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La papalatria vaccinista

Assistiamo oggi, purtroppo, all’ascesa quasi irresistíbile di una deformazione della fede cattòlica, che io battezzo “papalatria vaccinista”. Vediamo perché la chiamo in questo modo e in cosa consiste.

Che significa papalatria vaccinista?

La papalatria, letteralmente “adorazione del papa”, è una deviazione teològica, di natura psico-sociale-séntimentalísta, che consiste nel preporre il papa a Gesú, il servo al Padrone.

Il sostantivo “vaccinista”, è un neologismo che non va confuso con l’aggettivo nèutro “vaccinale”, che in medicina índica ciò che ha attinenza con la vaccinazione. Il sostantivo vaccinista índica, invece, il fautore a oltranza dei vaccini e della vaccinazione. Il tèrmine da me utilizzato in forma aggettivata quindi, a differenza dell’altro, ha una connotazione negativa.

Il credo dei papalatri vaccinisti

Tantíssimi cattòlici hanno alterato la loro fede cattòlica con questa nuova fede superstiziosa, che aggiunge al Credo cattólico ― per i piú ínconsapevolménte ― altri tre artícoli:

  1. “io credo al papa”
  2. “io credo alla scienza” vaccinista sottinteso;
  3. “io credo alle opinioni vacciniste del papa”.

Analizziamo brevemente i tre nuovi articoli del credo cattolico deformato.

Io credo al papa

Il papalatra da all’artícolo “io credo al papa”, in certa misura condivisibile dal fedele cattòlico, una interpretazione sentimentale e assoluta che distorce il vero senso e lo scopo dell’obbedienza geràrchica ecclesiale.

Per la fede cattòlica è istituzione divina il collègio apostòlico (i 12 apostoli), rappresentato oggigiorno dal collègio episcopale (o dei véscovi) il cui capo è il romano pontéfice. Essendo questo collégio apostòlico con il suo capo posto da Gesú a guida del pòpolo di Dio, i cattòlici sono tenuti giustamente ad obbedirgli. Ma, mentre il fedele cattòlico, che sottomette il sentimento alla ragione e conosce il vero senso e lo scopo dell’obbedienza, sa che si obbedisce solo a comando legíttimo di autorità legíttima; il papalatra obbedisce, invece, ciecamente e quindi séntimentalménte anche quando l’obbedienza comporta rinnegare la tradizione cattòlica e il magistero dei papi precedenti. Vedi per esempio il misericordismo che fa di Dio Amore un ingiusto e il caso del capito VIII dell’esortazione post sinodale Amoris Laetitia, la decisione sull’intercomunione demandata ai vescovi della Germania e le inappropriate aperture alle ideologie mondialiste: cioè quella immigrazionista[1], LGBT[2], ecologista panteística[3], vaccinista e comunista[4].

Io credo alla scienza

Il papalatra vaccinista, quando afferma di crédere alla scienza non si riferisce al fatto che ha maturato una anche solo provvisória opinione scientífica, basata nello stúdio crítico di artícoli scientífici pubblicati in riviste mèdiche specializzate, ma al fatto che ha accolto àcriticaménte la propaganda política massmediàtica pro-vaccino, quella propaganda che si è fatta promotrice del mantra: “Io credo alla scienza ”. Per il papalatra, quindi, come per tante altre persone cadute víttima della mistificazione própagandística attuata da diversi governi nel mondo, compreso quello italiano, la locuzione “crédere alla scienza” non signífica piú crédere nella validità di un protocollo di indàgine che giunge a risultati sempre verificàbili e contraddicíbili[5], ma signífica assenso acrítico, quindi cieco, a ciò che la propaganda chiama dogmaticamente “scientifico”. Il crédere nella scienza del papalatra è dunque paragonàbile ad un atto di fede e il suo sottoporsi alla vaccinazione all’atto cultuale di questa nuova religione idolàtrica.

Io credo alle opinioni vacciniste del papa

Il fedele cattòlico come il papalatra vaccinista obbediscono al Magistero, obbediscono cioè all’insegnamento del papa e dei véscovi in matèria di fede e di morale, ma il fedele cattòlico a differenza del papalatra sa distínguere tra magistero straordinàrio e magistero ordinàrio. Sa che il Magistero straordinàrio è sempre infallíbile e che esso si esprime attraverso due vie: dogmi di fede pronunziati dal papa da solo[6]; insegnamento di tutti i véscovi insieme col Papa[7].

Il fedele cattolico sa anche che il Magistero ordinàrio è infallíbile solo «quando i vescovi pur sparsi sulla terra convengono con il Romano Pontefice nel ritenere definitiva una determinata dottrina»[8]; e sa che fuori di questi casi ci troviamo di fronte al magistero ordinàrio auténtico, che non gode della infallibilità[9].

Il papalatra tutto ciò lo ignora, come ignora la gerarchia degli insegnamenti contenuti nel Magistero e il diverso tipo di assenso che è tenuto a dare ai diversi tipi di insegnamento. Sono da crédere, infatti, con fede divina e rivelata solo «quelle cose che sono contenute nella parola di Dio scritta e tramandata»[10]; che si «devono fermamente accògliere e ritenere anche tutte e singole le cose che vèngono proposte definitivamente[11]dal magistero della Chiesa circa la dottrina della fede e dei costumi[12]; e che, infine, non deve èssere prestato un assenso di fede, ma un religioso osséquio dell’intelletto e della volontà alla dottrina circa la fede e i costumi enunciata sia dal Sommo Pontefice sia dal Collegio dei Vescovi[13].

A causa di tale ignoranza e lasciandosi guidare dal sentimento, senza sottoporre quest’último alla ragione, il papalatra “sente” erroneamente e al di fuori del diritto di dovér obbedire ciecamente alle opinioni personali del papa.
Avendo il vaccinista papa Francesco espresso la sua opinione circa la necessità dell’inóculo delle terapie gèniche sperimentali, il papalatra obbedisce e si sottopone al ciclo vaccinale di due dosi e al booster (it.: richiamo) e consídera erètici quei cattòlici che críticano con ragioni scientífiche documentate le opinione del romano pontèfice vaccinista.
A scanso di equívoci specífico che non tutti i cattòlici che si sono vaccinati lo hanno fatto perché sono papalatri vaccinisti.

Cosa insegna il magistero sulla vaccinazione anti-Covid-19

Di fronte a un papalatra vaccinista che ha fatto sua questa nuova deformazione della fede cattòlica non c’è ragione che tenga per farlo rinsavire, perché nei piú fra di essi l’elemento emotivo/sentimentale, che li muove, rispetto a quello razionale è preponderante e in molti di essi direi che è l’único ad èssere presente.
Basti pensare che molti di essi sono convinti che siccome il 90% dei cittadini italiani si siano vaccinati, signífica che l’opinione vaccinista del papa è corretta. Come se la verità fosse il risultato di un processo democràtico. Solo persone mosse dal sentimento di massa e non dalla ragione póssono pensare che una tale argomentazione possa èssere valida. È come dire: siccome il 90% dei tedeschi seguí Hitler, signífica che lui aveva ragione. Tutti si rèndono conto della stupidità di un tale àrgomentazióne, compreso il papalatra, ma quando si tratta di applicarla al papa, il loro sentimento fa scattare il contatore della ragione e rimàngono al búio.

Sono altri gli elementi da utilizzare nel giudízio. Sono gli studî scientífici che depóngono contro l’opinione vaccinista del pontéfice attuale. Studî che quanto meno indúcono ad applicare un critèrio prudenziale. Studî che una censura massmediatica impedisce che vèngano resi pubblici nei media mainstream, ma che sono disponíbili negli altri media per chi cerca la verità e non si accontenta della ridícola propaganda televisiva.

Ma perché io non venga accusato di non avere fatto tutto il possíbile per aiutare i miei fratelli papalatri, vòglio far sapere loro che l’único documento magisteriale riguardante gli attuali “vaccini” contro la CoViD-19 distribuiti in Europa è quello della Congregazione per la Dottrina della Fede del 21/12/2020 e intitolato “Nota sulla moralità dell’uso di alcuni vaccini anti-Covid-19”. Questo documento, sebbene risente dell’accoglimento da parte degli estensori di dati falsi circa la pandemia da SARS-CoV-2, sancisce la libertà di coscienza dei cattòlici di fronte all’attuale scelta vaccinale con queste parole:

«appare evidente alla ragione pràtica che la vaccinazione non è, di norma, un òbbligo morale e che, perciò, deve èssere volontaria. […] Coloro che […] per motivi di coscienza, rifiutano i vaccini prodotti con linee cellulari procedenti da feti abortiti, devono adoperarsi per evitare, con altri mezzi profilattici e comportamenti idonei, di divenire veicoli di trasmissione dell’agente infettivo» (n. 5).

Conclusioni

Concludendo, vòglio dire che papa Francesco è libero di avere le sue opinioni vacciniste talmente ferree da indurlo a prestarsi quale testimonial della campagna vaccinale anti CoViD-19. Vòglio anche dire che ogni cattólico è líbero di seguire le opinioni del papa. Ciò che, invece, non è lecito per coloro che le séguono religiosamente e ciecamente è il confóndere la fede cattòlica con la papolatria vaccinista.

Cari papalatri, tornate a èssere cattólici e vedrete la verità sull’attuale campagna vaccinista mondiale.

Flaviano Patrizi


Note

[1] Per un approfondimento: Flaviano Patrizi, “Qual è la vera accoglienza degli immigrati?”, in L’aborto porterà l’Italia all’auto-aborto sociale.

[2] Per un approfondimento: Flaviano Patrizi, Ideologia di génere. Per un mondo migliore?, Himmel associazione, 2021.

[3] Vedi il Sinodo dell’Amazzònia, la blasfemia del rito propiziatòrio alla divinità andina Pachamama, celebrato nei giardini vaticani e l’Esortazione post-sinodale di papa Franceco Querida Amazonia, che al n 5.57 considera l’Amazzonia «un luogo teológico, uno spàzio dove Dio stesso si manifesta e chiama i suoi figlî», un «mistero sacro».

[4] Papa Francesco intacca la proprietà privata andando contro il séttimo e il décimo comandamento: non rubare e non desiderare la roba d’altri. Vd. papa Francesco, Enciclica Laudato si, 24 maggio 2015, n 93: «La tradizione cristiana non ha mai riconosciuto come assoluto o intoccabile il diritto alla proprietà privata, e ha messo in risalto la funzione sociale di qualunque forma di proprietà privata».

[5] Secondo il princípio di falsificabilità di Karl Popper un’ipotesi o una teoria ha carattere scientífico soltanto quando è suscettíbile di èssere smentita dai fatti dell’esperienza. Questa caratteristica distingue la conoscenza scientifica dalle dottrine metafisiche e dalla religione che porta verità immutabili ed eterne.

[6] È un esémpio di questo magistero straordinàrio la promulgazione nel 1950 del dogma dell’Assunzione della Vèrgine Maria al cielo in ànima e corpo ad opera di papa Pio XII. Vd. Codice di Diritto Canonico (CDC), Can. 749 – §1. Il Sommo Pontefice, in forza del suo ufficio, gode dell’infallibilità nel magistero quando, come Pastore e Dottore supremo di tutti i fedeli, che ha il compito di confermare i suoi fratelli nella fede, con atto definitivo proclama da tenersi una dottrina sulla fede o sui costumi.

[7] Si intende i Concilî Ecumenici. Vd. CDC, Can. 749 -§2. Anche il Collegio dei Vescovi gode dell’infallibilità nel magistero quando i Vescovi radunati nel Concilio Ecumenico esercitano il magistero, come dottori e giudici della fede e dei costumi, nel dichiarare per tutta la Chiesa da tenersi definitivamente una dottrina sulla fede o sui costumi; oppure quando dispersi per il mondo, conservando il legame di comunione fra di loro e con il successore di Pietro, convergono in un’unica sentenza da tenersi come definitiva nell’insegnare autenticamente insieme con il medesimo Romano Pontefice una verità che riguarda la fede o i costumi.

[8] Cfr. Lumen gentium, 22; Christus Dominus, 4; CDC (25 gennaio 1983), can. 337, §§ 1-2; Codex Canonum Ecclesiarum Orientalium (18 ottobre 1990), can. 50, §§ 1-2.

[9] Questo Magistero viene espresso nei seguenti modi in òrdine decrescente:
–             encícliche,
–             Costituzioni apostòliche,
–             esortazioni apostòliche,
–             léttere apostòliche,
–             “motu proprio”,
–             documenti delle congregazioni romane…

[10] CDC 750n§1.

[11] Si tratta dei Dogmi cattòlici. La Chiesa cattólica riconosce un totale di 44 dogmi ― o verità di fede ―, raggruppati in otto grandi temi e che sono un’esplicitazione dei 21 dogmi espressi dei 12 articoli del Credo: Dio, Gesù Cristo, la creazione del mondo, l’essere umano, Maria, il papa e la Chiesa, i sacramenti e le realtà escatologiche. Questi dogmi sono sistematicamente approfonditi nel Catechismo della Chiesa Cattolica ai numeri 198-1065.

[12] CDC 750n §2.

[13] CDC 752.

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