di bello per volontà e assistenza di Dio; e di brutto, per permissione e onnipotenza di Dio, serve ad ammaestrarci e ad ammonirci; a confermarci e anche a corrèggerci.

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Omelia: San Giuseppe sposo della beata vérgine Maria

Letture della messa del giorno

Il fatto che di SAN GIUSEPPE non si consèrvino parole nella Sacra Scrittura, non deve ingannarci in alcún modo.

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Omelia: II Doménica di Quarésima | Anno C

Letture della messa del giorno

Le tentazioni (viste Doménica scorsa), una volta vinte, ci fanno piú forti; la parola di Dio ascoltata e vissuta, insieme alla preghiera, ci fa piú belli. Il tema della Trasfigurazione non è solo un fatto stòrico, che riguarda la stòria personale di Gesú, Pietro, Giovanni e Giàcomo, ma è un fatto spirituale che riguarda tutti i credenti in Gesú.

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Omelia: I Doménica di Quarésima | Anno C

Letture della messa del giorno

Dice san Tommaso che «tentare l’uomo vuol dire provare la sua virtú», saggiarlo, métterlo alla prova. Ora, se a métterci alla prova è Dio, che è Buono, è certo che egli lo fa per stimolarci al bene, riconoscendo i danni che fa il male;

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Omelia: VII Doménica del T.O. | Anno C

Letture della messa del giorno

La parte conclusiva del discorso della Montagna, che Doménica scorsa ci ha parlato di beatitúdini, oggi ci fa capire come Gesú sia venuto a sottrarci da ogni forma di crudeltà e di violenza, di vita carnale dipendente dal primo Adamo; per èssere invece «uòmini celesti», secondo quello che san Pàolo dice ai Corinzî, ad imitazione dell’Uomo celeste che è Gesú: l’último Adamo.

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Omelia: VI Doménica del T.O. | Anno C

Letture della messa del giorno

Nella preghiera di colletta troviamo il senso e il succo del discorso che Gesú fa ai suoi discèpoli, nell’occasione che il brano del Vangelo di questa Doménica ricorda: Dio promette il regno ai pòveri e agli oppressi.  Se, però, ci fermiamo a questa espressione e dimentichiamo il resto, sembrerebbe che Gesú fàccia l’elògio della misèria, dell’ingiustízia, del sopruso, del dolore.

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Omelia: V Doménica del T.O. – Anno C

Letture della messa del giorno

Oggi la Divina Liturgia ci dà due certezze sulla qualità della fede: quanto vale la parola di Dio (la fides quae; cioè le cose credute perché rivelate da Dio stesso) e quanto vale la nostra obbedienza a quella parola (la fides qua; cioè la fidúcia che accordiamo ai contenuti della fede).

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Omelia: IV Doménica del T.O. – Anno C

Letture della messa del giorno

Gesú di Nazareth pròprio a Nazareth viene disprezzato; non da sempre, ma a partire da questo momento: a partire dal commento che fa ad Isaia 61, nella sinagoga del suo paese.

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Omelia: III Domènica del T.O. – Anno C

La III Doménica del Tempo Ordinàrio è, dal 30 Settembre 2019 in poi, la Doménica della Parola di Dio, cioè una Doménica in cui si riflette insieme sull’importanza della Sacra Scrittura nella vita della Chiesa.

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Omelia: II Doménica del T.O. – Anno C

Gesú contínua a manifestarsi per quello che è e per quello che vuole comunicarci. Oggi si manifesta come Sposo dell’umanità e della Chiesa sua primízia; e ci insegna che la vera e duratura giòia viene dalla sua redenzione e dalla corredenzione di Maria, sua e nostra Madre. Tutte le letture convèrgono nello stesso punto: IL SIGNORE TROVA LA SUA DELÍZIA NELLA SUA SPOSA FEDELE, NELLA SUA SPOSA PURIFICATA, NELLA SUA SPOSA RICCA DI DONI.

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Omelia: Battésimo del Signore – Anno C

Letture della messa del giorno

LE MANIFESTAZIONI DI GESÚ VERO DIO E VERO UOMO SONO STATE MOLTE NEL CORSO DELLA SUA VITA E TUTTE A NOSTRO VANTÀGGIO.

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Omelia: Epifania del Signore

Letture della messa del giorno

È nato il Giusto, l’Atteso dalle genti, il Salvatore del Mondo, il Fíglio di Dio che contínua ad èssere descritto come Luce che splende sia nelle profezie sia nel Vangelo. Noi siamo stati riuniti qui da Lui, che è la nostra stella che illúmina la notte, il Signore che si fa adorare Bambino.

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Omelia: II Doménica di Natale – Anno C

Letture della messa del giorno

Oggi san Giovanni evangelista, come nel giorno di Natale, ci riporta a considerare le altezze e le profondità del mistero che coinvolge il Fíglio di Dio fuori del tempoIn princípio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio»); nel tempo stòrico di 2000 anni faIl mondo non lo ha riconosciuto.

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Omelia: Madre di Dio

Letture della messa del giorno

Oggi, secondo la consuetúdine civile, ci si scàmbia gli augurî di buon anno, con diverse fòrmule e desiderî, per lo piú frutto delle speranze umane. Si sente dire ad esèmpio:

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Omelia: Santa Famíglia di Gesú, Maria, Giuseppe

Letture della messa del giorno

LA LUCE VERA che illúmina ogni uomo, cioè Gesú, non solo RENDE figlî di Dio con la sua umiltà, ma anche BUONI GENITORI CON LA SUA FEDE NEL PADRE.

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Omelia: Natale di Nostro Signore Gesú Cristo, notte

Letture della messa del giorno

Caríssimi fratelli e sorelle, il Gesú Bambino che è passato in mezzo a voi al canto del Glòria, ci porta sentimenti di tenerezza, di gratitúdine e di commozione. La bellezza di un bambino appena nato è di per sé un annúncio di giòia, di speranza, di vita e di bellezza. Se questo bambino è il Fíglio di Dio, o il Verbo eterno del Padre, di cui parla il pròlogo di san Giovanni, questi sentimenti hanno la loro orígine nell’umiltà di Dio.

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Omelia: III Doménica di Avvento – Anno C

Letture della messa del giorno

Doménica scorsa, se ricordate, abbiamo festeggiato la Doménica “Gaudete” o della giòia; e abbiamo visto la giòia cristiana in che cosa consista: crédere nelle promesse di Dio e fare la volontà di Dio. L’última Doménica di Avvento troviamo questa giòia incarnata in una ragazzina di 14-15 anni che riceve l’annúncio di un àngelo sulla pròpria maternità única e divina; viene a conoscenza delle meravíglie che Dio ha compiuto nell’anziana parente Elisabetta (incinta già di sei mesi); e che cosa fa? «SI ALZÒ e ANDÒ IN FRETTA verso la regione montuosa, in una città di Giuda…nella casa di Zaccaria». Vedete?

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Omelia: III Doménica di Avvento – Anno C

Letture della messa del giorno

L’èsito di ogni conversione è la giòia. Questo è il messàggio che prevale in ogni lettura di questa Doménica di Avvento; questo è anche il messàggio purtroppo ignorato da molti cristiani o, per lo meno, falsato dall’idea di giòia che ci siamo fatti noi, con le nostre anguste vedute. Il profeta Sofonia ci fa sapere che LA GIÒIA È AVERE DIO COME SIGNORE, colui che rèvoca le condanne a morte di una vita all’insegna dell’orgóglio e disperde tutti i nostri nemici visíbili e soprattutto invisíbili. Questo Dio della giòia, che è un salvatore potente, «ci rinnoverà col suo amore» (Sof 3, v.17), e questo cambiamento interiore che ci farà uòmini e donne nuovi (Udite! Udite!), farà gioire persino Lui. Sí, la prima lettura, che è pure la parte conclusiva del libretto del profeta Sofonia, ci fa sapere: «Il Signore…gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di giòia» (Sof 3, v.17).

Non dovrèbbero stupirci queste parole del profeta, se ricordàssimo che il Vangelo stesso dice: «ci sarà più giòia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione» (Lc 15, v.7). Eppure ci stupíscono l’esultanza di Dio, i gridi di giòia di Dio, perché non conosciamo le profondità del suo amore per noi, e dunque il nostro rinnovamento interiore tarda a venire, resta a metà strada, oppure pretende di èssere compiuto una volta per sempre. «Attíngere acqua con giòia alle sorgenti della salvezza» (Cfr Is 12, v.3) è, invece, un fatto che, inaugurato da Gesú e dalla sua vita, non ismetterà mai di dissetarci e saziarci, ogni giorno fino all’eterno giorno. San Pàolo, nella seconda lettura parla di questa giòia come SODDISFAZIONE E PACE. Dice, infatti: «Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti» (Fil 4, v.4). E poco dopo aggiunge: «E la pace di Dio, che súpera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesú» (Fil 4, v.7). LIETO È CHI ESPRIME E VIVE UN SENTIMENTO DI SERENA E GIOIOSA SODDISFAZIONE, PER IL FATTO STESSO DI FARE LA VOLONTÀ DI DIO. Per questo l’Apòstolo delle genti dice “lieti nel Signore”, e non nelle cose, nel lavoro, nella famíglia, nei successi, nel diporto e negli svaghi. Queste cose, infatti, non sono di per sé fonte di giòia o di soddisfazione, quando manca il Signore, ma lo divèntano nel Signore. In ogni circostanza pòssono èsserci delle angústie (e infatti san Pàolo dice: «non angustiàtevi per nulla»), ma nel Signore si è lieti; in Cristo Gesú si ha la pace dei cuori, perché Egli ci ha insegnato a riconóscere la provvidenza di Dio e la presenza di Dio ovunque, persino nelle tribolazioni.

Tutto questo rende IL VANGELO non astratto messàggio di un vago sentimento, ma CONCRETA PROPOSTA DI VITA; ESIGENTE RICHIAMO A NON PERDER TEMPO ad angustiarci per alcún motivo; RISPOSTA DI CHI HA SCELTO DI STARE DALLA PARTE DEL SIGNORE. «Mia forza e mio canto è il Signore» (Is 12, v.2), diceva il Salmista.

E nel Vangelo, gli ascoltatori di Giovanni il Battista, cioè LE FOLLE, I PUBBLICANI E I SOLDATI, CHIÈDONO: «CHE COSA DOBBIAMO FARE?» (Lc 3, v.10).

Ecco, questa domanda contiene tutta la concretezza del Vangelo, ed è una domanda che i cristiani dovrèbbero farsi dopo la lettura e l’ascolto di ogni brano evangèlico, dopo ogni confessione sacramentale, dopo ogni santa messa, ed ogni giorno della loro vita.

La scelta di stare dalla parte del Signore, e dalla parte della giòia che il Signore promette, non si realizza, infatti, se non ci poniamo questa domanda: «Che cosa dobbiamo fare?».

Prima si càmbia mentalità (e questo lo abbiamo capito Doménica scorsa) e poi si scèglie. Tra l’uno e l’altro momento c’è di mezzo questa domanda: «Che cosa dobbiamo fare?». Vediamo come RISPONDE IL BATTISTA ALLE FOLLE, quindi ad ognuno di noi, in qualunque stato di vita si trovi. «Chi ha due túniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, fàccia altrettanto» (Lc 3, v.11). La prima proposta è di inclúdere i bisogni altrui nella mia vita, perché i figlî di Dio non pòssono disinteressarsi di chi sta pèggio di loro. Come notate, questa inclusione non prevede l’oscuramento della nostra fede e di Gesú Cristo (come l’Europa ha tentato di fare recentemente negli augurî natalizî e nei nomi di persona), ma prevede LA CONDIVISIONE DI QUELLO CHE SONO E DI QUELLO CHE HO. Da un punto di vista materiale l’abbondanza di beni necessarî (i vestiti e il cibo); da un punto di vista relazionale la mia disponibilità ad èssere di compagnia, come si suol dire, perché talvolta siamo tutti tentati di isolarci e a chiúderci in noi stessi. Ma se il cristiano sa che è sbagliato, non può adagiarsi nella soddisfazione di avere tutto: il suo slàncio umano e cristiano deve portarlo anche verso gli affamati di amicízie sincere; gli affamati di attenzioni e di conversazioni; gli affamati di Gesú. Le folle che vanno da Giovanni il Battista non sono ancora i seguaci di Gesú, ma egli si preòccupa anche della loro fame spirituale, che non è solo il senso del dovere. Dice, infatti: «viene colui che è piú forte di me, a cui non sono degno di slegare i laccî dei sàndali. Egli vi battezzerà in Ispírito Santo e fuoco» (Lc 3, v.16).

C’è una fame che è fame di Dio, e per questa fame io vi índico Gesú Cristo, sembra dirci il Battista.

POI DA LUI VANNO ANCHE I PUBBLICANI, in cui possiamo raggruppare tutti gli impiegati di Stato, ad eccezione delle forze dell’órdine, e non solamente gli esattori delle imposte. Anche loro chièdono: «“Maestro, che cosa dobbiamo fare?”. Ed egli disse loro: “NON ESIGETE NULLA DI PIÚ DI QUANTO VI È STATO FISSATO”» (Lc 3, v.12). In queste parole c’è UN INVITO ALLA GIUSTÍZIA DI CIÒ CHE SI ESIGE (che siano tasse, competenze, preparazione, servizî e símili). Non si può chièdere cento a chi può darmi dieci; non si pòssono pretèndere doveri, se non sono garantiti i diritti; né mi spèttano i diritti fissati, senza i doveri dovuti.

Infine ARRÍVANO ANCHE I SOLDATI A FARE LA STESSA DOMANDA e a manifestare la loro buona volontà a cambiare vita. In essi mettiamo tutti i corpi di polizia. Ad essi dice il Precursore: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentàtevi delle vostre paghe» (Lc 3, v.14). Si sgombra cosí il perícolo dell’ubriachezza di potere e di avere, in chi deve vigilare sull’órdine e l’onestà dei cittadini. Mi basti lo stipèndio! e, nel Signore, mi guardi dal diventare corrotto e corruttíbile.

Come vedete, fare la volontà di Dio ed èssere lieti nel Signore, non vuol dire conóscere il Padre nostro e l’Ave Maria, ma FARE CONCRETAMENTE DELLA NOSTRA VITA UN DONO PER GLI ALTRI.

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Omelia: II Doménica di Avvento – Anno C

Letture della messa del giorno

Il Vangelo di oggi, insieme alle altre letture, ci propone una nuova tappa di preparazione alla venuta di Gesú nella carne e nella glòria. CI VIENE CHIESTA LA CONVERSIONE, SE VOGLIAMO RAGGIÚNGERE LA META DELLA SALVEZZA, della créscita di carità e di conoscenza; se vogliamo distínguere ciò che è mèglio.

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Omelia: I Doménica di Avvento – Anno C

Letture della messa del giorno

Cominciamo insieme un nuovo anno litúrgico, cari fratelli e sorelle, contrassegnato dal colore viola, che per L’AVVENTO ÍNDICA IL TEMPO DELLA NOTTE CHE STA PER FINIRE; il tempo in cui il búio non è un búio pesto, ma il búio pieno di stelle, che dunque è mèglio rappresentato dal colore viola.

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Omelia: XXXIV Doménica del T.O. nostro Signore Gesù Cristo re dell’universo

Letture della messa del giorno

Il Re dell’Universo che oggi festeggiamo solennemente a conclusione dell’anno litúrgico è nato per dare testimonianza alla verità su Dio e sull’uomo, ricapitolando tutto in sé: ogni creatura, ogni potere, ogni autorità, ogni virtú, ogni destino. Gesú è venuto a parlarci del Padre, della sua volontà, del suo amore, della vita eterna; della difficoltà di entrarvi se non gli diamo il primato.

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Omelia: XXXIII Doménica del T.O. anno B

Letture della messa del giorno

Tutta la stòria va verso il suo compimento, e come la stòria anche l’anno litúrgico va verso la sua conclusione. Siamo nella XXXIII Doménica del Tempo ordinàrio e Doménica pròssima sarà la festa di Cristo Re dell’Universo. Dalle letture abbiamo notato ripètere l’espressione «IN QUEL TEMPO». Un’indicazione indeterminata che si ripete quattro volte nella prima lettura tratta dal libro del profeta Daniele e una volta nel Vangelo.

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Omelia: XXXII Doménica del T.O. anno B

Letture della messa del giorno

La fede di molti è una grande rècita, un apparire quello che non si è. Gesú, in questa sèttima polèmica con gli scribi e i farisei, nell’última settimana della sua vita terrena, ci dà due criterî di giudízio di Dio nel VALUTARE LA VERA RELIGIOSITÀ E LA VERA OFFERTA.

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Omelia: XXXI Doménica del T.O. anno B

Letture della messa del giorno

Gesú, da Gèrico, dove lo abbiamo visto partire Doménica scorsa, arriva a Gerusalemme e qui, dopo l’ingresso trionfale, si trova piú volte circondato da scribi, farisei, anziani, erodiani, sadducei, che cèrcano di métterlo alla prova per avere matèria per accusarlo.

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Omelia: XXX Doménica del T.O. anno B

Letture della messa del giorno

Il Signore parte da Gèrico e va verso Gerusalemme, in vista della Pasqua. GÈRICO È la città delle vacanze degli uòmini facoltosi e potenti, la città delle palme, la città abitata posta geograficamente all’altitúdine piú bassa della Terra. A Gèrico, secondo il Nuovo Testamento, Gesú incontra Zaccheo e guarisce Bartimeo, il cieco di cui oggi ci parla il Vangelo.

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Omelia: XXIX Doménica del T.O. anno B

Letture della messa del giorno

¿Quale ebbrezza c’è nel potere? ¿Quale vertígine o febbre còglie chi ha il grave còmpito di governare qualcuno? Provo a dare una risposta. La sicurezza del benèssere e l’arroganza di èssere i primi o di èssere “reverendi” od “onorévoli”, pòrtano i capi, i príncipi, i governatori e i presidenti al passàggio infernale che da servitori li conduce ad èssere dominatori.

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Omelia: XXVIII Doménica del T.O. anno B

Letture della messa del giorno

¿Che cosa cerca il gióvane ricco che non ha ancora? La domanda che fà a Gesú ci fà pensare che sia in cerca della vita eterna, della salvezza, della sicurezza riguardo al suo destino último. In realtà conosce l’essenziale della legge di Dio, i dieci comandamenti, che ha sempre osservato.

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Omelia: XXVII Doménica del T.O. anno B

Letture della messa del giorno

SULL’IMPORTANZA DELLA FAMÍGLIA, del matrimònio e della sua indissolubilità, ma anche dell’orígine pura e divina che mèrita di èssere rispettata, GESÚ NON FÀ SCONTI; E LA CHIESA, COME VUOLE IL SUO SIGNORE, CONTÍNUA AD ÈSSERE ESIGENTE.

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Omelia: XXVI Doménica del T.O. anno B

Letture della messa del giorno

La liturgia di oggi ci fà sapere che L’ÒPERA DELLO SPÍRITO SANTO ha una líbera iniziativa, che CONDUCE ALLA LIBERTÀ, senza allontanarci dalla verità, come ci faceva vedere la prima lettura tratta dal libro dei Númeri; CREA COMUNITÀ IN CUI È IMPORTANTE SEGUIRE GESÚ e non le persone che consíderano la fede come un diritto privato, (questo lo vediamo nel Vangelo di oggi;

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